R: Silenzio assenso

Wincom ariosto a WINCOM.IT
Mer 16 Maggio 2001 15:37:55 CEST


At 14.47 16/05/01 +0200, Giorgio Just wrote:
>Accetto volentieri questa interpretazione, ma resta il fatto che dovrebbe
>essere noto a tutti che, vista la delicatezza della questione "veto" il
>Presidente havrebbe bisogno di conoscere dei pareri espliciti nei tempi
>previsti dallo Statuto. E io amerei non dover dire al Presidente "hai
>applicato un principio che non condivido, perchè i 300 che non si sono
>espressi non possono automaticamente essere messi nella categoria dei
>consenzienti". E' un desiderio condivisibile?

Io la vedrei così: se qualcuno chiede un veto su una decisione del CE,
organo democraticamente eletto dagli iscritti, chi condivide la richiesta
si associa esplicitamente. Se il numero delle adesioni è molto alto, e
raggiunge la maggioranza degli iscritti, il Presidente ne prende atto e
pone il veto. Se il numero è molto basso, come in questo caso (6-8% degli
iscritti), il Presidente ne prende atto e non pone il veto. Se il numero
delle adesioni è significativo ma non determinante (ad esempio, superiore
al 15% degli iscritti), il Presidente, una volta introdotto il voto
elettronico, potrebbe indire una votazione specifica.
Il paragone "istituzionale" è il referendum: se qualcuno vuole porre il
"veto popolare" su una legge, o parte di essa, raccoglie 500.000 firme di
adesione alla sua richiesta (tante in assoluto, ma troppo poche rispetto
agli elettori: un milione sarebbe già più ragionevole...) e si va a votare.

Cordiali saluti.
Gian Carlo Ariosto

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