Sulle decisioni del comunicato 33

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Gio 10 Maggio 2001 02:57:13 CEST


Salto a pie' pari il bailamme sulla lista:

Ritengo che la decisione piu' problematica sia la numero 6 ovvero quella
ormai famosa della "riassegnazione" come unica possibilita'.
Non tanto per il merito della 'scelta' fatta (di cui parlo brevemente in seguito)
ma sopratutto perche introduce ulteriori problematiche che probabilmente in
sede di valutazione non sono state affrontate.
Mi spiego.
Nel momento in cui si condiziona agli "aventi i requisiti per la  registrazione
di un nome a dominio sotto il ccTLD it"  la possibilita' di attivare una PDR e'
necessario che qualcuno faccia questo controllo di requisiti. Chi lo fa ? Il
saggio ? Fa in anticipo il lavoro della RA? E con che strumenti ? E se a
MAP conclusa si scopre che le due valutazioni di "avente i requisiti"
formulate da saggio e RA differiscono che si fa ?

Delle soluzioni possibili sulla "querelle" sulla revoca/riassegnazione quella
prescelta mi sembra sicuramente la strada piu' difficile da portare avanti con
efficenza ed efficacia.

A Roberto Fantini Perullo, che sostiene che la revoca esiste gia', rispondo
brevemente che esiste solo per i nomi registrati di coloro che "accettano"
volontariamente di sottoporsi ad arbitrato irrituale (che credo sia l'ultima cosa
che un cybersquatter abbia voglia di fare).

La prassi ed il consenso internazionale prevederebbero che una procedura di
risoluzione dispute per essere efficace debba essere "obbligatoria", "lasciare
la possibilita' al ricorso in giudizio", "avere l'obiettivo di stabilire se una
registrazione e' in malafede e se questa malafede viene accertata effettuare
la revoca della registrazione 'abusiva' ".

Vincolando la nostra PDR alla sola riassegnazione stiamo semplicemente
limitando le possibilita' di scelta dei 'ricorrenti' nello stabilire quale debba
essere il provvedimento che li soddisfi a sufficienza nel caso di registrazione
in malafede a loro avversa, scegliendo noi (impropriamente secondo me) al
posto loro.

Vincolando la PDR nel modo proposto credo che il peso della valutazione dei
requisiti incidera' sul lavoro dei saggi, anche solo in termini di tempo, e
probabilmente diventera' necessario dilatare i tempi o ritoccare verso l'alto i
costi della PDR il che rendera' ulteriormente meno appetibile lo strumento.

Tirando le somme mi sembra una decisione che peggiori complessivamente
la situazione a meno che l'obiettivo nel breve-medio termine sia proprio quello
di rendere meno appetibili/liberarsi delle PDR.

Sono un po' deluso, ed in merito alla decisione non esprimo nemmeno la
richiesta di veto perche' - a mio parere - e' assolutamente inutile in quanto la
decisione finale spetta al presidente (una sola persona) ed in base ai
parametrici numerici di quantita' di dissensi percentuali da lui espressi in
passato ci vogliono almeno 150 persone "espressamente" contrarie perche'
si preoccupi (chi non parla viene considerato consenziente)  e almeno 200
perche' consideri seriamente l'opportunita' di esprimere il veto.

Cosi e' la vita.... (E di nuovo statuto ovviamente non se ne parla ...)

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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