ulteriori modifiche in base agli ultimi suggerimenti.

Alessandro Nosenzo nosenzo a IDEA.IT
Mer 7 Mar 2001 13:39:15 CET


On 7 Mar 2001, at 13:16, Enrico Giannini wrote:
> Ho inserito il comunicato nella sezione ''in evidenza'' del portale
> giuridico altalex.com e segnalato lo stesso ad altri siti del settore.
> P.S.: Avete visto http://www.passigli.it  ?

Purtroppo l'ha visto Passigli un annetto fa' .
Io sono iscritto ad un albo sotto il controllo del Ministero
dell'Industria quindi ho paura ma se qualcuno vuole comprarsi il
nome a dominio potremmo poi fare un baratto con il
Sottosegretario :))
Giorni fa ero a San Remo e davanti al teatro se non avevi il biglietto
c'erano dei simpatici bagarini (che qualche senatore di Forza Italia
definirebbe "pirati teatrali" :))) che avendo fatto incetta di biglietti
ora te li rivendevano al triplo del loro prezzo nominale. Questo e'
legale.
Davanti allo Stadio avviene piu' o meno lo stesso tranne che per le
partite dell'Inter dove non ci va piu' nessuno :))
In borsa succede lo stesso qualcuno fa incetta di titoli poi li rivende
quando sono saliti.
Anche questo e' legale.
Mi spiegate perche' allora se un tizio (che non e' un pirata
informatico perche' cio' vuole dire offendere i pirati informatici) fa
incetta di nomi a dominio e poi cerca di rivenderli questo e' illegale?
Tanto si sa' se si ruba un nome a dominio il titolare del segno
distintivo o altro puo' fare un sacco di azioni e ritornare in possesso
del nome a dominio (non del sito web come dicono alcuni poveri
politici ignoranti in materia) quindi qual'e' il problema?
Chi fa incetta rischia, come i bagarini, di non riuscire a rivendere
tutti i nomi a dominio, tutti i biglietti dello stadio ma alla fine non
vedo perche' questa attivita' commerciale discutibile certo ma non
peggiore di quella fatta dalle Banche o da altri commercianti,
dovrebbe costituire una minaccia per l'Italia e per le imprese
italiane. Sarebbe bello che si cominciasse a far pagare le tasse
alle imprese e non solo ai dipendenti cosi' forse poi si avrebbero i
soldi per tutelare queste benedette imprese che in Italia godono del
vero paradiso fiscale (altro che Montecarlo) e si sentono in forza di
un ricatto occupazionale in diritto di appropriarsi di ogni cosa
inclusa Internet.
Speriamo che i politici leggano la lista.
Gli Inglesi hanno una marea di difetti  pero' stranamente nel settore
Internet hanno fatto le migliori scelte sia a livello governativo che
normativo tanto che la nostra proposta di modifiche delle regole di
naming prende spunto dal sistema Nominet (inglese appunto)
allora mi chiedo ma tutti questi deputati non possono copiare da
cio' che e' gia' stato fatto e funziona benissimo?
Saluti.

Alessandro Nosenzo



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe