R: La risposta di Passigli.

Giorgio Just giorgio.just a WAVENETGROUP.IT
Lun 5 Mar 2001 11:35:04 CET


At 10.54 05/03/01 +0100, Ignazio Guerrieri wrote:
>Daniele Vannozzi ha scritto:
>
> >Allo stato attuale non esiste nessuna "regola o procedura" per
> >una seria prevenzione, mentre esistono alcune "regole e procedure"
> >(procedura di riassegnazione, arbitrato e autorita' giudiziaria)
> >per far "ricondurre nelle giuste mani" un nome a dominio.
> >
> >In genere si preferisce prevenire un problema piuttosto che
> >curare/intervenire sugli effetti del problema.
> >Nella situazione attuale la prevenzione e' lasciata al "buon cuore"
> >di chi richiede un nome .... e visti alcuni fenomeni degli ultimi
> >mesi nel ccTLD .it forse e' opportuno rivalutare la strategia ed
> >apportare alcune "procedure e regole" di prevenzione.
> >
>saggissime parole, concordo pienamente.
>arbitrati e procedure di riassegnazione dovrebbero costituire una extrema
>ratio, e non - di fatto - l'unico strumento previsto dalle regole.
>cordiali saluti
>Ignazio Guerrieri
>----------------------------------------------------------

Signori, mi pare rifacciamo nuovamente confusione tra vari aspetti del
problema.
Se partiamo dalla "natura" dei domains name, essi sono solo delle
"stringhe" alfanumeriche di conversione/traduzione (mi si passi la voluta
semplificazione) degli IP Address. La struttura logica del DNS pone dei
vincoli precisi (la univocità dei nomi registrabili e registrati in un
singolo Registry). Punto.
Stabilire dei "criteri preventivi" di registrazione entrando nel "merito"
di un nome - oltre ad essere l'opposto di quanto la comunità Internet ha
fin qui fatto - costituisce un "non senso" e, molto più grave, una palese
contraddizione. Esistono già delle leggi di carattere generale che tutelano
molte cose. Es: se io registro <nosenzomona.it>, se Alex pensa che il
termine veneto "mona" associato al suo nome leda il suo onore e la sua
dignità mi querela; c'è forse bisogno di qualcosa d'altro? Stesso
ragionamento per la tutela di altri prerogative/diritti riconducibili a
situazioni già ampiamente normate (concorrenza illecita/sleale, spendita
non autorizzata del nome, ecc.)
Altro esempio (ripetuto a iosa): i DN non sono automaticamente assimilabili
ai marchi registrati: chi ha diritto a registrare <ferrari.it> tra Ferrari
auto e Ferrari spumante? Risposta: semplicemente NON c'è nessun diritto di
priorità. E avanti così (scusate le ripetizioni di cose note).
Che cosa si vuole allora normare? Daniele dice "una seria prevenzione" non
rendendosi conto che ciò significa, appunto, trasformare la RA da organo
tecnico a organo di giudizio. La RA vuole questo? E se qualcuno - mio
omonimo - registra <giorgiojust.it> io cito per danni la RA in quanto -
essendo ora addetta al controllo (censura? filtro governativo?) del
"contenuto" del nome  - non mi ha interpellato prima di registrare quel DN?
Potrei continuare per due giorni a dimostrare l'assurdità logica di questo
approccio, e qualche avvocato sarebbe in grado di esporre dettagliatamente
tutte le contraddizioni e assurdità giuridiche.
Mi limito invece a constatare come , purtroppo, si stia abdicando ai
principi che hanno dato vita ad un organo - grandemente imperfetto, ma
sostanzialmente positivo - come la NA.
Bene, se i vari Passigli & Co hanno deciso di farci fuori - per ragioni
facilmente comprensibili - lo facciano: ma io non metto da solo il collo
sul ceppo.
Saluti a tutti
Giorgio Just



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