Verbale Riunione CE 27 Aprile 2001 [long]

Pierfranco Bini bini a ITALIANWEB.IT
Ven 11 Maggio 2001 13:37:06 CEST


Cari Colleghi,
        vi invio il verbale relativo alla 24a Riunione del Comitato Esecutivo della
Naming Authority Italiana: anche in riferimento ad alcune note polemiche di
questi ultimi giorni, invito tutti a leggerlo con attenzione.

In altro messaggio troverete il comunicato di cui al punto uno dell'OdG.

Buona lettura e buon fine settimana,

Pierfranco Bini
Direttore del Comitato Esecutivo della Naming Authority Italiana


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Verbale della 24a riunione del Comitato Esecutivo della Naming Authority
Italiana
27 Aprile 2001 - Bologna, Area CNR di via Gobetti,

Presenti: Bertola, Bini, Fantini Perullo, Fogliani, Guerrieri, Trumpy,
Vannozzi.
Assenti: Mazzucchi, Monti.

All'Ordine del Giorno:


1) Il meccanismo di presentazione di proposte di modifica delle Regole di
Naming
al CE

2) Discussione proposte di modifica di singole parti delle Regole di Naming
presentate al CE (in ordine di presentazione):

        2.a)Proposte di Lapo Sergi (rimaste da discutere dal CE precedente)
Si propone di modificare le Regole di Naming nel modo che al loro
interno sia esplicitamente menzionata la possibilita' per l'Ente
Conduttore di revocare il nome a dominio oggetto della contestazione in
caso di esito della procedura a favore del ricorrente e si provveda a
riformulare in tal senso l'art. 16.6 delle stesse.
Qualora la precendente proposta non fosse accettata, in alternativa si
propone la modifica dello stesso art. 16.6 delle Regole di Naming in
modo tale che al suo interno sia chiaramente specificato che l'unico
provvedimento possibile al termine di una procedura di riassegnazione
(qualora il reclamo venga accolto) e' la riassegnazione del nome a
dominio al ricorrente.
Contemporaneamente si propone di abrogare il cap.3 (contenuto del
reclamo)  par. 9 delle procedure tecniche di riassegnazione che cosi'
recita:  "specificare il provvedimento richiesto al collegio;" in quanto
non essendoci alternativa nei provvedimenti che puo' prendere l'Ente
Conduttore esso e' fonte di malinteso.

        2.b) Proposta di Claudio Allocchio (30/3/2001):
[...] Propongo quindi "formalmente" al CE la modifica dell'art. 13.2,
indicando
in 15 giorni il termine per la presentazione della documentazione
(attualmente 30 giorni), considerando eventualmente se indicare questo
termine di 15 giorni solo per i soggetti con sede/residenza in Italia o
per tutti i soggetti indifferentemente.


        2.c) Proposta di Bruno Piarulli (2/4/2001)
[...] chiedo che, nelle vigenti regole di Naming, l'Art. 4, venga
cosi' modificato:

Vecchio Art. 4.Registrazione
I nomi a dominio all'interno del ccTLD "it" possono essere assegnati in uso
a soggetti appartenenti ad un paese membro dell'Unione Europea. Le
associazioni che non siano dotate di partita IVA o codice fiscale (o
equivalente) e le persone fisiche non dotate di partita IVA (o equivalente)
possono registrare un solo nome a dominio.

Nuovo 4.Registrazione
I nomi a dominio all'interno del ccTLD "it" possono essere assegnati in uso
a soggetti appartenenti ad un paese membro dell'Unione Europea.

Naturalmente, anche le Procedure Tecniche di Registrazione, ove necessario,
dovranno essere modificate di conseguenza.

        2.d) Proposta di Maurizio Codogno (5/4/2001):
[...] nell'articolo 3, "Contenuto del reclamo",
al punto 9) chiedo che il testo

   specificare il provvedimento richiesto al collegio;

sia sostituito con uno dei seguenti testi, a scelta del CE,

   specificare che si richiede al collegio la riassegnazione del
   nome a dominio;

oppure

   specificare quale provvedimento sia richiesto al collegio: la
   riassegnazione del nome a dominio, oppure la richiesta alla
   Naming Authority di porre il nome a dominio nella lista
   "Nomi a Dominio Riservati" con contestuale revoca dell'assegnazione.

o altro testo equivalente che il CE ritenga piu` chiaro.


        2.e) Proposta Ignazio Guerrieri (18/4/2001)
[...]propongo pertanto formalmente che l'art. 16.6 venga modificato
nel modo che segue:
"Sono sottoposti alla procedura i nomi a dominio per i quali un terzo
(denominato "ricorrente") affermi che:
a) il nome a dominio contestato e' identico o tale da indurre confusione
rispetto ad un marchio su cui egli vanta diritti, o al proprio nome e
cognome;
b) il nome a dominio sia stato registrato e/o venga usato in mala fede.
Se il ricorrente prova l'esistenza di entrambe le condizioni suddette, il
nome a dominio contestato gli viene trasferito.
Se il ricorrente prova la sola circostanza di cui sub a), il nome a dominio
gli viene ugualmente trasferito, a meno che il resistente non provi di
essere diffusamente conosciuto con il nome corrispondente al dominio
contestato, personalmente, come associazione o ente commerciale, per offerta
al pubblico di beni o servizi in un settore operativo, merceologico o
commerciale totalmente diverso da quello in cui opera il ricorrente."

        2.f) Proposta Enzo Fogliani (18/4/2001)
Propongo quindi al CE di modificare l'art. 16.6.1 come segue:
"1) prima di avere avuto notizia della contestazione, IN BUONA FEDE ha
usato o si e' preparato oggettivamente ad usare il nome a dominio o un
nome ad esso corrispondente per offerta al pubblico di beni e servizi"


3)      Richieste specifiche presentate al Comitato Esecutivo (in ordine di
presentazione):

        3.a) Richiesta di Andrea Monti (rimasta da discutere dal CE precedente)
Parere pro veritate sulle Regole di Naming

        3.b) Richiesta di Andrea Monti (rimasta da discutere dal CE precedente)
Proposta constituzione lista su argomenti legali (Andrea Monti)

        3.c) Richiesta di Enzo Fogliani (21/3/2001):
Cooptazione di un rappresentante degli Enti Conduttori all'interno del CE

        3.d) Proposta di Enzo Fogliani (29/3/2001):
[...] con la presente chiedo
ufficialmente al CE, ai sensi dell'art. 16 dello statuto, di discutere,
esaminare e approvare le norme antispam il cui testo e' pubblicato
all'indirizzo: http://www.srd.it/fogliani/NA/antispam.rtf

        3.e) Proposta di Bruno Piarulli (2/4/2001)
[...] Propongo quindi che alla RA venga concesso che, a seguito della sua
insindacabile decisione di richiedere i documenti che comprovano il diritto
all'assegnazione, la RA stessa **possa** (non e' obbligatorio ne'
automatico, ma una libera scelta della RA) porre il dominio nello stato
"SUSPENDED". Il dominio, cioe', resterebbe inserito nello Whois ma le
deleghe nel DNS verrebbero rimosse, rendendo di fatto il dominio
inutilizzabile. [...]

        3.f) Proposta Fabrizio Bedarida (5/4/2001)
[...] richiesta di
assegnazione dei ccTLD anche ai soggetti non UE.


4)      Verifica dello stato di avanzamento degli Action Points stabiliti alla
riunione 23

5)      Riesame delle attuali norme e procedure relative alla procedura di
riassegnazione, ai saggi e agli enti conduttori. (come da riunione 20
dicembre
2000)

6)      Revisione delle Regole di Naming e proposta di abolizione della lettera
di
assunzione di responsabilita' (Proposta Fogliani, Nosenzo,Piarulli e
Proposta
Monti)

7)      varie ed eventuali

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La riunione inizia alle 10:45

1) Bini introduce l'argomento, affermando l'inopportunita' dell'attuale
meccanismo: se da un lato non si puo' evitare di affrontare questioni
realmente
urgenti, e' pur vero che la maggior parte delle proposte non hanno questo
carattere di necessita' ed il lavoro piu' importante del CE sarebbe
grandemente
semplificato se pervenissero meno proposte o se si potesse lavorare sulle
proposte in lista EXEC.
Fogliani ribatte che sarebbe opportuno che il CE si riunisse piu' spesso in
modo
da vagliare tutte le proposte
Trumpy propone che si inviti il direttore, salvo che emergano casi di
estrema
urgenza per una decisione, a non pubblicare piu' sulla lista le proposte che
pervengono da singoli membri della lista. Fa notare che, se le proposte
vengono
pubblicate, si ricade nella clausola che richiede una risposta entro 30
giorni
ed a questo punto il CE si incarta.
Guerrieri concorda con Bini: si puo' lavorare in lista, il direttore ha
margini
discrezionali, occorre modificare prioritariamente lo statuto, poi i vari
articolati. Ritiene inoltre che un numero maggiore di riunioni "fisiche" del
CE
non avrebbe altra conseguenza se non quella di rallentare ulteriormente il
gia'
difficile compito (che, essendo stato affidato al CE da parte
dell'assemblea, in
via straordinaria, non puo' non avere un carattere di priorita' assoluta
rispetto alle altre questioni) di elaborare e proporre la bozza del nuovo
statuto della NA; piuttosto, per lo smaltimento dei compiti "istituzionali"
del
CE, dovrebbe farsi molto maggiore ricorso - di quanto non sia stato fatto
fino
ad oggi - alla discussione in lista EXEC.
Fogliani si richiama allo statuto ed alla prassi seguita fin dalla
fondazione
della NA, osservando che la norma che impone la discussione delle proposte
al CE
pubblicate sulla lista non prima di 10 giorni dalla pubblicazione e non
oltre 30
e' proprio dettata per consentire la possibilita' alla lista di discutere
dalla
proposta (nei primi 10 giorni) e per impedire al CE di rinviare sine die la
discussione sulla proposta stessa, di fatto "insabbiandola". Guerrieri
risponde
che non e' una questione di rimandare o insabbiare, ma soltanto di priorita'
espressamente segnalate dall'assemblea: propone di filtrare le proposte a
monte,
pubblicando solo quelle ritenute valide, in quanto il dibattito in lista CE
puo'
anche convincere il direttore sulla non necessita' di deliberare su una
proposta
che verrebbe comunque respinta a larga maggioranza. Fogliani ribatte che
comunque chiunque ha per statuto il diritto che il CE si pronunci sulla sua
proposta, seppure per respingerla.
Fantini Perullo ricorda che sarebbe fortemente opportuno usare il voto
elettronico, per fare quello che tra l'altro si era detto la scorsa
riunione,
nonche' per rispondere alle proposte.
Trumpy dice che la risoluzione dei problemi a valle implica la risoluzione
di
quelli a monte, che devono essere risolti in precedenza per evitare lunghe
discussioni su problemi di dettaglio. Riguardo alla proposta di Guerrieri
(discutere in lista prima di pubblicare le proposte) si dichiara in accordo.
Bertola ribadisce che ci si deve concentrare sulle cose piu' importanti.

Guerrieri propone che il CE dia mandato al suo direttore di inviare alla
lista
ITA-PE un comunicato ufficiale, nel quale, vista la eccezionalita' della
situazione attuale, si raccomandi all'assemblea  di contenere le proposte
formali nei limiti dello stretto indispensabile, a postarle SOLO sulla lista
EXEC come peraltro lo statuto espressamente prevede, precisando che il
termine
per la relativa delibera da parte del CE non decorrera' comunque
dall'eventuale
errato invio della proposta alla lista ITA-PE (anche se per sola
conoscenza), ma
piuttosto dalla successiva eventuale pubblicazione da parte del direttore.
Fogliani e' profondamente contrario perche' questo sistema consente di
rinviare
le decisioni all'infinito. Osserva che lo statuto e' sempre stato finora
inteso
nel senso che le proposte sono sempre state inviate sulla lista ITA-PE, e il
direttore deve pubblicare le proposte in lista solo quando esse non vi siano
state direttamente inviate dall'interessato. Rileva che questa e' stata la
prassi seguita sino a quel momento per tutte le proposte formali fatte al
CE, e
che quindi un improvviso cambiamento della pacifica interpretazione alla
norma e
alla prassi seguita da tutti i precedenti comitati esecutivi sarebbe una
svolta
del tutto ingiustificata ed antidemocratica.  Osserva infine che
l'assegnazione
al direttore del potere discrezionale di decidere quali proposte al CE
pubblicare e quindi far conoscere alla lista e discutere le proposte non e'
previsto in alcuna parte dello statuto, e di fatto potrebbe essere in futuro
usato per evitare la discussione, anche in lista, di proposte non gradite.
Guerrieri ribatte che al direttore non verrebbe assegnato alcun potere
ulteriore
rispetto a quelli gia' affidatigli dallo statuto; osserva che - al di la' di
presunte quanto discutibili prassi peraltro tutte da verificare - lo statuto
e'
estremamente chiaro nello stabilire che le proposte formali devono essere
inviate soltanto al CE; ritiene che, se proprio si vuole parlare di
democrazia,
allora si dovrebbe dare molto maggiore rilevanza al rispetto delle norme;
ribadisce che il dibattito interno alla lista potrebbe convincere il
direttore
sulla non necessita' di pubblicare la proposta, eventualmente dando
comunicazione dell'avvenuto rigetto della stessa.
Bini dice che non intende comunque postare automaticamente perche' e'
ragionevole compattare le proposte, tanto piu' che lo statuto non impone
l'immediata pubblicazione delle proposte.
Vannozzi dice che occorre porre molta attenzione nel postare i messaggi
sulla
lista ITA-PE, soprattutto da parte dei membri del CE, al fine di evitare che
si
infiammino gli animi con polemiche sterili e poco produttive per gli
obiettivi
preposti.
Fogliani propone che si faccia un articolato per le proposte, in modo che si
possa dire SI/NO. Questo semplificherebbe il lavoro
Guerrieri dice che la sua proposta e' compatibile con quello che dice
Fogliani.
Fogliani ricorda che l'origine del CE e' quella di essere la parte attiva
della
lista. La necessita' di postare su ITA-PE le proposte non era solo una
questione
di trasparenza, ma il mezzo per consentire al CE di conoscere l'opinione
della
NA prima di discutere la proposta.

Il CE decide unanimemente che il direttore mandera' un messaggio alla lista
illustrando le difficolta' operative legate al numero di proposte formali,
in
relazione al mandato di revisione dello statuto. Verra' chiesto di limitare
le
proposte allo stretto indispensabile, preferibilmente formulandole in
articolati
precisi, inviati solo alla lista EXEC per consentire un lavoro proficuo,
ricordando che il tempo di discussione da statuto decorre, in ogni caso, da
quando il direttore (e NON il proponente) pubblica la proposta su ITA-PE.


2) Discussione proposte di modifica di singole parti delle Regole di Naming
presentate al CE (in ordine di presentazione):

        2.a)Proposte di Lapo Sergi (rimaste da discutere dal CE precedente)
Si propone di modificare le Regole di Naming nel modo che al loro interno
sia
esplicitamente menzionata la possibilita' per l'Ente Conduttore di revocare
il
nome a dominio oggetto della contestazione in caso di esito della procedura
a
favore del ricorrente e si provveda a riformulare in tal senso l'art. 16.6
delle
stesse.
Qualora la precedente proposta non fosse accettata, in alternativa si
propone la
modifica dello stesso art. 16.6 delle Regole di Naming in modo tale che al
suo
interno sia chiaramente specificato che l'unico provvedimento possibile al
termine di una procedura di riassegnazione (qualora il reclamo venga
accolto) e'
la riassegnazione del nome a dominio al ricorrente.
Contemporaneamente si propone di abrogare il cap.3 (contenuto del reclamo)
par.
9 delle procedure tecniche di riassegnazione che cosi' recita:  "specificare
il
provvedimento richiesto al collegio;" in quanto non essendoci alternativa
nei
provvedimenti che puo' prendere l'Ente Conduttore esso e' fonte di
malinteso.

Bini illustra la questione ricordando che la revoca, nella proposta Fogliani
dell'altra riunione, era stata bocciata e sottolinea che, per risolvere
problemi
come quelli che hanno indotto Sergi a formulare la proposta in discusisone,
basta far accedere alle PDR solo chi puo' registrare, anche se cio' puo'
essere
in contrasto con la richiesta di Bedarida, nonche' con quella di Codogno
Fogliani ribadisce che sotto l'aspetto sistematico la previsione della
possibilita' di revoca  si presenta la piu' congruente con i principi
dell'ordinamento italiano ed internazionale. Andare infatti di contrario
avviso,
e consentire quindi l'accesso alle procedure di riassegnazione  solo a
soggetti
che siano legittimati a registrare un nome a dominio sotto il ccTLD .it,
significherebbe creare nel .it una zona franca, nella quale l'efficacia e la
vincolativita' delle  norme internazionali in tema di marchi registrati
risulterebbe notevolmente ridimensionata, nonostante siano state ratificate
e
rese esecutive nel nostro Paese. Sottolinea che, non consentendo la revoca,
il
nostro Paese incorrerebbe in responsabilita' in campo internazionale per la
palese violazione dei trattati per la tutela dei marchi e della proprieta'
industriale cui ha aderito; per non parlare del fatto che, eliminando la
revoca,
le norme poste in essere dalla Naming Authority favorirebbero, anziche'
combattere, il cybersquatting. Verrebbe infine violato il principio di di
reciprocita': un italiano puo' infatti accendere una MAP di ICANN, mentre un
americano non potrebbe tutelare il proprio marchio attraverso le procedure
italiana. Eliminando poi la possibilita' di revoca, si finirebbe per
imporre la
registrazione di domini, pur violando il marchio di un interessato,  questi
non
vuole usare.
Vannozzi chiede, qualsiasi sia la decisione presa dal CE, di modificare
l'articolato al fine di renderlo chiaro e puntuale al fine di evitare
interpretazioni ambigue.
Guerrieri concorda con Vannozzi e rileva l'inconferenza del richiamo alla
reciprocita', in quanto ICANN gestisce gTLD, mentre la RA e la NA un ccTLD;
si
tratta dunque di due ambiti totalmente distinti tra loro; fa infine presente
che
si pretende di attribuire eccessiva rilevanza alle MAP, in quanto queste non
possono e non devono sostituire l'attivita' giurisdizionale, ma piuttosto
hanno
l'unica e limitata funzione di fornire uno strumento agile per la
risoluzione di
controversie caratterizzate da evidenti situazioni di mala fede; e' del
tutto
improprio, pertanto, il richiamo a presunte responsabilita' a carico del ns.
Paese "in campo internazionale", in quanto il ns. Paese fornisce, attraverso
le
proprie istituzioni di varia natura, il piu' ampio rispetto di ogni
normativa
internazionale, se ed in quanto applicabile.

A maggioranza, con il voto contrario di Fogliani, viene accolta la seconda
parte
della richiesta di Lapo Sergi.
Su richiesta di Fogliani si decide di votare singolarmente sui punti in
questione, in modo da scorporare eventuali veti dell'Assemblea.
Pertanto si modificano le Regole di Naming e le Procedure Tecniche come
segue:

Art.1 Procedure di Riassegnazione:
Ogni persona fisica o giuridica avente i requisiti per la registrazione di
un
nome a dominio sotto il ccTLD it puo'....
Esito votazione: Fogliani contrario, gli altri favorevoli

Art 16.2 Regole di Naming
Aggiungere come secondo comma:
L'esito della procedura puo' essere solo la riassegnazione di un nome a
dominio
Esito votazione: Fogliani contrario, gli altri favorevoli

Viene abrogato il capo 9 dell'art 3 delle procedure tecniche di
riassegnazione
Esito votazione: Fogliani contrario, gli altri favorevoli


        2.b) Proposta di Claudio Allocchio (30/3/2001):
[...] Propongo quindi "formalmente" al CE la modifica dell'art. 13.2,
indicando
in 15 giorni il termine per la presentazione della documentazione
(attualmente
30 giorni), considerando eventualmente se indicare questo termine di 15
giorni
solo per i soggetti con sede/residenza in Italia o per tutti i soggetti
indifferentemente.

Bini illustra le ragioni della proposta che e' mirata essenzialmente a
snellire
i tempi per la RA.
Vannozzi precisa che i quindici giorni decorrono, in ogni caso, dalla data
di
ricevimento della richiesta. Normalmente c'e' almeno una risposta
interlocutoria
da chi non e' in malafede. Anche per gli stranieri la tempistica non e' un
problema per chi e' in buona fede.

All'unanimita' si modifica pertanto l'Art 13.2 secondo comma come segue:

I suddetti documenti devono essere fatti pervenire alla RA entro 15 gironi
dalla
richiesta. Per gli assegnatari esteri tale termine si intende raddoppiato.


        2.c) Proposta di Bruno Piarulli (2/4/2001)
[...] chiedo che, nelle vigenti regole di Naming, l'Art. 4, venga cosi'
modificato:

Vecchio Art. 4.Registrazione
I nomi a dominio all'interno del ccTLD "it" possono essere assegnati in uso
a
soggetti appartenenti ad un paese membro dell'Unione Europea. Le
associazioni
che non siano dotate di partita IVA o codice fiscale (o equivalente) e le
persone fisiche non dotate di partita IVA (o equivalente) possono registrare
un
solo nome a dominio.

Nuovo 4.Registrazione
I nomi a dominio all'interno del ccTLD "it" possono essere assegnati in uso
a
soggetti appartenenti ad un paese membro dell'Unione Europea.

Naturalmente, anche le Procedure Tecniche di Registrazione, ove necessario
dovranno essere modificate di conseguenza.

Guerrieri sottolinea la portata delle conseguenze di una simile decisione.
Si
dichiara personalmente contrario all'introduzione di una simile modifica
nell'attuale congiuntura, non sussistendo, nelle attuali Regole di Naming,
sufficienti garanzie per la verifica dei requisiti per la effettiva
legittimazione del richiedente.  Guerrieri insomma vuole portare questa
discussione all'interno di una revisione piu' ampia delle Regole di Naming.
Trumpy pur ricordando che il principio di non discriminazione  tra soggetti
registranti e' condivisibile e raccomandato da ICANN, ricorda che i ccTLD
sono
abbastanza autonomi in questo senso. Due possibilita': si rimanda, come
suggerisce Guerrieri, oppure se si vuole  approfondire, bisogna coinvolgere
la
RA. Occorrerebbe un parere formale della RA sull'impatto operativo atteso ed
eventuali proposte alternative.
Fogliani e' favorevole in linea di principio, ma riconosce l'utilita' di
un'istruttoria purche' breve.
Bertola si allinea a Fogliani sia sul principio che sulla necessita' di
un'istruttoria breve
Fantini Perullo non vuole rimandare alla discussione delle regole
genericamente:
propone pero' il contingentamento per le persone, del tipo una decina di
domini
e non piu' di due al mese.
Vannozzi ricorda che all'origine del limite c'erano questioni relative alla
rintracciabilita' e "solvibilita'" delle persone. Inoltre, essendo le
persone
fisiche appartenenti alla UE, una categoria numericamente importante e non
soggetta a nessuna limitazione e/o restrizione in merito al nome del dominio
da
registrare si era preferito non andare ad aumentare potenziali contenziosi.
Guerrieri ribadisce che il parere della RA meritera' ovviamente la massima
considerazione, ma ritiene comunque che sia il CE l'organo direttamente
deputato
a deliberare su simili proposte.
Bini appoggia l'idea di chiedere il parere della RA da un punto di vista
operativo (contingentamenti ecc.)

Unanimemente il Comitato Esecutivo richiede alla RA una relazione sugli
aspetti
operativi legati ad una possibile liberalizzazione della registrazione per
le
persone fisiche UE, o in alternativa per un contingentamento delle
registrazioni
stesse.

        2.d) Proposta di Maurizio Codogno (5/4/2001):
[...] nell'articolo 3, "Contenuto del reclamo", al punto 9) chiedo che il
testo

   specificare il provvedimento richiesto al collegio;

sia sostituito con uno dei seguenti testi, a scelta del CE,

   specificare che si richiede al collegio la riassegnazione del nome a
dominio;

oppure

   specificare quale provvedimento sia richiesto al collegio: la
riassegnazione
del nome a dominio, oppure la richiesta alla Naming Authority di porre il
nome a
dominio nella lista "Nomi a Dominio Riservati" con contestuale revoca
dell'assegnazione.

o altro testo equivalente che il CE ritenga piu` chiaro.

Per la decisione presa al punto precedente, la proposta e' respinta per
quanto
riguarda l'articolato.

Su proposta di Trumpy si rinvia ad una revisione generale delle Regole il
discorso dei nomi non assegnabili (nomi a dominio ingiuriosi o blasfemi,
etc.)


        2.e) Proposta Ignazio Guerrieri (18/4/2001)
[...]propongo pertanto formalmente che l'art. 16.6 venga modificato nel modo
che
segue:
"Sono sottoposti alla procedura i nomi a dominio per i quali un terzo
(denominato "ricorrente") affermi che:
a) il nome a dominio contestato e' identico o tale da indurre confusione
rispetto ad un marchio su cui egli vanta diritti, o al proprio nome e
cognome;
b) il nome a dominio sia stato registrato e/o venga usato in mala fede.
Se il ricorrente prova l'esistenza di entrambe le condizioni suddette, il
nome a
dominio contestato gli viene trasferito.
Se il ricorrente prova la sola circostanza di cui sub a), il nome a dominio
gli
viene ugualmente trasferito, a meno che il resistente non provi di essere
diffusamente conosciuto con il nome corrispondente al dominio contestato,
personalmente, come associazione o ente commerciale, per offerta al pubblico
di
beni o servizi in un settore operativo, merceologico o commerciale
totalmente
diverso da quello in cui opera il ricorrente."

        2.f) Proposta Enzo Fogliani (18/4/2001)
Propongo quindi al CE di modificare l'art. 16.6.1 come segue:
"1) prima di avere avuto notizia della contestazione, IN BUONA FEDE ha usato
o
si e' preparato oggettivamente ad usare il nome a dominio o un nome ad esso
corrispondente per offerta al pubblico di beni e servizi"

Guerrieri illustra la sua proposta, dichiarando di averla mandata per
stimolare
la discussione interna alla lista del CE, in modo da lasciare allo stesso la
massima liberta' nella scelta dei tempi di discussione e di delibera; anche
in
questo intento, dunque, aveva postato la propria proposta sulla SOLA lista
EXEC;
e' quindi dispiaciuto - pur senza voler dare adito a nuove polemiche - che
le
successive formulazioni di proposte alternative direttamente in lista ITA-PE
(peraltro da parte di altri membri del CE), abbiano costretto il CE stesso
ad
affrontare immediatamente una questione che avrebbe richiesto valutazioni
interne ben piu' ponderate. La ragione dell'invio e' comunque una
valutazione
personale di incoerenza/inopportunita' del formulato attuale, che da un lato
pone a carico del ricorrente l'onere di provare l'inesistenza del diritto
della
controparte, dall'altro fa si' che la semplice prova, da parte del
resistente,
di aver utilizzato il nome a dominio prima di aver ricevuto notizia della
contestazione, comporta il rigetto del ricorso.
Fogliani illustra a sua volta la sua proposta, osservando che essa e'
diversa da
quella di Guerrieri. Mentre infatti Guerrieri  propone una radicale modifica
dell'art. 16.6, Fogliani chiede solo l'inserimento del concetto di buone
fede al
punto 16.6.1. Fa osservare come "buona fede" sia saltato nella traduzione
dal
testo di ICANN che ha portato alla stesura attuale. Per quanto riguarda le
incongruenze poste dall'art. 16.6., laddove pretenderebbe dal ricorrente la
prova di un fatto negativo, ossia l'assenza di un diritto in capo al
resistente,
Fogliani rileva che il problema si e' gia' posto anche per le MAP di ICANN,
dove
e' stato risolto in modo identico a quello adottato dei saggi italiani:
ossia,
una volta provato dal ricorrente un proprio diritto, e' il resistente a
dover a
propria volta provarne uno concomitante.. Fogliani ribadisce poi
l'importanza di
attenersi alla giurisprudenza consolidata da ICANN, dato che la modifica
delle
PDR attuali richiederebbe una sorta di azzeramento della casistica
pregressa.
Per quanto attiene alla proposta di Guerrieri, Fogliani rileva che essa e'
penalizzante per i soggetti che non abbiano registrato un marchio
corrispondente
al nome a dominio che intendono contestare.
Guerrieri fa presente che eventualmente la proposta sarebbe modificabile per
venire incontro ad altre realta' (associazioni, enti, persone fisiche) per
bilanciare ulteriormente gli interessi tanto di chi registra un marchio
quanto
di chi vuole registrarsi un nome proprio.
Trumpy ritiene che, nella fase attuale, la cosa migliore sarebbe modificare
il
minimo indispensabile per eliminare l'ambiguita', senza  addentrarsi in
questioni  piu' grandi che verranno affrontate in sede di revisione globale
delle regole.
Guerrieri ribadisce che l'imposizione a carico del ricorrente dell'onere
probatorio in ordine all'inesistenza del diritto della controparte e'
l'aspetto
piu' indigesto e che altrimenti non ci sarebbe una particolare urgenza di
modificare il 16.6.; giudica il punto b dell'attuale formulazione come un
controsenso giuridico, soprattutto se posto in relazione con la seconda
parte
della norma
Fogliani ribadisce che la mancanza di "buona fede" e' un rilievo importante.
Sulla questione della prova del ricorrente, Fogliani propone di modificare
l'attuale norma adottando il principio attraverso il quale il problema e'
stato
risolto sia dai saggi italiani che dalle MAP di ICANN.
Bertola non ha problemi su "buona fede". E' in generale favorevole a
rivedere la norma, a condizione di mantenere l'equilibrio tra ricorrente e
resistente e non alterarlo nella direzione di una eccessiva tutela dei
marchi.


Vengono approvate all'unanimita' le seguenti modifiche all'art. 16.6
"1) prima di avere avuto notizia della contestazione, IN BUONA FEDE ha usato
o
si e' preparato oggettivamente ad usare il nome a dominio o un nome ad esso
corrispondente per offerta al pubblico di beni e servizi"

l'ultima frase del primo comma viene modificata come segue:
Se il ricorrente prova che sussistono assieme le condizioni A e C si cui
sopra
ed il resistente non prova a sua volta di avere diritto o titolo in
relazione al
nome a dominio contestato, quest'ultimo viene trasferito al ricorrente.


3)      Richieste specifiche presentate al Comitato Esecutivo (in ordine di
presentazione):

        3.a) Richiesta di Andrea Monti (rimasta da discutere dal CE precedente)
Parere pro veritate sulle Regole di Naming
Bini ricorda che ci sono una serie di obiezioni sollevate sulla validita'
del
corpus nel suo insieme.
Fogliani afferma che e' inutile spendere denaro per chiedere un parere su
una
cosa che ha mostrato buona funzionalita' ed e' legittimata dalla
consuetudine.
Guerrieri concorda con l'attuale inopportunita' di una simile iniziativa e
ne
sottolinea il costo elevato, chiedendosi chi potrebbe sostenerlo.
Trumpy ricorda il collegamento della proposta di Monti con la legittimazione
degli atti  pregressi  della NA e della RA: questa sarebbe una cosa da
chiarire
nell'ambito dei rapporti della RA Ricorda che l'intervento del legislatore
(proposta di legge sui nomi a dominio) e' stato motivato anche da questo
problema della legittimazione.
Fogliani afferma che anche se per le PDR si possono essere obiezioni il
banco di
prova sara' solo e unicamente il giudizio che dovesse seguire alla
impugnazione
di una decisione resa nelle procedure di riassegnazione a prescindere dal
parere
pro veritate che chiunque, per quanto esperto della materia, possa rendere..
Vannozzi ricorda che la proposta di Andrea Monti era legata soprattutto alla
retroattivita' delle regole, nata dopo che le PDR sono state applicate a
registrazioni precedenti all'adozione delle PDR.
Fantini Perullo ricorda la necessita' di rivedere lo statuto, il che annulla
la
necessita' di questa proposta.
Trumpy riconosce una  validita' allo spirito della proposta;  ritiene che
nel
merito essa vada considerata all'interno della revisione di regole e
statuto.

La proposta viene respinta all'unanimita'.

Il CE, a maggioranza con il voto contrario di Fogliani, si ripropone di
rimandare questo tipo di valutazione alla revisione complessiva di regole e
statuto.


        3.b) Richiesta di Andrea Monti (rimasta da discutere dal CE precedente)
Proposta costituzione lista su argomenti legali (Andrea Monti)

Trumpy  ritiene che sia una buona idea perche' la lista attuale non e'
moderata
ed alquanto dispersive.  La proposta andrebbe pero' inquadrata nell'ambito
della
costituzione di gruppi di lavoro come avviene su CENTR. Cosi' oltre alla
lista
su argomenti legali ne potrebbero arrivare altre.
Guerrieri non comprende a pieno l'utilita' pratica di una simile lista, non
vorrebbe che si creasse un ulteriore elemento di appesantimento ai lavori
del
CE; soprattutto, fa presente che il settore legale e' assai ben
rappresentato
nell'attuale CE, e che dunque eventuali problematiche di rilievo legale
potrebbero (anzi dovrebbero) essere discusse all'interno della lista CE..
Trumpy aggiunge che poi si potrebbe semplicemente eccepire che la proposta
non
sia di competenza CE  ma piuttosto da rimandare al Presidente.
Bini concorda ed anche Fogliani ritiene non necessario ridondare le
discussioni
Trumpy propone allora di domandare ad Allocchio di collegare eventuali liste
specifiche gruppi di lavoro da costituire secondo regole da definire.
Fantini Perullo non vuole la proliferazione delle liste, ma sottolinea la
necessita' di una lista per la TF di riscrittura statuto.
Vannozzi ritiene necessario definire prima dell'apertura di una nuova lista
di
distribuzione o di una task-force, gli scopi e gli obbiettivi che si intende
perseguire.
La proposta e' respinta all'unanimita', in quanto non si ritiene di
competenza
CE l'istituzione di liste interne a ITA-PE


        3.c) Richiesta di Enzo Fogliani (21/3/2001):
Cooptazione di un rappresentante degli Enti Conduttori all'interno del CE

Bini riconosce la legittimita' della richiesta, ma considera che Fogliani
gia'
rappresenta gli EC piu' che degnamente, mentre i posti per la cooptazione
sono
limitati. Guerrieri e Fantini Perullo concordano.
La proposta viene respinta con il solo voto contrario di Fogliani.


        3.d) Proposta di Enzo Fogliani (29/3/2001):
[...] con la presente chiedo ufficialmente al CE, ai sensi dell'art. 16
dello
statuto, di discutere, esaminare e approvare le norme antispam il cui testo
e'
pubblicato all'indirizzo: http://www.srd.it/fogliani/NA/antispam.rtf

Trumpy fa notare  che l'argomento non e' strettamente legato alle Regole di
Naming, ma e' piuttosto attinente alla netiquette. Uno dei problemi legati
alla
possibilita' della RA di applicare sanzioni e di prevedere  le possibili
ricadute legali. Ci sono problemi  legali da affrontare, ci i sono da
considerare le questioni pratiche, e quindi Trumpy ribadisce la necessita'
di
richiedere una valutazione di impatto alla RA.
Fogliani passa all'illustrazione delle proposte: dopo lunga riflessione si
e'
arrivati a capire che non si poteva essere draconiani (chiusura dominio),
pero'
occorre evidenziare il principio e dargli una certa solidita'. Fogliani
aggiunge
che si e' partiti dalla definizione di "posta non sollecitata", per
inquadrare
meglio le definizioni attuali, aggiungendo qualcuno incaricato di segnalare
lo
spam (lavoro attualmente svolto dal presidente)
Guerrieri chiede lumi sul termine "vigilare" asserendo la difficolta'
d'inquadrare correttamente una simile operazione di controllo, soprattutto
se
non ne vengono adeguatamente definiti limiti e modalita' applicative.
Fogliani ribatte che la sua proposta contiene essenzialmente cio' che e'
gia'
parte del contratto (dove si dice che l'assegnatario ha il dovere di far
rispettare le Regole di Naming). Inoltre la tutela proposta dalla legge
italiana
attuale non e' sufficiente, limitandosi a sanzioni amministrative saltuarie.
Guerrieri ritiene poco utile introdurre regole a suo giudizio non molto
incisive
e che possono avere risvolti molto pesanti, andando ad incidere direttamente
su
situazioni che dovrebbero essere gia' regolate contrattualmente;  a questo
riguardo, fa presente che la legittimita' degli aspetti sanzionatori della
proposta e' tutta da verificare, soprattutto considerando che nella materia
e'
gia' intervenuto il legislatore con il decreto legislativo n. 185/99.
Fogliani ribadisce che gli argomenti devono essere affrontati, altrimenti si
rischia di rimandare sempre all'infinito.
Vannozzi ricorda l'origine della lista abuse, creata per stimolare i grandi
ISP
al rispetto delle regole di netiquette; sostiene poi la necessita' di non
sanzionare lo spam a livello di naming, quanto a livello di singoli
fornitori di
servizio. Vannozzi ricorda che guardando solo l'intestazione dei messaggi si
rischia anche di sanzionare un ignaro, mentre sarebbe molto piu' produttivo
procedere con una attenta valutazione anche del contenuto del mail di spam
ed
intervenire a livello di fornitore di servizi.  Il CE ed in generale la NA
dovrebbero stimolare gli operatori del settore affinche' si intraprendano
tutte
le azioni necessarie allaa sensibilizzazione dell'utenza riguardo al
problema
dello spam e del rispetto delle netiquette in generale. Ricorda inoltre come
anche all'interno della comunita' dei MNT e di alcuni ISP vi sia anche poca
sensibilita' a configurare i server affinche' sia operativo l'indirizzo
postamater a dominio.it nonostante cio' sia una specifica tecnica in vigore da
anni e sottoscritta al momento della registrazione di un dominio nel TLD it.
Infine Vannozzi si chiede chi si assumerebbe la responsabilita' di chiudere
d'autorita', senza provocare poi problemi all'intera struttura di NA e RA,
il
dominio di un grande ISP magari per i problemi creati da un solo utente
assegnatario di una una mailbox in un loro dominio.
Fogliani ribatte che la chiusura dell'account o altro tipo di sanzione sul
maintainer e' perfettamente legittima in virtu' del tipo di contratto
esistente
fra maintainer e R.A. Ribadisce che chi registra un nome a dominio ha un
vero e
proprio  un obbligo contrattuale verso la RA di non fare spamming, ma lo
spamming esiste.
Trumpy fa riferimento alla  piu' volte ventilata  responsabilita' oggettiva
dell'ISP rispetto ai contenuti del sito. Concorda poi con Vannozzi, sulla
necessita' di sensibilizzare il provider, che sono poi infine i veri
danneggiati
dagli spammers. Seguendo il discorso di Vannozzi si potrebbe arrivare ad
escludere ogni titolarita' della NA sul problema.
Bertola e' d'accordo con Fogliani sul possibile strumento contrattuale e
sull'opportunita' di sfruttarlo per affrontare anche problemi come la
repressione dello spamming e il rispetto della netiquette, ma si chiede
quanto
solido sia questo collegamento e quanto efficacemente possa venir affrontato
il
problema: emettere regole senza avere i mezzi e l'autorita' per farle
rispettare
sarebbe controproducente. In questo senso e' opportuno acquisire un parere
dalla
RA.
Vannozzi ritiene che la persona che avesse l'onere di valutare le
segnalazioni
di spam e di adottare i provvedimenti necessari, nel rispetto di quanto
previsto
nella proposta Fogliani-Piarulli-Nosenzo, si assumerebbe, di fatto, una
responsabilita' enorme.  Fogliani osserva che, secondo la versione della
proposta piu' "soft", il responsabile della lista ha solo compiti di
segnalazione; e che comunque, anche se gli fossero dati poteri sanzionatori,
una
sua responsabilita' personale sarebbe configurabile solo se si comporti
violando le regole.
Bertola riprende che occorre inquadrare questo in uno schema piu' grande.
Guerrieri concorda  sull'opportunita' d'inquadrare la questione spamming
nell'ambito di una piu' generale revisione delle Regole di Naming, che con
estrema probabilita' dovra' accompagnare o seguire immediatamente
l'approvazione
del nuovo statuto..
Bini ritiene che la posizione attuale di NA e CE sia troppo debole in
termini di
legittimazione giuridica per imporre alcunche', soprattutto in un ambito di
competenze quantomeno incerto.

Il CE, a maggioranza con l'astensione di Fogliani,  ritiene di non avere
sufficienti elementi riguardanti l'impatto di un simile articolato sotto il
profilo attuativo e contrattuale, per potersi esprimere sull'argomento, e
richiede un approfondimento a RA e al presidente della NA.


        3.e) Proposta di Bruno Piarulli (2/4/2001)
[...] Propongo quindi che alla RA venga concesso che, a seguito della sua
insindacabile decisione di richiedere i documenti che comprovano il diritto
all'assegnazione, la RA stessa **possa** (non e' obbligatorio ne'
automatico, ma
una libera scelta della RA) porre il dominio nello stato "SUSPENDED". Il
dominio, cioe', resterebbe inserito nello Whois ma le deleghe nel DNS
verrebbero
rimosse, rendendo di fatto il dominio inutilizzabile. [...]

Fogliani spiega che la proposta serve per situazioni come la recente
"regionesiciliana.it". Attualmente la richiesta dei documenti puo' avvenire
solo
se il dominio e' stato registrato.
Vannozzi nota che "regionesiciliana.it" non c'entra, laddove si applica
invece
ai casi tipo "carloazegliociampi.it".
Trumpy esplicita che la cosa puo' venir applicata a tutti i casi "sospetti",
con
il solo intento di evitare grane sicure.
Il CE approva all'unanimita' riservandosi di comunicare tempestivamente la
formulazione  completa dell'articolato, sia delle regole che delle procedure
tecniche di registrazione.


        3.f) Proposta Fabrizio Bedarida (5/4/2001)
[...] richiesta di assegnazione dei domini sotto ccTLD "it" anche ai
soggetti
non UE.

Il CE, a maggioranza con il voto contrario di Fogliani, si ripropone di
rimandare questo tipo di valutazione alla revisione complessiva di regole e
statuto.


4)      Verifica dello stato di avanzamento degli Action Points stabiliti alla
riunione 23


ACTION POINT 23.1) La lista EXEC adottera' il voto elettronico, fungendo da
test
per la successiva applicazione alla lista ITA-PE
In corso

ACTION POINT 23.2) Il CE valutera' quali modifiche allo statuto si rendono
necessarie
per la suddetta implementazione.
In corso

ACTION POINT 23.3) Stefano Trumpy si e' offerto di relazionare riguardo ai
meccanismi
di voto utilizzati sui vari gruppi di lavoro internazionali.
Fatto.

ACTION POINT 23.4) la RA valutera' l'impatto organizzativo-logistico delle
diverse
soluzioni di gestione del voto elettronico
Fatto

ACTION POINT 23.5) Modifiche alle Regole di Naming relative alla decisione
23.2
In corso

Segue discussione sull'avanzamento degli action points

La RA propone di dotarsi di strumenti di raccolta un po' piu' automatizzati.
Inizialmente si potrebbe usare un PIN su web, poi il PIN potrebbe essere
sostituito da un certificato X509. Alla lunga si vorrebbe rendere il sistema
compatibile con il meccanismo AIPA.
Fantini Perullo non e' d'accordo sull'apertura alla certificazione AIPA
Il CE decide all'unanimita' di procedere in questo modo, anche solo a titolo
di
prova.

Il CE, dopo aver discusso su come proseguire l'attivita' di revisione dello
statuto, giunge alla conclusione che non sia possibile procedere
immediatamente
all'istituzione del gruppo di lavoro per il quale sono state richieste le
candidature, ma che sia necessario in precedenza giungere alla condivisione
almeno di alcuni punti base riguardanti la nuova struttura e le nuove
caratteristiche della NA. Visto che la RA ha piu' volte espresso idee e
suggerimenti sul nuovo assetto della NA, si ritiene opportuno organizzare
durante la prossima riunione del CE un incontro diretto con i vertici della
RA e della NA.

Fantini Perullo lascia la riunione alle 17

Dopo ampia discussione il CE approvazione le seguenti modifiche all' Art
16.11

16.11 Attuazione della decisione

Nel caso in cui il collegio decida la riassegnazione del nome a dominio
contestato, la sua decisione sara' eseguita dalla Registration Authority
(applicandosi in tale ipotesi le norme di cui agli artt. 14.5 e 14.6), a
meno che la stessa non riceva, entro 15 giorni dalla data in cui le e'
pervenuta la decisione del collegio, una comunicazione adeguatamente
documentata da parte del resistente di aver iniziato un procedimento
giudiziario in relazione al nome a dominio contestato. Qualora -
ricorrendone i presupposti - la parte che ha iniziato il suddetto
procedimento giudiziario intenda avvalersi del termine di cui al successivo
terzo comma, essa dovra' farne esplicita e motivata richiesta nella stessa
comunicazione.

La comunicazione di cui al comma precedente deve essere integrata, entro i
successivi 10 giorni, dalla produzione di fotocopia dell'atto introduttivo
del giudizio regolarmente notificato; in difetto di cio', la RA procede alla
riassegnazione del nome a dominio.

Esclusivamente nel caso in cui l'atto introduttivo del giudizio debba essere
notificato da o per nazioni diverse, il termine per la produzione della
fotocopia
dell'atto notificato (trascorso inutilmente il quale la RA effettuera' la
riassegnazione del nome a dominio) e' di 30 giorni, decorrenti dalla data in
cui la RA ha ricevuto la comunicazione di cui al primo comma.

Nel caso in cui il procedimento giudiziario di cui sopra si estingua, su
istanza della parte interessata la Registration Authority da' esecuzione
alla decisione del collegio.


5)      Riesame delle attuali norme e procedure relative alla procedura di
riassegnazione, ai saggi e agli enti conduttori. (come da riunione 20
dicembre
2000)

Il CE dato atto delle modifiche di alcune parti delle procedure di
riassegnazione, decide di rinviare la discussione alla prossima riunione per
consentire la verifica della persistente attualita' della proposta.


6)      Revisione delle Regole di Naming e proposta di abolizione della lettera
di
assunzione di responsabilita' (Proposta Fogliani, Nosenzo,Piarulli e
Proposta
Monti)

Il CE decide di proseguire la discussione in lista EXEC


7)      varie ed eventuali
Su richiesta della RA, all'unanimita' si decide di aggiungere al  capo 3 del
documento Nomi a Dominio Riservati il seguente paragrafo:
        "Sono riservati tutti i nomi corrispondenti alle denominazioni ufficiali
di enti geografici"

La riunione si chiude alle ore 17:45
-----------------



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe