Naming Authority: la mossa del gambero

chiari mario chiari.hm a FLASHNET.IT
Mer 13 Giu 2001 11:15:47 CEST


Hello tutti,

benchè non condivida molte delle osservazioni di Renato e la 'implicita'
diagnosi delle responsabilità (nè la lunghezza della mail :-)), concordo
con il messaggio di fondo di darsi una mossa, tutti quanti.

Possiamo usare Giugno/Luglio per la discussione e essere pronti per
Settembre con il nuovo Statuto?

a presto mario

ps colgo l'occasione per fare un poco di pubblicità a isoc.it e alla sua
prima iniziativa: Prima Giornata Italiana IETF, vedi a
http://www.isoc.it/loc35.html. Siete tutti benvenuti.





At 06.41 13/06/01 +0200, Renato Romano wrote:
>13/06/01 - Stand By - Web - La scorsa assemblea della Naming Authority del
>16 marzo 2001 si è chiusa con l'elezione di un comitato esecutivo incaricato
>di predisporre la proposta del nuovo statuto; quello statuto che negli
>auspici dell'assemblea dovrebbe dimostrare ai politici (che a più riprese
>hanno tentato di istituzionalizzare e statalizzare il governo della rete)
>che la Naming Authority è un ente serio, attivo, rappresentativo, etc. etc..
>
>Per far fronte a tale importante e gravoso compito, l'assemblea aveva dato
>istruzioni al Comitato Esecutivo di nominare un comitato di esperti esterni
>che aiutassero, per i settori di loro competenza, a formulare la proposta da
>sottoporre all'assemblea. Infine, per rendere più rapide e trasparenti le
>operazioni di rilevamento della volontà dell'assemblea, al Comitato
>Esecutivo era stato dato mandato di studiare l'introduzione del voto
>elettronico per i membri della Naming Authority.
>
>A due mesi e mezzo dall'assemblea può farsi un primo bilancio del lavoro
>svolto dalla dirigenza della Naming Authority per dimostrare ai politici e
>al mondo di non essere una "assemblea studentesca", come il senatore
>Passigli l'aveva spregevolmente definita.
>
>Il risultato è senz'altro positivo. I dirigenti della Naming Authority, più
>che chiassosi studentelli, si sono rivelati seri e fini politici; dei veri
>esperti nell'applicazione del principio gattopardiano per cui tutto deve
>cambiare perché tutto rimanga come prima.
>
>Leggendo i verbali delle riunioni del Comitato Esecutivo, non si ha certo
>l'impressione che i suoi componenti si stiano ammazzando di lavoro per
>preparare il nuovo statuto. Nelle due sole riunioni svolte finora dal nuovo
>CE, il futuro statuto è stato utilizzato unicamente per respingere qualsiasi
>proposta di innovazione sostanziale alle regole di naming, dicendo, in
>sostanza, che è prima necessario stabilire le linee guida dello statuto e
>poi por mano alle modifiche delle regole. Ma quali siano queste linee guida
>dello statuto non è dato saperlo, in quanto il Comitato Esecutivo - stando
>ai verbali in linea su http://www.nic.it/NA/exec/index.html - ha parlato di
>tutto meno che del nuovo statuto.
>
>Qualcuno potrebbe pensare che ciò non sia stato fatto perché sul nuovo
>statuto erano già al lavoro i consulenti esterni che il CE aveva il potere
>di nominare. Niente di tutto questo. Nonostante molte persone si siano
>offerte per tale opera, il CE non ha minimamente discusso l'argomento o
>nominato alcun esperto esterno, sicchè la situazione attuale è esattamente
>quella che era due mesi e mezzo fa.
>
>L'unica cosa che il CE in due mesi è riuscito a chiarirsi sul nuovo statuto
>è che per esso è necessaria una stretta collaborazione con la RA. Si legge
>infatti nel verbale dell'ultima riunione: "Il CE, dopo aver discusso su come
>proseguire l'attività di revisione dello statuto, giunge alla conclusione
>che non sia possibile procedere immediatamente all'istituzione del gruppo di
>lavoro per il quale sono state richieste le candidature, ma che sia
>necessario in precedenza giungere alla condivisione almeno di alcuni punti
>base riguardanti la nuova struttura e le nuove caratteristiche della NA.
>Visto che la RA ha più volte espresso idee e suggerimenti sul nuovo assetto
>della NA, si ritiene opportuno organizzare durante la prossima riunione del
>CE un incontro diretto con i vertici della RA e della NA".
>
>Cosa che lascia piuttosto stupiti. La RA conta nel Comitato Esecutivo ben
>due persone che, verrebbe da pensare, dovrebbero esprimere il punto di vista
>della RA stessa. Ma, evidentemente, per sapere il parere della RA al CE non
>bastano Daniele Vannozzi o Stefano Trumpy (egli stesso ex direttore dello
>IAT), ma è necessario udirlo personalmente dalla bocca dell'attuale
>direttore! Quanto poi al "vertice della NA", visto che è il Comitato
>Esecutivo che prende le decisioni, dovrebbe intendersi la presidenza e la
>vicepresidenza (Giovanni Battista Frontera e Claudio Allocchio); che non si
>capisce però bene a che titolo siano ascoltati, visto che secondo lo statuto
>non hanno ufficialmente alcun potere decisionale, ma solo rappresentativo e,
>quanto al presidente, di controllo.
>
>Volendo pensare male, qualcuno potrebbe insinuare che la dirigenza della NA
>e la RA si stiano più che altro dando da fare per traghettarsi (la
>dirigenza, non la NA) in quella commissione per l'accesso ad internet che
>nei disegni di legge preelettorali avrebbe avuto potere di vita e di morte
>sulla registrazione dei domini in Italia.
>
>Sbaglierebbe comunque il lettore se ritenesse che l'attività del nuovo CE
>sia stata volta soltanto all'insabbiamento del nuovo statuto. Dato che lo
>spunto alle iniziali proposte di legge Passigli era stato dato dall'asserita
>incapacità della Naming Authority a combattere il cybersquatting, il nuovo
>Comitato Esecutivo si è dato da fare per ripristinare a favore dei politici
>il pretesto originario sui cui Passigli aveva giustificato le sue proposte
>di legge.
>
>Il Comitato Esecutivo 1999/2000, diretto da Maurizio Codogno aveva
>introdotto, verso la fine del mandato, le procedure di riassegnazione (MAP),
>strumento già adottato da ICANN per i domini.com.net.org. Le procedure hanno
>avuto un certo successo (una cinquantina sino ad oggi i nomi a dominio
>sottoposti alle MAP) e hanno comunque reso molto meno conveniente e
>appetibile l'accaparramento dei nomi a dominio. Ecco quindi che il nuovo CE
>ha pensato bene di intervenire per spuntare il più possibile questa arma
>contro il cyber squatting; e lo ha fatto in ben tre modi: 1) escludendo i
>soggetti extracomunitari dalla possibilità di ricorrere alle procedure di
>riassegnazione (prima, chiunque poteva farlo indipendentemente dalla sua
>nazionalità); 2) escludendo la sola revoca del nome a dominio come possibile
>esito della procedura (con ciò discostandosi dai principi sanciti da ICANN e
>obbligando il ricorrente a registrare anche nomi a domini non desiderati);
>3) triplicando i tempi nei quali chi abbia perso una procedura di
>riassegnazione può bloccarne l'efficacia ricorrendo al giudice ordinario.
>
>Per la verità qualcuno, in lista NA, ha criticato tali decisioni; ma essendo
>il veto presidenziale questione discrezionale, ovviamente non è stato posto,
>anche se il numero di chi lo chiedeva era maggiore di quelli che si sono
>espressi a favore della modifica introdotta dal CE.
>
>Dopo di che, il vuoto. Nessuna notizia di ulteriori lavori del CE, che dopo
>esser partito di gran carriera riunendosi una prima volta appena 5 giorni
>dopo l'assemblea, si è poi riunito a Bologna oltre un mese dopo (27 aprile
>2001) e poi non ha più dato notizie di sè. Maggio e la prima settimana di
>giugno sono trascorsi, e nessuna convocazione del CE è ancora apparsa sulla
>lista.
>
>Di questa allegra corsa all'insabbiamento con cui la dirigenza della NA
>conta di finire nelle braccia della RA prima, in seno alla commissione per
>l'accesso ad internet poi, sembra rendersi conto soltanto il buon Sergio
>Griffini, di cui lucide quanto inascoltate analisi sulla lista ITA-PE gli
>hanno valso a buon diritto il titolo di Cassandra della Naming Authority.
>
>Ma il resto della NA sembra ormai disinteressato. Del nuovo statuto, delle
>nuove regole senza lettera di AR di cui si discuteva in lista mesi fa non
>parla più nessuno. Anche gli avvocati ultimi entrati che si erano gettati in
>disquisizioni su marchi, procedure di riassegnazione e via dicendo tacciono.
>Che sia la quiete prima della tempesta?
>
>Staremo a vedere, anzi ad osservare.
>
>The Observer
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>Renato Romano
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