Domini esteri e titolari italiani

lucajob a TIN.IT lucajob a TIN.IT
Mer 28 Feb 2001 00:18:43 CET


>1) tutti i cittadini/aziende italiani rischierebbero di vedersi tolti
>   i domini registrati sotto qualsiasi TLD;
>
>2) tutti i cittadini/aziende NON italiani .AND. con sede nella Comunità
>   Europea potrebbero registrare, senza nulla temere, tutti i domini
>   che vogliono sotto il ccTLD.it;
>
>3) se i punti 1) e 2) sono veri l'Italia diventa la "barzelletta" della
>   comunita' Internet mondiale;
>
>Saluti, Antonio Ruggiero.

Forse non è proprio così.

Per quanto riguarda i nomi a dominio .it
LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI perché il .it è gestito dall'Italia
che può stabilire le sue regole (anche se dovrebbe farlo in ottempranza
con le disposizioni indicative internazionali: ICANN etc.)

Per quanto riguarda i nomi a dominio gTLD (com net org)
LA LEGGE ***NON*** E' UGUALE PER TUTTI

Ribadisco, "studiatevi" il caso findus.com
(su interlex.it dovrebbe esserci)
in breve:
se registro in buona fede un dominio di un marchio a me sconosciuto
e lo utilizzo per scopi non concorrenziali col marchio stesso e
comunque non tento di rividerlo alla ditta che lo reclama
(altrimenti che buona fede è?) ecco cosa succede:

all'estero (titolare del dominio all'estero con provider estero)
RIMANE mio di diritto (conseguenza logica!)

in Italia (titolare O provider ITALIANO)
vince la ditta che detiene il marchio (conseguenza assurda)
perché E' NOTO che internet E' DELLE AZIENDE
e non DI TUTTI (frase ironica).

Ovviamente c'è chi alza le spalle dicendo:
si sà, non si può tenere distinti .IT .COM .NET
fatta una legge, si ingloba tutto insieme (???!!!):
come dire che, stabilito che col rosso non si passa,
per la stessa regola, e dato che il semaforo ha tre
luci, non si passa nemmeno più né col verde né col giallo.

Ma perché la logica non fa parte di questo mondo?
ad maiora semper

Luca D.M.



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