modifica art. 16.6 reg. naming

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Sab 16 Giu 2001 14:04:15 CEST


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>1) T e C iniziano un'attività commerciale assieme e decidono di aprire
>un sito internet e adottare un nome di dominio (d.n.). Incaricato di
>curare le attività internet è T e si conviene -per i motivi più vari-
>che egli registri il d.n. dell'attività commerciale a proprio nome fino
>a che collabora con C.

Io sono l'admin-c dei domini della mia societa', (se ho capito bene le
regole), qualora abbandonassi la mia societa' quest'ultima dovrebbe solo
fare il cambio di admin-c in quanto lei titolare dei domini e non io. A
questo punto perche' i domini di una attivita' commerciale dovrebbero
essere intestati a persone fisiche, e' molto piu' comodo intestarli alla
societa'.

>A seguito di varie possibili vicende può darsi che T esca dalla società
>(per recesso, esclusione ...),la quale nel frattempo ha adottato tutta
>una serie di marchi e insegne uguali al d.n., o che comunque abbandoni
>l'attività comune (che si metta in proprio, ad es.).

Scusa se ti chiedo una consulenza legale gratuita :-) ma in questo caso un
accordo tra le parti con un risarcimento di un miliardo qualora T non
restituisca il dominio non dovrebbe essere sufficiente?

Ne segue che la
>titolarità del d.n. deve tornare a C (o alla società).


>2) la questione è generalizzabile: due soggetti decidono che uno  di
>esse si intesti il d.n., ma solo per un certo periodo di tempo, dopo di
>che passa all'altro. Le ragioni possono essere le più varie (non
>escluso uno scopo meramente fiduciario): non è rilevante specificarle
>qui.

l'unico caso in cui conviene intestare a persone fisiche e non a societa'
un dominio e' quando si crea l'azienda e pur in assenza dei documenti
necessari si vuol bloccare il dominio aziendale. Anche in questo caso le
parti possono al momento dell'espletamento di tutti gli adempimenti fare un
passaggio di dominio.


>Lo stesso dovrebbe valere quando l'accordo privato leghi la titolarità
>(o la sua permanenza) non a termini temporali, bensì a condizioni di
>varia natura.

se hanno fatto un accordo privato basta mettere delle penali forti.


>Importante è che l'accordo privato, che prevede la titolarità
>temporanea o comunque precaria, sia legalmente valido:

se ho capito bene lo spirito delle norme di naming la titolarieta'
temporanea e' una bestemmia in quanto il possessore di un dominio si
impegna a garantire determinati requisiti tecnici.

il registro .it
>dovrebbe allora prenderne atto, senza sindacare in merito.
>Spero di avere almeno un pò chiarito la mia idea.

si ma non mi sembra un caso cosi' frequente. Personalmente sono contrario a
sprecare tempo per normare eventi rari o comunque risolvibili piu'
facilmente in altro modo per esempio il ricorrente puo' benissimo studiare
i curriculum dei saggi a disposizione  dei vari enti conduttori, verificare
dalle sentenze emesse quali prendono o prenderebbero in considerazione
elementi come accordi privati o altro (sempre se non si siano messe penali
interessanti nell'accordo privato) e fare una Map con l'ente conduttore che
utilizza quel saggio.
Facile e veloce perche' incasinarci l'esistenza? Comunque non sono ostile
per principio alla proposta, se si vuole possiamo anche sviscerare  questo
ulteriore argomento.


>l.albertini  vr
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