enti conduttori

Riccardo Roversi rroversi a SLA.IT
Gio 21 Giu 2001 22:01:13 CEST


Ecco un altro che pensa che le procedure di riassegnazione e gli enti
conduttori rappresentino un fenomeno economico rilevante.

Davvero, mio caro, tu pensi che un ente conduttore sia un affare e che
essere designati quali saggi sia un affare ?

Arbitronline Srl, di cui io mi occupo, č in perdita e fare il saggio vuol
dire lavorare per almeno un paio di giorni per ottenere il pagamento di Lit.
1.000.000 oltre IVA....

Se ti sembrano cifre tali da scatenare i meccanismi cui tu accenni, allora
hai ragione.  Ma non credo che le cifre in questione possano suscitare gli
appetiti di qualcuno.

Comunque, la questione delle dinamiche concorrenziali tra enti conduttori č
oggetto di dibattito anche a livello ICANN.  Di sicuro, per il momento, c'č
soltanto che gli enti conduttori vivono in un mercato in cui la concorrenza
si svolge sulla base di meccanismi del tutto particolari.

Alcuni hanno proposto il sorteggio dell'ente conduttore (non del saggio),
altri hanno ipotizzato l'introduzione di una procedura di appello.

Per il momento nessuno, a quanto mi risulta, ha trovato una vera soluzione.

Buona serata e stai tranquillo

RR


----- Original Message -----
From: "Ettore Panella" <box a starnet.it>
To: "Roberto Fantini Perullo - Agenzia ANSA" <roberto.fantini a ansa.it>;
<studiodesantis a monrif.net>; <ITA-PE a NIC.IT>
Sent: Wednesday, June 20, 2001 2:44 PM
Subject: Re: enti conduttori


Certamente e' bene che i saggi collaborino con la NA pero' sarebbe da
evitare la catena
ricorrente offre come obolo 2.000.000 circa all'ente conduttore (che avendo
sostenuto delle spese e' contento di incassare) -> l'ente conduttore offre
come obolo una cifra al saggio (che probabilmente non disdegna integrare le
proprie entrate).

Poiche' il saggio e' scelto dall'ente conduttore le sue entrate sono
condizionate dalle MAP commissionate all'Ente Conduttori dai ricorrenti.

Visto in prospettiva futura di concorrenza tra enti conduttori per
accaparrarsi le fette di mercato migliore la domanda sorge spontanea :-)

su cosa si basera' la concorrenza tra gli enti?
sull'abilita' a compilare e passare le carte al saggio?
sulle qualita' del saggio?
sulla rispondenza del saggio alle esigenze del cliente (ovvero il
ricorrente)?

Ai posteri l'ardua sentenza

PS
meglio il sorteggio tra saggi scelti con criteri oggettivi ma soprattutto
ben definiti dalla NA ed in carica per un numero definito di anni (cosi' le
loro entrate non dipenderanno dal lavoro degli enti conduttori)


At 22.55 20/06/01 +0200, Roberto Fantini Perullo - Agenzia ANSA wrote:
>Mi spiace ma non hai colto il significato del messaggio.
>La domanda di fondo che emerge e': e' legittimo che i saggi appartengano
>alla Naming Authority?
>La risposta che io darei e': certamente, anzi, sarebbe opportuno che tutti
i
>saggi convolti nelle MAP appartengano alla Naming Authority, cosi' come
>tutti gli avvocati appartengono all'Ordine degli Avvocati etc.... Si e' mai
>visto che una causa venga ricusata perche' i due avvocati contrapposti sono
>appartenenti allo stesso Ordine?
>
>Bisogna saper interpretare i messaggi.... e saperli interpretare senza
>strumentalizzazioni.
>
>Ciao.
>
>Roberto
>RFP - ANSA.
>
>----- Original Message -----
>From: "Ettore Panella" <box a starnet.it>
>To: <studiodesantis a monrif.net>; <ITA-PE a NIC.IT>
>Sent: Monday, January 01, 1996 12:51 PM
>Subject: Re: enti conduttori
>
>
>At 21.57 19/06/01 -0000, studiodesantis a monrif.net wrote:
>>Salve, analizzando procedure e saggi nonchč la lista dei membri della
>naming ho riscontrato che in procedure del quale l'arbitro dovrebbe essere
>imparziale,   procedeva per colleghi di colleghi in altri enti, e che molti
>saggi sono membri della naming.
>>Chiedo alla lista una risposta forte, dove risiede l'imparzialitā del
>quale dovrebbe essere carico ogni membro degli enti, e in particolare ogni
>membro della naming.
>
>Personalmente lo ho detto piu' volte per la credibilita' del sistema non
>deve esserci un collegamento diretto tra ricorrente->ente->saggio, scopro
>con piacere che c'e' un altro che vede nella cosa un pericolo.
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