una possibile iniziativa - Osservatorio sulla Legislazione Internet

Claudio Allocchio Claudio.Allocchio a GARR.IT
Gio 3 Maggio 2001 18:53:53 CEST


Buon Giorno a tutti,

in questi giorni, partita in realta' da parte dalla grande discussione
suscitata dalla legge sull'editoria elettronica, tra alcune persone sta
nascendo l'idea di proporre un "osservatorio indipendente sulla attivita'
legislativa che riguarda Internet in Italia". Ovviamente questa cosa e'
una attivita' che riguarda da vicino anche la NA, in quanto "uno dei piu'
interessati all'argomento".

Non mi sembra ovviamente che debba essere la NA stessa l'organo che
"installa e mantiene su se stesso" un eventuale osservatorio del genere,
ma ad esempio il probabile "ospitante" dell'iniziativa puo' essere ISOC
Italia. La NA potrebbe pero' avere il ruolo attivo di essere uno dei
promotori dell'iniziativa, appoggiandola.

Volevo pertanto sentire la vostra opinione a riguardo, e vi accludo anche
un testo che e' stato redatto in questi giorni dai promotori
dell'iniziativa di creazione dell'osservatorio perche' possiamo iniziare
a discuterne. Ovviamente dipende se c'e' l'interesse a farlo... a me
sembra di si. Attendo commenti...

Claudio Allocchio

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Legge editoria: se non ora quando?

A ormai un mese dallĠentrata in vigore della legge sullĠeditoria,
fugati i dubbi si trattasse di una protesta estemporanea, vale la
pena fare il punto della situazione per rilanciare alcune domande
e alcune proposte.

- Sono 43mila le firme raccolte dalla petizione online contro
la legge.
- Oltre 5000 i siti che si sono rivolti per aderire alle
diverse forme di mobilitazione.
Tra cui centinaia i siti che stanno procedendo alla
registrazione come testata, usufruendo della disponibilitˆ
gratuita di giornalisti. Decine di siti hanno sospeso, o
modificato le proprie pubblicazioni online. Mentre centinaia
hanno pubblicato sul proprio sito formule di volta in volta
diverse per ottemperare ad obblighi, per quanto anacronistici
e ridicoli, cos“ come richiesto dalla legge.
- Le questioni e le ambiguitˆ sollevate dalla legge, e tuttora
senza una riposta chiara, hanno trovato inoltre spazio su
Espresso, Panorama, Repubblica, Il Corriere della Sera; per
non parlare de Il diario della settimana, CWW, Apogeonline,
Mytech, Html.it, Clarence, Beta.it, Virgilio; su LibŽration,
The National review; migliaia di siti amatoriali, newsgroup,
mailing list e forum hanno discusso del problema, per ultimo
Il Sole24Ore, per citarne solo alcuni, e purtroppo scordando
di elencare ad uno ad uno tutti coloro che sulla propria
pelle sono in attesa da settimane di una sentenza definitiva
quasi fossero colpevoli di qualcosa.
- La maggior parte  dĠaccordo su un punto: la Legge
sullĠeditoria 62/2001  mal formulata, da cui lĠabbondare di
interpretazioni di volta in volta contraddittorie di
avvocati, tribunali, relatori ed estensori della legge,
ordini professionali. E soprattutto una mancanza di
conoscenza, da una parte della classe politica italiana e
dallĠaltra un miopia coorporativistica di giornalisti e molti
editori, che nascondo cos“ facendo il vero problema: la
ridiscussione della propria ragion dĠessere.

La mobilitazione insieme alle riflessioni che hanno seguito ha
messo in luce alcuni punti fondamentali:

- Semmai la legge fosse esclusivamente finalizzata al recupero
di fondi pubblici a favore dellĠeditoria multimediale e
quindi per estensione a Internet, lĠintervento del
legislatore interferirebbe pesantemente sulla fisionomia di
Internet e sul suo sviluppo a discapito degli organismi di
autoregolamentazione che fino ad oggi hanno garantito uno
sviluppo positivo del Web, favorendo di fatto una corsia
preferenziale e non vincolabile alla qualitˆ del prodotto
editoriale, promovendo in questo modo un elemento di
discriminazione su base economica fra un informazione di
serie A, garantita e dipendente dai fondi pubblici, e
unĠinformazione di serie B, indipendente. Nulla di nuovo
sotto il sole,  quanto avviene offline. Speravamo invece e
speriamo tuttora che grazie a Internet le disfunzioni
conclamate di certi processi produttivi e sociali possano
cogliere dallo sviluppo di Internet motivo di riflessione e
di riforma; e non viceversa constatare come tali difetti e
storture vengano arbitrariamente importati in ci˜ che ha
rappresentato negli ultimi anni una vera ricchezza culturale
ed economica per il paese.
- Non  chiaro, ma  auspicabile, si proceda in tempi
brevissimi alla stesura di un regolamento attuativo che
chiarisca quanto la formulazione della legge non permette di
decifrare, a vantaggio quindi della libertˆ di espressione e
di informazione online, senza alcun obbligo e/o carico
economico per chi intenda offrire e garantire informazione
nel web.
- Per fare ci˜ con maggiore incisivitˆ, e perchŽ la Comunitˆ
Internet, che in questo periodo ha ritrovato voce e motivi di
protestare venga tenuta in considerazione; perchŽ le poche ma
significative perplessitˆ che la mobilitazione ha sollevato
in questo periodo vengano chiarite,  forse ora di dare corpo
un'idea, un'iniziativa al di sopra degli interessi singoli di
ogni sito o persona. Una iniziativa che da ogni sito e ogni
persona tragga forza e autorevolezza per promuovere
quell'ideale di libertˆ che ha scosso in queste settimane
la Comunitˆ. In gioco c' il futuro.



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