"La rete telefonica va tolta a Telecom" lo dice la Corte dei Conti.

Eusebio Giandomenico e.giandomenico a GORGIA.IT
Dom 22 Lug 2001 11:26:44 CEST


Consideravo tale eventualita' sensata 10 anni fa, ora sarebbe
oltremodo anacronistica e distruggerebbe per sempre il mercato ICT
italiano. Cosi' "a naso" mi sembra una esigenza delle compagnie "non
telecom" per rimediare all'errore di valutazione che li ha portati a
strapagare le licenze UMTS, sarebbe a dire che lo Stato (ossia le
nostre tasse) che nel 1992 ha dovuto pagare l'incompetenza dei
vertici sip, oggi dovrebbe pagare l'incompetenza di tutte le
compagnie telefoniche. Questo sarebbe il liberismo?

I vecchi infatti ricorderanno che e' stato cosi' fino al 1992, allora
la SIP (che gestiva l'ultimo miglio) era al tracollo e STET non se la
vedeva meglio, l'unica in forte attivo era l'azienda telefonica di
stato che controllava le dorsali regionali e internazionali.
La fusione di questi tre elementi ha consentito di sanare i buchi e
preparare una telecomitalia piu' o meno sana e quindi vendibile sul
mercato, lo scopo era far incassare allo stato bei soldi e ridurre il
peso dello stato sul mercato.
L'idea di vendere separatamente l'azienda telefonica di stato c'era
ma non e' stata possibile persueguirla perche' non c'era nessuno in
italia in grado di comprarla e gestirla ed essendo un servizio
strategico non poteva finire fuori controllo.


>Dal "Corriere della Sera",  inserto "Economia" , pag.25, del 21/07/2001:
>
>Corte dei Conti.
>"La rete telefonica va tolta a Telecom"

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