R: R: R: Verbale riunione del CE del 6 febbraio 2001

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Mar 13 Feb 2001 19:28:01 CET


Caro Piefranco,

accetto la tua mano tesa e la stringo volentieri.

Registro volentieri quanto hai puntualizzato sugli intenti del tuo
messaggio (il primo, quello che mi ha acceso il "cerino", per dirla come
Vannozzi :-) e da parte mia riconosco che affermare di "gettar fango" sugli
Enti Conduttori in base a quanto da te affermato è probabilmente esagerato
e riflette, devo confessarlo, come da te percepito, uno stato d'animo ed
una convinzione, unita all'amarezza di vedere spesso osteggiati o accusati
di interesse personale o mero scopo di lucro gli Enti Conduttori ed i loro
promotori (come me) che ne prendono le parti in lista.

Credo che potrai capirmi quando ti dico che portare avanti un Ente
Conduttore costa tempo, denaro ed impegno e che personalmente, non essendo
avvocato e non avendo neppure il feedback di un maggior prestigio
personale, lo faccio per pura passione, così come credo che per pura
passione si scelga di candidarsi a far parte di un CE e si accetti di
essere lapidati sulla pubblica piazza quando le cose volgono al peggio. Da
questo punto di vista hai la mia piena comprensione come mi auguro tu abbia
per me.

Sono realmente convinto che buona parte delle possibilità di sopravvivenza
della NA passino attraverso gli Enti Conduttori e la loro futura
credibilità come organo giudicante rapido a risoluzione delle controversie
sui nomi a dominio.

Lo sono perchè mi sono accorto (e forse sbaglio, è un'opinione) che il più
grosso problema, a livello di massimi sistemi, che ha affrontato la NA in
questi ultimi anni e non ha ancora risolto, sia la trasformazione da organo
tecnico ad organo tecnico-giuridico, trasformazione che si è resa
necessaria al crescere esponenziale degli interessi economici legati ai
nomi a dominio ed ai quali è certamente connesso l'intervento politico,
chiamato (suo malgrado) al compito ingrato di ristabilire il principio di
legalità in un mezzo di comunicazione che per definizione sfugge
all'applicazione di principi univoci e spesso formulati per altre
fattispecie (vedi tentativi di applicazione delle leggi nazionali in ambito
sovranazionale qual'è internet, tentativi di applicazione di leggi su
marchi rispetto ad oggetti (i domini) profondamente diversi da questi etc
etc ).

Una risposta credibile, competente (poichè generata dall'organismo, la NA,
che racchiude in sè l'espressione della massima competenza italiana in
materia) e soprattutto funzionante (ossia scelta in alternativa alle
tradizionali vie legali da un considerevole numero di soggetti) in materia
di risoluzione delle controversie sui nomi a dominio (da allargare anche
oltre il puro cybersquatting) trarrebbe d'impaccio innanzitutto la classe
politica, conscia ormai di attraversare un campo minato dopo le reazioni
alla presentazione del DDL Passigli, e soprattutto assicurerebbe alla NA di
mantenere la gestione del ccTLD "it"  che non cadrebbe così in mani
probabilmente incapaci di gestirlo col conseguente rischio di rallentamento
della crescita economica generata dal sistema-internet italiano.

Questa risposta, per il momento, ancora non c'è stata o almeno non ad un
livello tale da poter essere seriamente contrapposta per essere confrontata
con il futuro assetto delineato da Caruso e Passigli nel DDL tristemente
famoso.

Resto a disposizione per ulteriori scambi di opinione e per lavorare fianco
a fianco qualora fosse necessario, in ottica meno critica e maggiormente
propositiva.

Cordiali saluti
Lapo Sergi



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