"qui lo dico e qui lo nego"...

Claudio Allocchio Claudio.Allocchio a GARR.IT
Gio 29 Mar 2001 16:00:11 CEST


Il perche' del subject lo capirete subito... si tratta di alcune
possibile considerazioni che possono essere totamente sbagliate, false,
esatte o semplicemente frutto di follia, ma sono ipotesi che sono uscite
da "vari pensatori e pensamenti", e mi sembra giusto che facciano parte
della conoscenza comune. Sono pensieri a voce alta, domande a cui e' il
caso di trovare una risposta...

Iniziamo dalle "domande"...

Perche' un organismo indipendente, in cui si sono davvero le
rappresentanze di molte o forse tutte le istanze della Rete (che si chiami
NA, o con il nome che vi pare) puo' risultare tanto "indigesto" a
qualcuno? talmente tanto da smuovere addirittura gli organi di
informazione (quelli ovviamente "allineati" con coloro a cui questo
organismo, che siamo noi, e' indigesto) per passare i "messaggi contro" e
dare come "salvatore della rete" un qualsiasi provvedimento che "regoli
dall'alto" questo "far west"?

Perche', anche in parlamento, c'era una stranissima "maggioranza
trasversale" che voleva a tutti i costi un provvedimento di quel genere?

Perche' tanta insistenza nel cercare di avere un "comitato" che fa le
regole di provenienza escluviemente di nomina dall'alto?

Perche' cercare di paragonare i provvedimenti proposti in Italia a quelli
proposti in altri paesi, anche quando sono del tutto diversi, e talmente
diversi da rischiare con delle dichiarazioni la smentita pubblica?

Perche' si mescolano sempre argomenti diversi: i provvedimenti per i nomi
a dominio, il cybersquatting, i provvedimenti sul contenuto dei siti WEB
e la responsabilita' degli stessi, i provvedimenti economici in materia di
suddivisione degli introiti tra carrier, provider, content provider... ?

Qui lo dico e qui lo nego...

L'ipotesi piu' semplicistica e' che ovviamente molte delle persone
coinvolte nella discussione non sanno bene di che cosa stanno parlando, e
quindi confondono concetti, regolamenti etc, e quindi producono risultati
disastrosi. Questa e' quasi certamente un base di verita' comune... ma mi
sembra troppo semplice e troppo "poca" per spiegare il tutto.

Un'altra ipotesi, sempre molto semplicitica, e' che il fatto che molti
"nomi famosi" (o meglio "nomi di chi si ritiene famoso") siano stati
accaparrati iniziamente ed ora siano "indipsonibili" o "in vendita" abbia
irritato "coloro che si ritengono famosi", e che quindi, non essendosi
sentiti "piu' tutelati degli altri" da parte della NA, ora vogliano fare
in modo di "controllare direttamente le cose".

Una terza ipotesi puo' essere che ritengono che la NA sia solo
l'espressione dell'interesse di alcune categorie: provider, interessati
solo a registrare il piu' possibile per fare business, avvocati,
interessati il piu' possibile a che vi sia litigiosita', sempre pre fare
business e nulla piu'. Essendo stata "detta in pubblico" piu' volte,
anziche' essere l'ipotesi veritiera, potrebbe essere quella meno veritiera
di tutte...

Pero'... ci sono anche altri fattori che sinora non ho visto entrare
nella discussione, ma che vanno conisderati, perche' potrebbero invece
essere in parte o maggiormente una possibile spiegazione.

Il primo fattore e' che, dalla fase iniziale di "Registro" e "clienti"
(nel caso italiano mediati dai maintainers), si passera' a brevo o a
medio termina alla fase "Registro" "Registrars" "clienti". Nella fase
"compiuta" di questo cambiamento, il registro non sara' piu' l'organismo
che interagira' direttamente, ma sara' solo un "servizio pubblico" che
riceve una "quota fissa per dominio" per il suo mantenimento tecnico.
Saranno invece i "Registrars" ad operare in libera concorrenza tra loro
sul mercato, interagendo con i clienti o i loro relativi "intermediari".
Quindi saranno i "Registrars" interessati al grosso flusso economico
delle registrazioni. Come avverra' la fase di "autorizzazione" dei
Registrars? Non c'e' nulla di definito in merito, ma e' facile pensare
che sara' il "comitato" di controllo che fa le regole che sicuramente
dara' un grosso contributo (se non tutto) alla definizione delle regole
di abilitazione, insomma che "stabilita' i quiz e le condizioni per la
patente di Registrars". Avere o non avere la patente di registrars a quel
punto significhera' avere o non avere il business diretto delle
registrazioni dei domini. Visto che siamo in Italia, non e' affatto da
escludere anche l'ipotesi di "gara UMTS-style" per le licenze di
Registrar. Da un punto di vista "commerciale", pochi Registrars puo'
significare molto business, ed il contrario e' altrettanto vero (molti
Registrars, poco business).

Un'altro fattore molto importante da considerare... visto anche molte
richieste precise arrivate in proposito, alcune anche molto ingenue ed
esplicite. ISO, per nostra fortuna o disgrazia, ci ha assegnato un ccTLD
"it" che e' perlomeno paragonabile ai "tv", "nu", "md"... forse peggio
perche' se "nu" ha senso solo nelle lingue scandinave, "it" ha molto
senso in inglese. Anche il ccTLD degli USA "us" appartiene alla stessa
categoria di "it", ma per sua fortuna "us" ha obbligatoriamente a livello
2 la sigla a 2 caratteri dello Stato (va.us = virginia) e delle regole di
uso "quasi da pubblica amministrazione". Un "comitato" favorevole all'uso
di "it" come "finale delle frasi in inglese" aprirebbe un mercato molto
interessante per chi registrasse nomi, sia che vi siano i Registrars di
mezzo che non vi siano. Gli interventi legislativi negli altri paesi invece
("fr", "be", "es", "ie", "au"...) tendono a dare direttive alla
magistratura su come comportarsi in caso di violazioni di diritti sui
nomi, marchi etc... ma NON intervengono nelle regole. Forse perche' li il
ccTLD "non suona tanto bene"?

Durante la fase finale della legislatura, quando si decidevano delle
sorti dei DDL, piu' di una volta la frase sentita e' stata "ci sono forti
pressioni esterne per andare avanti con i DDL". Esterne "di quali
interessi", se riescono ad aggregare attorno una maggioranza trasversale,
con al tempo stesso un'altra "minoranza trasversale" nettamente contraria?

Ultimo pensiero: perche' vengono sempre mescolate cose diverse? Solo
confusione? oppure, visto come funziona il mondo, si prova a "mediare"
con tentativi di scambio? "ti concedo questo, e tu mi concedi quest'altro?"

Se davvero ci fosse "qualcosa di piu'" di quello che si vede
ufficialmente, certamente il futuro della rete in Italia potrebbe avere
dei seri problemi. Quelle sopra sono solo ipotesi, che possono essere
tutte sbagliate, tutte esatte, o probabilmente una via di mezzo. Sono
"scenari possibili, senza base di prova", ma pensare fa parte del lavoro
di ricerca della soluzioni, e quindi questi sono ulteriori elementi su
cui meditare. Le ipotesi scientifiche si verificano con la raccorta di
dati, la costruzione di esperimenti controllati, e la ripetizione in modo
indipendente degli stessi. E' esattamente lo stesso metodo che io applico
alle ipotesi a cui sopra, e la ripetizione in modo indipendente puo'
essere fatta da altri... poi confronteremo in risultati...

Buona meditazione a tutti...

qui lo dico e qui lo nego... quindi al momento non concludo niente...
solo nuovi elementi su cui pensare, tutti insieme, in modo che siate il
piu' possibile informati.

A presto!

Claudio Allocchio

PS: forse posso solo dedicarmi a scrivere romanzi gialli... chi lo sa!

:-)



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