modifica art. 16.6 reg. naming

l.albertini avv.albertini a LIBERO.IT
Ven 15 Giu 2001 09:58:51 CEST


l'art. 16.6 regole naming mi pare non regoli adeguatamente il caso in
cui il diritto al nome di dominio (d.n.) venga meno in un secondo tempo
rispetto all'assegnazione originaria. Si pensi al caso in cui Tizio e
Caio (ad es. soci in un attività comune) decidano che l'intestazione
del d.n. vada bensì a T. ma solamente sotto condizione risolutiva
ovvero a termine, altrimenti avendone diritto C. Ebbene, quando si
verifica la condizione che risolve il diritto di T. oppure quando scade
il termine, C. deve potere ottenere la riassegnazione a proprio favore.
Oggi egli non può farlo, se non erro, dal momento che non ricorre in
pieno il requisito di cui all'art. 16.6 lett. c). Egli infatti
dimostrerà anche la mancanza (attuale) nella sua controparte del
diritto o titolo ex art. 16.6 lett. b) , ma non riuscirà a soddisfare
il requisito soggettivo della malafede ex lett. c). Quest'ultimo,
infatti, richiede che la mala fede sia presente non solo al momento
dell'assegnazione, ma anche dopo ("sia stato registrato e venga usato
in m .f."): la m.fede iniziale invece nel caso specifico non c'è (a
meno di equiparare "registrazione" a "estinzione" del diritto di T.).
Bisogna allora modificare la normativa in modo che sia sufficiente la
mala fede sopravvenuta nei casi in cui sia parimenti sopravvenuta la
titolarità del ricorrente.
Alla luce di quanto sopra, riformulerei così le lettere b e c dell'art.
16.6:
<<b) l'attuale assegnatario ... non abbia alcun diritto o titolo in
relazione al nome a dominio contestato oppure non li abbia più
attualmente;
c) il nome a dominio sia stato registrato e venga usato in mala fede; è
però sufficiente la malafede sopravvenuta nel caso di sopravvenuta
estinzione del diritto o titolo, di cui alla precedente lettera b,
ultima parte".>>
Questa è la parte più urgente e su cui dovrebbe essere meno difficile
ottenere consensi.
Si dovrebbe però forse riconsiderare radicalmente la necessità della
malafede sia all'inizio che nel prosieguo, prevista dalla lettera c):
perché, infatti, per ottenere la riassegnazione , non dovrebbe essere
sufficiente provare la malafede avversaria al momento della
registrazione (del resto è ipotesi solo teorica che la m.f. diventi
buona fede in corso di attività)?
che ne dite?
grazie e scusate per la lungaggine.
l.albertini  vr



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