R: Proposta di azione

Bruno Piarulli piarulli a REGISTER.IT
Dom 4 Mar 2001 17:00:42 CET


> -----Messaggio originale-----
> Da: Vittorio Bertola
>
> Non sono sufficientemente esperto di cose parlamentari, ma anche a me
> sembra molto difficile che disegni di legge ancora in itinere possano
> venire approvati prima della fine della legislatura. (Qualcuno
> dissente?)

Io :-). Purtroppo, aggiungo :-(.
In un'altra email do' una possibile versione di come rischiano di andare le
cose, ma sono d'accordo con te che sia opportuno andare avanti comunque,
confidando sul fatto che il peggio .. non avvenga.

     [...]

> Su come cambiare la rotta di questa assemblea le mie idee sono note,
> ma le ribadisco:
> - trasformazione della NA in un "parlamento della Internet italiana",
> fondato sulla rappresentanza di tutti gli interessi in gioco, ENTRO
> GIUGNO 2001;

Non c'e' il tempo sufficente. E immaginare di riuscire davvero, in cosi'
poco tempo e con una situazione cosi' fluida, a rappresentare gli interessi
di tutti mi sembra utopistico. Il meccanismo delle constituencies, alla
ICANN per intenderci, ha mostrato i suoi limiti. Settimana scorsa, al
meeting di Ec-pop per i .EU, si e' parlato anche di questo, e diverse
opinioni erano contrarie alle constituencies perche' si basano su un
presupposto errato, cioe' che possano essere rappresentative degli interessi
di tutti.

Ad esempio, e' stato fatto notare lo stra-potere degli "intermediari"
all'interno di Icann, con Registries, Registrars, e grosse aziende che la
fanno praticamente da padrone. E l'assegnazione dei nuovi gTLD ne e'
l'esempio.

Immaginiamo uno scenario diverso, giusto per discuterne.

Invece che una "naming authority" che ambisce ad essere rappresentativa e
puo' facilmente essere "delegittimata" (bleah) dai vari politici con la
scusa che non e' rappresentativa ne' accettata da tutti, immaginiamo di
essere semplicemente una  ... lobby!! Piarulli, Bertola, Chiari, Codogno,
Fogliani, Griffini, .. tutti, insomma (spero tanti) si sono organizzati per
tutelare i loro "interessi" nell'Internet Italiana.

Discutiamo di cosa "siano" questi interessi e proponiamoci al governo come
una vera "lobby". E' di sicuro un linguaggio ed una forma di azione a cui
sono abituati da tempo, e con cui hanno a che fare tutti i giorni per tutti
gli altri argomenti.

Tabaccai, allevatori, produttori latte, auto trasportatori .. funzionano
tutti in questo modo, perfino i medici e i controllori di volo. E funziona.

Mi rendo conto che questo cambi **profondamente** la posizione della NA, ma
non necessariamente la funzione. La Registration Authority (o IAT che dir si
voglia) esce rafforzato sia nel caso passi il DDL del senato che il DDL
della camera. Nel primo caso alla RA viene ufficialmente affidato il
registro, nel secondo caso il DDL prevede che la commissione possa affidarne
la gestione a societa' pubbliche o private, e visto che la commissione non
sapra' da che parte girarsi e' facile immaginare come andra' a finire. In
entrambi i casi, il nuovo "registry" avra' ampi poteri, e la NA non potra'
piu' comunque decidere le regole di naming. E stavolta "per legge", non per
problemi interni come adesso :-(.

A questo Registry "controllato" dal governo noi potremmo opporre non una NA
che tenta di tutelare gli interessi di tutti, ma una NA che tutela i "suoi"
interessi, indipendentemente dal nome che assumera'. La democrazia consiste
nel lasciare veramente a tutti la possibilita' di farne parte, affinche' gli
"interessi" siano i piu' ampi possibili. Non con le constituencies, ma
semplicemente con 2 gruppi "base": gli operatori del settore, cioe' chi ci
"guadagna" anche se poco (maintainers, providers, enti conduttori, ISP, ASP,
ecc.) e gli utenti della rete e dei domini (ISOC, utenti, ass. consumatori,
avvocati :-).

I problemi che hanno avuto il CE e la NA credo dipendano dall'ipocrisia di
voler rappresentare gli interessi di tutti e dal non avere interessi in
gioco. E' una delle affermazioni che ho sentito piu' spesso, e mi sembra una
delle piu' retoriche. Tutti hanno degli interessi. Perfino gli utenti di
ISOC (Chiari non me ne voglia per la citazione :-) hanno degli "interessi"
da tutelare: poter usare la rete liberamente, senza costrizioni, senza che
diventi un grande fratello che tutto controlla, ecc. ecc.
Rendiamo espliciti gli interessi di tutti, chiariamo il gioco delle parti, e
[forse] riusciremo a funzionare meglio.

Alla prossima!


Bruno Piarulli
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