R: Abolire la LAR e la libera concorrenza

Studio Legale Raimondi railex a CORELLI.NEXUS.IT
Ven 11 Maggio 2001 19:26:31 CEST


----- Original Message -----
From: Alessandro Nosenzo <nosenzo a idea.it>
To: <ita-pe a NIC.IT>
Sent: Friday, May 11, 2001 1:43 PM
Subject: Re: Abolire la LAR e la libera concorrenza


> On 11 May 2001, at 12:06, Francesca wrote:
> > > > in genere chi intesta i domini dei propri clienti a se stesso lo
> > > > fa per
> > impedire il cambio di
> > > >fornitore.
> >
> > e' una pratica molto scorretta pero' fortunatamente sono pochi quelli
> > che la applicano.  Ovviamente non tutto e' nero o bianco ma c'e'e
> > anche il grigio, in alcuni casi lo stratagemma risulta utile quando e'
> > impossibile riuscire ad avere in tempi brevi la firma del responsabile
> > perche' in qualche paese straniero o a Milano presso la sede
> > principale o nel caso di enti pubblici quando il responsabile (dopo i
> > fatti di tangentopoli) ha paura di firmare anche la cosa piu' stupida.
> > Sono casi non frequentissimi ovviamente ma possono capitare
>
> Se fossi azionista di un maintainer che fa una cosa del genere
> inizierei subito un'azione di responsabilita' verso gli amministratori
> dell'azienda. Mi sembra assolutamente non praticabile
> l'intestazione fiduciaria di un nome a dominio (magari gli avvocati
> mi possono smentire) e soprattutto la responsabilita' che si accolla
> il maintainer e' talmente grande che vale molto meno del vantaggio
> (ammesso che lo sia) di "legare" il cliente.
>
> > >
> > > era proprio questo che mi "preoccupava"
> >
> > a me infastidisce, anche perche' quel dominio il cliente lo aveva
> > pagato e non e' da professionisti seri fare cose simili.
>
> Questa e' la nuova economia lo sanno bene i risparmiatori italiani:
> non esiste professionalita', o meglio sta cominciando solo ora.
>
> > > capisco il tuo problema per i tempi, che ti ha fatto perdere una
> > registrazione, ma non era quello il problema che segnalavo.
> > >
> >
> > Purtroppo non ricordo cosa ho scritto e non lo trovo quotato (io uso
> > diversi computer e quella risposta non ricordo da dove la ho inviata)
> > comunque devo aver dato una idea sbagliata sul mio pensiero, io
> > ritengo la LAR una cosa indispensabile perche' e' l'unico sistema per
> > far capire al cliente che sta facendo una cosa seria che ha un suo
> > corollario di doveri e di responsabilita', temo l'affermarsi dell'idea
> > che registrare un dominio sia una bazzecola irrilevante
>
> Ho gia' detto che se non gli fai firmare un contratto la LAR non
> server proprio a nulla. Meglio allora Nominet che ti da' un bel
> attestato in pergamena (finta).
>
> > > piuttosto, nel tuo caso, vale la tua buona conoscenza del cliente,
> > > anche
> > se sarebbe meglio che, appena lo incontri fisicamente,
> > > gli fai firmare il Trasferimento del Dominio ed una LAR in cui si
> > > prende
> > le sue responsabilità per l'uso che ne fa.
> > >
> > >
> > > diverso, invece, il discorso se registri il dominio senza neanche
> > conoscere il cliente, oppure gli fai credere, perchè non è in grado di
> > controllare, che è registrato a nome suo.
> > Essendo un piccolo provider ho il contatto diretto o tramite miei
> > commerciali con la clientela, pero' capisco le aziende che si basano
> > sulla massa per vendere i propri servizi e quindi non possono
> > materialmente conoscere il cliente, proprio per questo ritengo che uno
> > straccetto di carta va firmato.
>
> Lo straccetto non serve a nulla ma un contratto fatto bene (non e'
> la LAR certo) va fatto firmare sempre sia ai fini civilistici che fiscali.
> Non parliamo di professionismo e poi facciamo i contratti verbali
> con i clienti. (senza offesa per nessuno esprimo solo il mio parere
> con vigore solo perche' sono stupito che possano esistere ISP che
> non fanno contratti con i clienti).
> Saluti.
>
> Alessandro Nosenzo
>


Sono favorevole alla possibilità di richiedere anche la sola revoca della
assegnazione di un nome a dominio e domando pertanto che venga posto il veto
alle decisioni nn. 2,5,6 e 7 del CE n. 33 del 27.4.01.

Avv. Francesca d'Orsi



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