cosa significa? (su un progetto di legge)

Wincom ariosto a WINCOM.IT
Ven 20 Lug 2001 11:57:24 CEST


At 11.05 20/07/01 +0200, chiari mario wrote:
Il punto mi sembra interessante, perchè sembra concedere - almeno nel caso
della presenza di
un tale 'codice' - che la visita a un sito è una forma di comunicazione sub
art.15 Cost., e la 'messa on line' di un sito www non è diffusione in
pubblico , almeno nel caso che si iterponga un 'codice di accesso'.

Il proponente, tale On. Butti, precisa nell'introduzione:

"... L'attuale quadro normativo in materia di attività telematiche è
incompleto, e non solo in Italia. Le ragioni principali di questa lacuna
nella regolamentazione giuridica si trovano soprattutto: nella
impossibilità di emanare norme troppo dettagliate e precise che finirebbero
per paralizzare l'attività di tutti i soggetti interessati; nella
conseguente difficoltà di individuare una serie di previsioni che diano una
ragionevole certezza dell'insieme dei diritti e dei doveri in capo agli
utenti e ai provider e che al contempo siano abbastanza flessibili da non
ostacolare il progresso della tecnologia; nella impossibilità, infine, di
realizzare una regolamentazione efficace al di fuori di un concerto
internazionale.
...
Con la presente proposta di legge, lungi dal voler restringere in qualche
modo il diritto fondamentale sancito dall'articolo 21 della Costituzione,
si intende da un lato limitare o almeno rendere meno accessibile
un'informazione che potrebbe intaccare l'integrità e la formazione dei
giovani..."

Non fa quindi riferimento all'art. 15 della Costituzione, che recita

"La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di
comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto
per atto motivato dell'Autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla
legge."

bensì all'art. 21, che recita

"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la
parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
...
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre
manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti
adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni."

Mi pare la classica "foglia di fico": non potendo impedire la diffusione
della pornografia, si tenta (con scarsissime possibilità di successo) di
impedirne la visione ai bambini... mi viene in mente una battuta di Beppe
Grillo, in una delle sue ultime apparizioni su Telepiù: diceva che stava
trafficando con il telecomando del decoder per vedere un film porno, senza
riuscirci, quando il suo bambino gli ha detto "Papà, guarda che il codice
di accesso per i film porno non è più quello: l'ho cambiato io..."!


Cordiali saluti.
Gian Carlo Ariosto

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