la NA non puo' essere privata - la RA forse

Eusebio Giandomenico e.giandomenico a GORGIA.IT
Mar 24 Lug 2001 12:25:41 CEST


At 21:03 +0200 22-07-2001, Ettore Panella wrote:
>Sulla questione non ho una opinione precisa, per questo motivo mi
>piacerebbe sapere che vantaggi si avrebbero dal fare una cosa simile e di
>converso quali svantaggi.


Svantaggi "formalmente" non ce ne dovrebbero essere, tecnicamente
invece potrebbero verificarsi delle "sofferenze" per i MNT nel
periodo di adozione del nuovo sistema.

I vantaggi sono quelli di cui si e' ampiamente - a piu' riprese -
discusso in lista e che possono essere aggregati sulle seguenti
macroaree:

*"Sburocratizzazione della RA".
Nel lavoro della RA esistono degli aspetti che non possono essere
alleggeriti e che sono riconducibili al mantenimento dell'integrita'
del Registro, lasciare allo IAT solo questo compito garantirebbe
comunque l'attuale livello di qualita' del registro (che mi rsulta
ancora fra i migliori della rete) consentendo al contempo di adottare
procedure piu' snelle per la parte amministrativa.

*Adozione del protocollo informatizzato e della firma digitale.
Consentirebbe l'abolizione della carta dall'intero iter, da questo
punto di vista un soggetto come Unioncamere potrebbe svolgere un
ruolo importante, sia come espressione e rappresentanza delle imprese
italiane, sia come centro di competenza essendo Unioncamere (oltre
che super-partes per statuto)  responsabile del registro delle
imprese (utilizzato gia' oggi dalla RA per la verifica dei dati), dei
marchi ed ente certificatore della firma digitale

*Apertura del registro al mercato e velocizzazione dei servizi alle imprese
I costi ed i relativi utili relativi alle procedure amministrative di
registrazione verrebbero distribuiti sul mercato, con una prevedibile
concorrenza fra i diversi registrar che porterebbe all'utenza un piu'
basso costo per la registrazione del nome a dominio ed un minor tempo
di espletamento delle pratiche

==== macroaree deboli====

* europa e .eu
Si possono fin d'ora ipotizzare registrar di altre nazioni europee ed
una conseguente maggior apertura del nostro ccTLD al resto d'europa.
Questa soluzione potrebbe essere spinta e adottata a livello
comunitario per la gestione del .eu e le imprese italiane potrebbero
trovarsi avvantaggiate ( o quantomeno non penalizzate) dall'avere
operatori nazionali gia' operativi.


*IPv6
la futura adozione della nuova versione del protocollo IP portera' ad
una esplosione di richieste di registrazione, una simile struttura e'
- a mio avviso - l'unica in grado di reggere il colpo. Sarebbe
addirittura possibile avviare una fase sperimentale su una rete
nazionale che adottasse tale protocollo (la creazione di una simile
rete in forma consortile fra i vari operatori sarebbe - questa si',
piu' che l'esproprio delle dorsali telecom - un obiettivo da
perseguire)


Come vedi non si tratta di chissa' quali innovazioni, sono cose che
tutti chiediamo da anni ma ho come l'impressione che molti di noi,
col fatto di averle lette e rilette, le diano per realizzate...
non e' cosi', oggi esistono pero' le condizioni tecnico-giuridiche
per passare dalle parole ai fatti e dalle parole a norme che siano di
nuovo in grado di prevedere i problemi e di gestirli per tempo, penso
che ITA-PE sia stata bravissima in questo (a parte quest'ultimo
burrascoso periodo) e che possa continuare a farlo, occorre pero'
recuperare l'obiettivo dell' "ampio consenso" e la prassi del lavoro
cooperativo che ci ha contraddistinto.


Eu

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