R: La risposta di Passigli.

Wincom ariosto a WINCOM.IT
Lun 5 Mar 2001 11:43:05 CET


At 10.54 05/03/01 +0100, Ignazio Guerrieri wrote:
>Daniele Vannozzi ha scritto:
>(cut)
> >In genere si preferisce prevenire un problema piuttosto che
> >curare/intervenire sugli effetti del problema.
> >Nella situazione attuale la prevenzione e' lasciata al "buon cuore"
> >di chi richiede un nome .... e visti alcuni fenomeni degli ultimi
> >mesi nel ccTLD .it forse e' opportuno rivalutare la strategia ed
> >apportare alcune "procedure e regole" di prevenzione.
> >
>saggissime parole, concordo pienamente.
>arbitrati e procedure di riassegnazione dovrebbero costituire una extrema
>ratio, e non - di fatto - l'unico strumento previsto dalle regole.
>cordiali saluti
>Ignazio Guerrieri

In teoria, tutto bello... ma in pratica?
Se pippo.it fosse libero, e io lo volessi registrare, cosa dovrei fare?
Dimostrare alla RA che mi chiamo Pippo, o che gli amici mi chiamano così?
Registrare prima di tutto un marchio "PIPPO"?
Fondare la Pippo srl e registrare il dominio a nome della società?
Su quest'ultimo caso, vorrei fare un inciso: per registrare un nome a
dominio, una nuova società deve scrivere sulla LAR il proprio numero di
partita IVA e di registrazione in CCIAA.
Ora, mentre il numero di partita IVA si ottiene in quattro e quattr'otto,
la registrazione in CCIAA richiede tempo, e ovviamente qualcuno viene a
sapere il nome della società prima che essa venga registrata: si corre
quindi il rischio, attendendo la registrazione CCIAA, di trovarsi il nome a
dominio (ipotizzando ovviamente che esso sia uguale al nome della società)
già registrato da qualche furbetto.
L'escamotage è registrare subito (anzi, prima della costituzione della
società) il nome a dominio personalmente da uno dei soci che non abbia già
registrato il proprio nome a dominio personale, ma in un regime di "censura
preventiva" come potrebbe costui giustificare una simile richiesta?
Mi si potrebbe rispondere che in un simile regime nessuno potrebbe
registrare pippo.it senza averne titolo, ma resta il fatto che i soci della
costituenda Pippo srl dovrebbero cacciare i soldi dal notaio senza essere
sicuri al 100% di poter ottenere la registrazione di pippo.it: per una
costituenda Net Company, questa sarebbe una spada di Damocle da una tonnellata!

Cordiali saluti.
Gian Carlo Ariosto



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