una possibile iniziativa - Osservatorio sulla Legislazione Internet

Ettore Panella box a STARNET.IT
Gio 3 Maggio 2001 10:36:15 CEST


finalmente si comincia ad attaccare, non mi piace stare nell'angolo a
prendere mazzate, un po' di sana belligeranza non guasta.

sull'argomento editoria volevo sapere.
a) la NA ha deciso di esprimere una opinione ufficiale e non solo ufficiosa?
b) ha o pensa di aderire ad un comitato anti legge sull'editoria
c o b-bis) Esiste un comitato?
d) si e' deciso di mettere un banner sulle home page? dove posso prenderlo?
e) un giro di e-mail non sarebbe il caso?


At 17.53 03/05/01 +0100, Claudio Allocchio wrote:
>Buon Giorno a tutti,
>
>in questi giorni, partita in realta' da parte dalla grande discussione
>suscitata dalla legge sull'editoria elettronica, tra alcune persone sta
>nascendo l'idea di proporre un "osservatorio indipendente sulla attivita'
>legislativa che riguarda Internet in Italia". Ovviamente questa cosa e'
>una attivita' che riguarda da vicino anche la NA, in quanto "uno dei piu'
>interessati all'argomento".
>
>Non mi sembra ovviamente che debba essere la NA stessa l'organo che
>"installa e mantiene su se stesso" un eventuale osservatorio del genere,
>ma ad esempio il probabile "ospitante" dell'iniziativa puo' essere ISOC
>Italia. La NA potrebbe pero' avere il ruolo attivo di essere uno dei
>promotori dell'iniziativa, appoggiandola.
>
>Volevo pertanto sentire la vostra opinione a riguardo, e vi accludo anche
>un testo che e' stato redatto in questi giorni dai promotori
>dell'iniziativa di creazione dell'osservatorio perche' possiamo iniziare
>a discuterne. Ovviamente dipende se c'e' l'interesse a farlo... a me
>sembra di si. Attendo commenti...
>
>Claudio Allocchio
>
>------------------------------------------------------------------------
>
>Legge editoria: se non ora quando?
>
>A ormai un mese dallĠentrata in vigore della legge sullĠeditoria,
>fugati i dubbi si trattasse di una protesta estemporanea, vale la
>pena fare il punto della situazione per rilanciare alcune domande
>e alcune proposte.
>
>- Sono 43mila le firme raccolte dalla petizione online contro
>la legge.
>- Oltre 5000 i siti che si sono rivolti per aderire alle
>diverse forme di mobilitazione.
>Tra cui centinaia i siti che stanno procedendo alla
>registrazione come testata, usufruendo della disponibilitˆ
>gratuita di giornalisti. Decine di siti hanno sospeso, o
>modificato le proprie pubblicazioni online. Mentre centinaia
>hanno pubblicato sul proprio sito formule di volta in volta
>diverse per ottemperare ad obblighi, per quanto anacronistici
>e ridicoli, cos“ come richiesto dalla legge.
>- Le questioni e le ambiguitˆ sollevate dalla legge, e tuttora
>senza una riposta chiara, hanno trovato inoltre spazio su
>Espresso, Panorama, Repubblica, Il Corriere della Sera; per
>non parlare de Il diario della settimana, CWW, Apogeonline,
>Mytech, Html.it, Clarence, Beta.it, Virgilio; su LibŽration,
>The National review; migliaia di siti amatoriali, newsgroup,
>mailing list e forum hanno discusso del problema, per ultimo
>Il Sole24Ore, per citarne solo alcuni, e purtroppo scordando
>di elencare ad uno ad uno tutti coloro che sulla propria
>pelle sono in attesa da settimane di una sentenza definitiva
>quasi fossero colpevoli di qualcosa.
>- La maggior parte  dĠaccordo su un punto: la Legge
>sullĠeditoria 62/2001  mal formulata, da cui lĠabbondare di
>interpretazioni di volta in volta contraddittorie di
>avvocati, tribunali, relatori ed estensori della legge,
>ordini professionali. E soprattutto una mancanza di
>conoscenza, da una parte della classe politica italiana e
>dallĠaltra un miopia coorporativistica di giornalisti e molti
>editori, che nascondo cos“ facendo il vero problema: la
>ridiscussione della propria ragion dĠessere.
>
>La mobilitazione insieme alle riflessioni che hanno seguito ha
>messo in luce alcuni punti fondamentali:
>
>- Semmai la legge fosse esclusivamente finalizzata al recupero
>di fondi pubblici a favore dellĠeditoria multimediale e
>quindi per estensione a Internet, lĠintervento del
>legislatore interferirebbe pesantemente sulla fisionomia di
>Internet e sul suo sviluppo a discapito degli organismi di
>autoregolamentazione che fino ad oggi hanno garantito uno
>sviluppo positivo del Web, favorendo di fatto una corsia
>preferenziale e non vincolabile alla qualitˆ del prodotto
>editoriale, promovendo in questo modo un elemento di
>discriminazione su base economica fra un informazione di
>serie A, garantita e dipendente dai fondi pubblici, e
>unĠinformazione di serie B, indipendente. Nulla di nuovo
>sotto il sole,  quanto avviene offline. Speravamo invece e
>speriamo tuttora che grazie a Internet le disfunzioni
>conclamate di certi processi produttivi e sociali possano
>cogliere dallo sviluppo di Internet motivo di riflessione e
>di riforma; e non viceversa constatare come tali difetti e
>storture vengano arbitrariamente importati in ci˜ che ha
>rappresentato negli ultimi anni una vera ricchezza culturale
>ed economica per il paese.
>- Non  chiaro, ma  auspicabile, si proceda in tempi
>brevissimi alla stesura di un regolamento attuativo che
>chiarisca quanto la formulazione della legge non permette di
>decifrare, a vantaggio quindi della libertˆ di espressione e
>di informazione online, senza alcun obbligo e/o carico
>economico per chi intenda offrire e garantire informazione
>nel web.
>- Per fare ci˜ con maggiore incisivitˆ, e perchŽ la Comunitˆ
>Internet, che in questo periodo ha ritrovato voce e motivi di
>protestare venga tenuta in considerazione; perchŽ le poche ma
>significative perplessitˆ che la mobilitazione ha sollevato
>in questo periodo vengano chiarite,  forse ora di dare corpo
>un'idea, un'iniziativa al di sopra degli interessi singoli di
>ogni sito o persona. Una iniziativa che da ogni sito e ogni
>persona tragga forza e autorevolezza per promuovere
>quell'ideale di libertˆ che ha scosso in queste settimane
>la Comunitˆ. In gioco c' il futuro.
>
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