Intervento per il riunione NA. Bozza.

chiari mario chiari.hm a FLASHNET.IT
Ven 9 Mar 2001 12:23:17 CET


(scrivo come membro NA)

Hello a tutti,

ecco le miei riflessioni (ovvero bozza intervento per il 16)(ma se ricevo
commenti potrei cambiare opnioni)

(nota :  Non trovo convocazione e OdG sul sito. Sono inabile?)

1- Premesse:

1.1. La NA è un organismo tecnico normativo per il ccTLD .it. Non è il
parlamentino della Internet italiana. Non è/non può essere il DNSO
italiano, perchè presto potrebbero esserci altri TLD operanti in Italia
(oppure 'anche' in Italia, come forse potremmo dire di .eu) (vedi 1.5).
Tantomeno può evolvere - essa stessa - in una ICANN italiana (ma vedi 1.3)
(ma questo non vuol dire che non possiamo ispirarci all'organizzazione dle
DNSo per riformulare l'organizzazione della NA).

1.1.1. Ovviamente tutti noi sappiamo che una assemblea di 250 persone non
può rappresentare i milioni di utenti italiani attuali di Internet, se
ognuno rappresenta solo se stesso.  La NA funzionerà, o non funzionerà, se
- almeno di fatto - quei 250 rappresentano in modo equilibrato i diversi
interessi in gioco. Su questo concorro con Piarulli - se capisco il
nocciolo del suo intervento - e con la proposta delle costituencies. Ho
dubbi su come realizzarle in modo efficiente.

1.1.2 (nota per evitare fraintendimenti)  Essere organo tecnico  non
significa che la NA non debba  affrontare anche questioni che possono avere
rilevanza etica/politica (io non amo le teorie sulla neutralità politica -
ovvero etica - delle attività tecniche). Significa solo che questioni
etico-pol. le si  affronta se sorgono in riferimento a un sufficientemente
ben definto ambito di problemi di carattere tecnico. Fuori da quello, la NA
- in senso stretto - dovrebbe autolimitarsi dichiarando la propria
incompetenza. Io credo che questo fino ad ora sia stato +/- fatto, e quindi
mi esprimo per continuare. (Lo credo un punto di forza)

1.2. Da un altro punto di vista, l'esperienza dei membri della NA potrebbe
essere giusto 'usarla' nella crescita complessiva di Internet in Italia e
come nucleo del 'gruppo' di persone che si occupano di Internet governance
in Italia. Ovvero come nucleo di una specie di ICANN nazionale. Come: tutto
da pensare! (Primo passo, coinvolgere le persone che ricadono sotto  le
altre SO ICANN + ALM) (Ovviamente la ALM è un problema nel
problema)(Creiamo un tavolo di coordinamento per la Internet governance
italiana?)

1.3. Autonomia, autoregolamentazione, ecc. Qui ci muoviamo su un terreno
sdrucciolevole: credo che tutti abbiamo chiaro in mente cosa intendiamo, ma
se lo formuliamo in necessari termini giuridici entriamo in confusione
(forse perchè nessun di noi è un giurista toeroico?). La Internet gestita
dai pionieri aveva mutuato forme della collaborazione tipiche della
comunità scientifica, che non sono più adeguate. Oggi abbiamo il compito di
gestire della presenza di attori del settore commerciale, della società
civile, ecc.. Siccome forme di autonomia sono presenti/riconosciute in
innumerevoli settori, dalla gestione della Borsa (non più ente pubblico in
Italia) al mondo dello sport (professionale e non), io credo che ci sia
ampio spazio per creare un modello di autonomia funzionante,
costituzionalmente giustificato, che non sia possibile accusare di voler
essere extra-istituzionale, ecc.. (Gli esempi di cui sopra >>non<< sono qui
ricordati per indicarli come  possibili modelli). Il problema è quale
modello.

1.4. Come mi piacerebbe evolvesse il DNS in Italia? (prendete questa come
una considerazione utopica. Io credo che considerazioni a futura memoria
siano comunque utili per approfondire la riflessione sui presupposti,
spesso impliciti, delle nostre opinioni.)

- un ccTLD nazionale a carattere pubblico istituzionale: .it
- un ?-TLD nazionale a carattere aperto, 'di tutti', se possibile gestito
in modo consorziato dai principali attori, teso sopratutto alla libera
espressione: .rete (ovvero un .com/.org italianizzati, ma non in mano una
Netowrk Solution italiana)
- un ?-TLD nazionale per il made in Italy, gestito da ente di promozione
commercio estero: .italy
- alcuni gTLD gestiti con finalità e modalità commerciali da operatori
italiani (o in consorzi internazionali con forte presenza italiana): .pid,
ecc.

In pratica, concepire l'attuale situazione dei sette gTLD come una
situazione che è e rimarrà statunitense, e cercare di estenderla nel mondo.
(Alcuni problemi con il DDL Passigli sorgono dal fatto che .it ha funzioni
analoghe sia a .gov sia a .com, e questo crea - mi sembra - tensioni)(Se
questa fosse l'evoluzione, .it potrebbe anche passare al governo
direttamente, ma solo a queste condizioni)

Ovviamente tutto ciò è molto lontano, anche fosse la direzione giusta (ma
crediamo che lo potrebbe essere?).

1.5. Localizzazione dei modelli internazionali (leggi, statunitensi).

Sia nel caso delle MAP sia nella proposta di Trumpy per le costituencies io
vedo una elemento di forza e un elemento di debolezza. La forza è che,
adottando modelli stranieri, ci possiamo far forti dell'argomento che hanno
dalla loro l'esperienza e il consenso della comunità 'che sa'
internazionale (questo lo abbiamo usato alla grande contro Passigli). La
debolezza è che possono risultare troppo importati, sopratutto quando non
si tratta più solo dei protocolli per far girare un server, ma di adottare
- per esempio - una concezione dell'arbitrato aliena. Qui credo sarebbe
utile un ripensamento.

2. Temi in discussione.
2.1 Perchè siamo a questo punto? (CE bloccato, attacco Passigli ecc.) Non
lo so: fattori personali, difficoltà di crescita, non attenzione agli
sviluppi interni e internazionali, inabitudine alle PR, non individuazione
di qualche tacito nemico. Che fare: Andare oltre, trovare unità, non
accentuare la crisi con la ricerca di inutili capri espiatori, mantenere
una continuità (conferma Presidente?) e innovare il CE con chi ha tempo e
idee per una stagione di rinnovamento intenso, rapido, ben pensato.

2.2.

a
>                          Roma, 16 Marzo 2001
>
>                           Ordine del Giorno
>                                (bozza)
>
>7.  Linee guida di modifica dello statuto;
>     - meccanismo di sostituzione per le cariche elettive

primo dei non eletti per CE, Commisioni ecc..  Vice Presidente per
Presidente, con convocazione urgente di Assemblea.

>     - deleghe: limitazioni e/o regolamentazione

Giusto limitarle. Ma la partecipazione diretta è costosa. Si può prevedere
di avere votazioni online?

>     - numero massimo di preferenze sulle schede per le elezioni
>     - tempo limite per le domande di ammissione a membro della N.A.
>     - incompatibilita' tra cariche NA ed altre cariche NA, comitato
>       arbitrazione, enti conduttori,...
>     - numero massimo di mandati per Presidente e CE
>     - rifondazione della NA per Constituencies (Trumpy)
>     - istituzione di un bilancio, tesoriere, segreteria
>     - istutuzione di un ufficio pubbliche relazioni

Assolutamente non decidere il 16, ma creare una task force. Al massimo
esporre dei principi di massima a cui attenersi. Si potrebbe cioè votare
solo mozioni su quali set di principi devono essere realizzati dalla
formulazione delle regole. La task force la farei nominare dal CE. Se
possibile, proponiamo queste mozioni prima del 16 in lista.

>
>8.  Linee guida delle nuove regole di naming.
>     - proposte presentate da Nosenzo, Fogliani, Piarulli

Assolutamente non decidere il 16, ma creare una task force. Al massimo
esporre dei principi di massima a cui attenersi. Si potrebbe cioè votare
solo mozioni su quali set di principi devono essere realizzati dalla
formulazione delle regole. LA task force la farei nominare dal CE.
>
>9.  Elezione di nuovo Comitato esecutivo;
>
>10. Elezione di nuova Task Force;

io ne farei più di una.
ovvero:
TF organizzazione e struttura NA
TF naming
TF valutazione MAP, possibile perfezionamento.
e forse una quarta separata su i possibili meccanismi di voto on line.

Tre membri ognuna, tempi stretti.



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>11. Varie ed eventuali
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