Silenzio assenso: pensiamo ad altro.

Wincom ariosto a WINCOM.IT
Gio 17 Maggio 2001 16:00:30 CEST


At 15.15 17/05/01 +0200, Enzo Fogliani wrote:
>Direi quindi che e' meglio, per chi si fronteggia nella discussione da
>entrambe le parti, occuparsi di cose piu' producenti; quali, per
>esempio, suggerire per il prossimo statuto meccanismi per i quali il
>veto del presidente non sia discrezionale, ma sia tenuto a rispettare la
>volonta' di chi si e' espresso in lista.

E' esattamente quello che ho fatto ieri: riporto la mia proposta.
Io la vedrei così: se qualcuno chiede un veto su una decisione del CE,
organo democraticamente eletto dagli iscritti, chi condivide la richiesta
si associa esplicitamente. Se il numero delle adesioni è molto alto, e
raggiunge la maggioranza degli iscritti, il Presidente ne prende atto e
pone il veto. Se il numero è molto basso, come in questo caso (6-8% degli
iscritti), il Presidente ne prende atto e non pone il veto. Se il numero
delle adesioni è significativo ma non determinante (ad esempio, superiore
al 15% degli iscritti), il Presidente, una volta introdotto il voto
elettronico, potrebbe indire una votazione specifica.
Il paragone "istituzionale" è il referendum: se qualcuno vuole porre il
"veto popolare" su una legge, o parte di essa, raccoglie 500.000 firme di
adesione alla sua richiesta (tante in assoluto, ma troppo poche rispetto
agli elettori: un milione sarebbe già più ragionevole...) e si va a votare.

Cordiali saluti.
Gian Carlo Ariosto

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