Revoca o riassegnazione

Roberto Fantini Perullo - Agenzia ANSA roberto.fantini a ANSA.IT
Mer 9 Maggio 2001 11:15:27 CEST


A questo punto devo dedurre che la vera natura della PDR non e' mai stata
compresa, oppure e' stata sempre equivocata.

la Procedura di Riassegnazione e' intanto una procedura prettamente
amministrativa e non legale, tant'e' che l'esito della procedura stessa e'
impugnabile o addirittura si estingue automaticamente in caso di avvio di
arbitrato irrituale o giudizio ordinario, che sono entrambe procedure a
valore legale (le decisioni arbitrali sono inappellabili, come da
regolamento).

La Procedura di Riassegnazione e' attivabile in caso di provata malafede in
registrazione ed uso del nome a dominio in questione. La malafede deve
essere provata da chi ritiene di aver diritto al dominio, e tramite un
articolato che e' stato leggermente modificato ed esplicitato (se leggete le
vecchie regole, l'articolato 16 diceva la stessa cosa dell'attuale 16, solo
che ora e' espressa in forma un po' piu' chiara). Se io registro un dominio
per rivenderlo al vero avente
 diritto, il quale vorebbe registrarne uno ma trova il suo gia' occupato e
per giunta offertogli a prezzo maggiorato, eccovi il caso tipico in cui
interviene la PDR, che, ripeto, serve unicamente a riassegnare il dominio a
chi ne ha diritto.

Se io registro un dominio offensivo per qualcuno, il qualcuno in questione
non dovra' accedere alle PDR per revocare il dominio (cioe': non voglio che
tizio registri quel dominio, offensivo per me, ma non voglio nemmeno
registrarlo io), ma dovra' rivolgersi all'arbitrato irrituale inappellabile
(con esplicita richiesta di "blacklisting" del dominio) oppure alla causa
civile, in quanto la diffamazione e' reato.... E non la si puo' trattate con
una semplice procedura amministrativa, per di piu' impugnabile...

Rapidita' di giudizio si', ma sulle cose pratiche, non sui casi eccezionali
e voli pindarici vari...

Tautologia? No, corretta interpretazione. E mi fa specie che, proprio chi
delle interpretazioni regolamentali ha fatto una professione, non abbia
capito.

Le ultime modifiche sono servite per esplicitare finalmente una cosa che,
prima era implicita ma foriera di interpretazioni come quelle che hanno
originato il "caso Mastercard".

Saluti.

Roberto Fantini Perullo - ANSA.


----- Original Message -----
From: "Paolo Zangheri" <paolo.zangheri a ALTAIR.IT>
To: "ITA-PE" <ITA-PE a NIC.IT>
Sent: Wednesday, May 09, 2001 9:54 AM
Subject: Revoca o riassegnazione


Tautologico

Secondo tale linea di pensiero, lo strumento con cui muovo il cursore
sullo schermo è un roditore (lo dice il nome stesso), l'agenzia ANSA non
può essere che una curva stretta in un fiume, il codice penale un libro
scritto in un linguaggio incomprensibile (signor Giudice, è scritto in
codice....), la coalizione politica del centrodestra un immobile, mentre
quella di centrosinistra un albero.......

Le regole indicano, prima della modifica N° 7 adottata dal CE per il
quale si chiede il veto, che il richiedente "deve specificare il
provvedimento richiesto al collegio".

Il CE ha ritenuto, di dover sopprimere tale comma, ritenendo di
risolvere un problema sorto con il caso Mastercard ad opera della RA,
che ha sollevato il problema.

E come giustamente fai notare la revoca esiste, per cui è inutile
stracciarci le vesti.
Per un preverso meccanismo che non comprendo, mentre si afferma che le
PDR danno la possibilità di risparmiare tempo e denaro per rimediare ad
un torto, decidiamo che esiste un solo un modo per farlo, la
riassegnazione, mentre per la revoca l'unica strada rimane o l'arbitrato
(ma non essendo obbligatorio diventa poco pratico) o il ricorso ad un
tribunale.

Non vi pare un ipocrisia ?

O la revoca esiste e ha cittadinanza nelle regole, e quindi mi pare
congruo estenderla alle PDR, oppure la revoca è un'abominio, da cacciare
da tutte le nostre norme.

Infine una preghiera, evitiamo discorsi del genere "facciamoli
lavorare", oppure "non mettiamo i bastoni tra le ruote del CE" o peggio.
Solo scrivendo regole ineccepibili, giuste e semplici possiamo dare un
senso alla nostra attività e sperare di avere un futuro. Perchè a parte
il "pericolo" rappresentato dai vari decreti Passigli, il giudizio sul
nostro operato verrà emesso dal pubblico, dalle aziende che registrano
un .com invece di un .it....

Leggetele *bene* le regole....

Paolo Zangheri


Roberto Fantini Perullo - Agenzia ANSA wrote:
>
> Non e' possibile...
> ...Ma veramente state dicendo oppure e' un pesce d'aprile posticipato?
>
> Allora: in italiano mi hanno insegnato che il termine "Procedura di
> Riassegnazione" significa che la procedura in questione coinvolge l'azione
> di riassegnare un nome a dominio contestato, e - ma non solo adesso,
nemmeno
> prima, insomma MAI in queste regole - la Procedura di riassegnazione era
da
> interpretarsi come procedura di revoca. Il caso Mastercard che e'
diventato
> un precedente per questa interpretazione, e' un caso fuori regola, non
> doveva nemmeno esistere.
>
> Volete la revoca? Volete veramente la revoca? ve la do' io la revoca, che
> c'e' sempre stata ma NON all'articolo 16 bensi all'11:
> Testuale:
> "11.3 Revoca a seguito di sentenza o decisione arbitrale
>
> La RA revoca l'assegnazione di un nome a dominio a fronte di una
> decisione arbitrale o sentenza passata in giudicato che stabilisca che
> l'assegnatario non ne aveva diritto all'uso. Un nome a dominio sospeso
> non puo' venire riassegnato in uso ad altri se non dopo che sia stato
> revocato.
>
> Un nome a dominio revocato ai sensi del comma precedente e'
> immediatamente reso disponibile per l'assegnazione ad altri soggetti
> diversi dal precedente assegnatario, a meno di esplicita indicazione
> contraria espressa nella decisione arbitrale o nella sentenza."
>
> Quindi se volete la revoca, esiste il Comitato di Arbitrazione oppure il
> giudizio ordinario: si puo' revocare sia CON sia SENZA rimessa in
> disponibilita' del nome a dominio (se l'arbitrato si pronuncia col
> "blacklisting" del nome a dominio, il nome viene "blacklisted"...., come
> previsto dall'ultimo comma del 11.3).
>
> Le regole di naming devono funzionare da sole, senza il bisogno di
ricorrere
> ogni due-per-tre alle PDR (Procedure di Riassegnazione, ripeto): e' come
> un'automobile, deve marciare senza problemi, non facendo intervenire il
> meccanico ogni trecento chilometri.... So bene che l'affare delle MAP
poteva
> essere interessante, ma un regolamento deve funzionare a prescindere dai
> metodi adottati per dirimere le dispute, non vincolandosi ad esse in
maniera
> troppo stretta secondo me.
>
> Sappiamo tutti benissimo che il regolamento andra' riscritto (ora sara' da
> vedere se riscritto in toto oppure si riesce a salvare qualcosa di
questo):
> e' senz'altro auspicabile che al prossimo giro saranno disponibili anche
le
> revoche con e senza blacklisting, assenza della LAR e altre amenita' del
> genere. Per il momento, con il regolamento che c'e ora, questo e' il
massimo
> che si puo' fare.
> Se vi piace mettere i bastoni tra le ruote al Ce (che ha un casino di cose
> da fare come ben sapete, e la pioggia di proposte formali arrivata la
volta
> scorsa ci ostacola molto nelle priorita' che abbiamo) fate pure richiesta
di
> veto...
>
> Per il momento vi saluto.
>
> Roberto Fantini Perullo - ANSA.
>
> (PS: leggetevele, le regole.... Finche' sono in vigore!)



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