"La rete telefonica va tolta a Telecom" lo dice la Corte dei Conti.

Alessandro Zulli alex a SUNSTONE.IT
Dom 22 Lug 2001 10:04:56 CEST


Lo sapete che anch'io avevo in mente una cosa del genere, ma piu' che un
controllo totale dello Stato, secondo me si dovrebbe creare una societa' a
parte, una specie di consorzio in cui partecipano sia lo Stato sia gli OLO
e gli ISP, che faccia proprio da gestore semplice per l'affitto della
rete agli OLO ed agli ISP che lo volessero, non solo della rete
telefonica, ma anche della rete xDSL ad esempio.
La Telecom non dovrebbe piu' gestire neanche le offerte Wholesale xDSL,
che per come sono concepite non permettono una vera e propria concorrenza
(tant'e' che nessuno oltre Telecom copre tutti i Pdr della rete xDSL).
Questa seprazione a mio avviso andrebbe a favorire anche la stessa Telecom
che non avrebbe piu' i costi di gestione della rete (in particolare
costi di gestione tecnica e del personale) e diventerebbe un operatore a
tutti gli effetti.
D'altra parte anche gli stessi dipendenti Telecom che adesso si occupano
della rete e che vwedono di giorno in giorno sempre piu' a rischio il loro
posto di lavoro, avrebbero piu' sicurezza nel breve-medio periodo per poi
eventualmente riconvertirsi in altri OLO che nel frattempo hanno costruito
la loro rete.

Alessandro Zulli.

On Sun, 22 Jul 2001, gb frontera wrote:

> Dal "Corriere della Sera",  inserto "Economia" , pag.25, del 21/07/2001:
>
> Corte dei Conti.
> "La rete telefonica va tolta a Telecom"
>
> La rete telefonica nazionale dese essere sottratta aTelecom Italia, anche
> dal punto di vista societario e azionario, per passare sotto il controllo
> dello Stato.
>
> A sostenerlo  la Corte dei conti nella sua "relazione sul rendiconto
> generale", diffusa ieri.
> "La situazione  della telefonia fissa sembra deporre in favore di una vera e
> propria separazione societaria- sottolineano i magistrati contabili-.E tale
> separazione dovrebbe essere anche azionaria, riservando allo Stato il
> controllo del solo soggetto societario gestore dell'infrastruttura di rete".
>
> Un'idea "interessante- l'ha definita il Ministro delle Comunicazioni,
> Maurizio Gasparri- che favorirebbe un maggiore accesso al mercato".
>
> La Corte dei conti sostiene che una separazione "solo contabile fra la
> gestione della rete (persistente monopolio di fatto) e quella dei servizi
> (ormai liberalizzati) rischierebbe di vanificare lo scopo che tale
> operazione si prefigge".
>
> Per la magistratura contabile a favore di una separazione netta fra rete e
> servizi, depongono "la recente conclusione del processo di allineamento
> delle concessioni" e "il ritardo con cui sta procedendo l'unbundling, almeno
> in parte dovuto alle resistenze da parte dell'operatore ospitante".
>



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