Questione LINK

Antonio Cilli cilli a IBMPE.UNICH.IT
Mer 28 Mar 2001 19:56:38 CEST


DA: http://www.unicam.it/ssdici/linkcopy_1.html
Tra le follie di fine anno anche una sentenza nello stato mormone dello
Utah su
tre link a materiali religiosi considerati come violazione di diritti
d'autore 
USA: anche i link sono copyright 15/12/1999 - News - Salt Lake City (USA) - Il
caso Ŕ clamoroso e destinato ad avere strascichi di vario genere anche al di
fuori degli Stati Uniti: un tribunale federale americano ha emesso una
ordinanza che impedisce ai webmaster di un sito di continuare a pubblicare tre
link a materiali della Chiesa di Ges¨ Cristo, link che puntano a una sorta di
breviario mormone. Il giudice ha stabilito che il sito della Utah Lightouse
Ministry non potrÓ per il momento linkare i documenti che portano al Church
Handbook of Instructions. Secondo il magistrato, infatti, la Utah Lightouse Ŕ
coinvolta in una "complicitÓ nella violazione del copyright" per aver
pubblicato URL che gli amministratori del sito "sapevano o avevano ragione di
sapere" che portava al breviario mormone. Sebbene alcune Chiese americane
siano
giÓ state protagoniste di battaglie legali sul copyright, questa Ŕ la prima
volta che sotto accusa arrivano i link ad un altro sito e perci˛ l'ordinanza Ŕ
analizzata in queste ore con grande attenzione da numerosi esperti
statunitensi. Se venisse confermata, infatti, potrebbe rappresentare un
precedente decisamente preoccupante per la libera circolazione delle idee e
delle informazioni sulla rete. Nel testo firmato dal giudice si legge
addirittura che i gestori del sito sotto accusa sarebbero colpevoli per aver
suggerito di leggere il breviario e per aver risposto a domande poste da loro
utenti sul breviario stesso. Ma, secondo il legale della Chiesa che ha
denunciato il sito, l'ordinanza "non avrÓ effetti sul linking in generale".
Non
Ŕ dello stesso avviso la parte avversa secondo cui la Corte "ha preso una
posizione estrema sulla violazione del copyright". Va detto che la cosa Ŕ nata
ben prima di questa sentenza e dei tre link. Il sito sotto accusa, infatti,
inizialmente pubblic˛ ampi stralci del breviario protetto dalle leggi sul
diritto d'autore. Successivamente pass˛ ai link su diffida della Chiesa. 
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Situazione italiana:
Procedendo per logica, direi, che la Legge 675/96 non sia direttamente
applicabile ai "domain name" che per definizione sono "pubblici", ovvero
risultano da elenchi pubblici. 
Quindi non necessitano di alcuna preventiva autorizzazione o comunicazione. 
Il principio dovrebbe essere quello della mancanza dell'elemento di novitÓ: Il
Tribunale Milano, 8 aprile 1997 ha affermato: "La riproduzione sistematica in
una rassegna stampa di articoli giornalistici e di notizie tratti da
pubblicazioni altrui, ancorchŔ effettuata mediante strumenti informatici e
telematici, deve essere inibita in via cautelare, posto che: a) costituisce un
illecito sotto il duplice profilo della concorrenza sleale e della violazione
del diritto d'autore; b) il suo protrarsi comporta una recrudescenza degli
effetti dannosi verosimilmente giÓ verificatisi".
Saluti,
Antonio Cilli

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