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Wincom ariosto a WINCOM.IT
Gio 17 Maggio 2001 16:26:52 CEST


At 12.57 17/05/01 +0200, Roberto Fantini Perullo - Agenzia ANSA wrote:
>Vedo un unico organismo che risolva TUTTE le dispute (una cosa che sia
>insieme PDR e comitato di arbitrazione), che abbia al suo interno anche una
>struttura di analisi tecnica oltre che di quella giuridica. Mi pare illogico
>che la NA abbia un organismo di arbitrazione che si occupa di una cosa e gli
>Enti conduttori che si occupano di un'altra cosa, e non si sa come gestire
>le cose "di confine" tra l'una e l'altra.

Roberto, c'è una chiara differenza tra le due cose: l'arbitrato sostituisce
il giudizio ordinario, ed è inappellabile, quindi deve essere accettato a
priori dal registrante (cosa che pochi fanno) ed ha poteri ben più ampi di
una PDR, in particolare può disporre la revoca e il blacklisting (parziale
o totale) del nome a dominio. I tempi e i costi di un arbitrato NA sono di
gran lunga inferiori di quelli della giustizia ordinaria, e gli arbitri
sono esperti mentre il 99.9% dei giudici ordinari non sa nulla di questa
materia, tuttavia il ricorso all'arbitrato è minimo: mi chiedo se chi non
firma la clausola arbitrale lo faccia ben sapendo che un ricorso alla
giustizia ordinaria è lento, costoso e dall'esito incerto, quindi è un
ottimo deterrente per chi volesse attivarlo... Per fortuna, ci sono le PDR.
Una PDR può essere attivata senza nessuna adesione da parte del
registrante, ma proprio per questo non può essere inappellabile, ed ha dei
limiti ben precisi, primo fra tutti l'impossibilità del blacklisting, senza
il quale la revoca non ha senso.
Non mi pare che con le nuove regole di naming ci siano cose "di confine"
che non si sa come gestire: le ambiguità sono state eliminate, e non vedo
proprio il motivo per cui le PDR e gli arbitrati dovrebbero essere gestiti
da una struttura unica.

Cordiali saluti.
Gian Carlo Ariosto

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