R: considerazioni e commenti su EC e discrezionalita'

P-ETTORE PANELLA (Starnet) box a STARNET.IT
Ven 11 Maggio 2001 15:41:03 CEST


At 12.48 29/08/01 +0200, you wrote:
>Ringrazio tutti per gli auguri, anche se tengo a precisare che il matrimonio
>non mi ha fatto mettere giudizio e dunque persisto nella mia posizione di
>"eretico" nonchŔ parte interessata quando si discute di enti conduttori. :-)

approfitto della mail per farteli anche io (anche se il matrimonio e' una
citta assediata, chi sta dentro vuole uscire chi sta fuori vuole entrare-
non so chi lo ha detto pero' rende il concetto)

>Materia, ahimŔ, assolutamente delicata visto che questo sistema di giudizio
>Ŕ mutuato nel bene e nel male dall'analogo strumento ICANN che a sua volta
>si rifÓ ad un concetto di "giustizia a pagamento" (non me ne vogliano gli
>amici legali se riassumo cosý barbaramente) estraneo alla nostra cultura e
>dunque di difficile digestione per buona parte dell'uditorio NA.
>
>Da parte interessata ritengo sacrosanta la decisione di porre un freno
>all'abilitazione degli enti conduttori, vista la palese discrepanza tra enti
>autorizzati ed enti attivi o saltuariamente attivi (tra cui metto il mio) e
>totalmente inattivi, che non fa altro che screditare l'intera categoria.

Personalmente ritengo oltretutto inutile far entrare nuovi soggetti tra gli
EC quando si sta' riformando il tutto. Una moratoria di almeno uno o due
anni non la vedo affatto sbagliata anzi sicuramente utile per tutti.


>Ma da "eretico" e persona che in lista esprime la propria opinione (anche se
>va contro ai miei interessi) devo dire che non mi sembra coerente porre un
>vincolo dal lato offerta in un mercato senza pretendere che questo influenzi
>il mercato stesso.
>
>Mi spiego meglio e con parole semplici. Troverei coerente una di queste due
>posizioni:

come gia' ho avuto modo di dire in una precedente mail bisogna capire
qual'e' il ruolo degli EC e quale quello dei saggi.


>
>1) Si accetta il sistema di mercato (domanda ed offerta) per gli Enti
>Conduttori e dunque non si agisce d'autoritÓ per limitarne il numero, semmai
>si pongono serie barriere all'entrata per scoraggiare i meno preparati ed
>interessati. Esami? Dimostrazione di capacitÓ finanziaria? Obbligo di
>certificazione dei saggi? Fate vobis, io ho espresso il concetto.

Innanzitutto quando si parla di mercato bisogna capire cosa il mercato vuol
comprare e perche' spende i suoi soldi

per fare un esempio se ho una malattia pago qualcuno che me la curi sia
esso un grande primario o lo stregone del villaggio, io pago per ottenere
le migliori possibilita' di guarigione non per altro.

se ho un problema legale scelgo lo studio legale che mi da le migliori
possibilita' di vincere in qualsiasi modo (ed e' adeguato alle mie tasche)
mica il piu' preparato

nel caso degli EC cosa il mercato e' disposto a pagare?

Certamente il blocco di ingresso basato su dimostrazioni di capacita' e'
quantomai opportuno, comunque il sistema di mercato va bene se capiamo
esattamente qual'e' il compito degli EC. Se in qualche modo (come in fondo
accade ora) il saggio finisce per essere una emanazione dell'EC e/o
viceversa la tua prima ipotesi finisce per essere aberrante se non altro
perche' il giudice espressione di una parte (quella che inizia la
procedura) e' aliena alla nostra cultura e quindi non avremmo gli anticorpi
opportuni al contrario del mondo anglosassone.


>2) Non si accetta il sistema di mercato e dunque si crea un numero chiuso di
>enti conduttori direttamente controllati dalla NA, un numero chiuso di saggi
>a disposizione di tutti gli enti, un tariffario che consenta all'EC di
>pagare le proprie spese senza ottenere guadagni oppure versare gli stessi
>alla NA (che nel frattempo, naturalmente, avrÓ il proprio bilancio), insomma
>Enti Conduttori no profit.
>I ricorsi vengono gestiti in primis dalla NA che provvede poi a distribuirli
>equamente agli EC secondo disponibilitÓ.


possiamo anche verificare se vi sono possibilita' di sviluppo della
situazione attuale.
terza ipotesi, gli EC rispondono al mercato ed hanno il compito di
imbastire il procedimento ma i saggi vengono selezionati prima e poi
sorteggiati ad ogni disputa dalla NA o organo appropriato. In questo modo
avremo dei saggi che comunque partecipano alla vita della NA e quindi per
forza di cose piu' documentati e preparati nelle materie di nostro
interesse e soprattutto in comunicazione fra loro. Certo che questa
impostazione presenta il suo tallone di achille proprio nella definizione
del ruolo degli EC

prendono i soldi dal ricorrente e quindi come giudici non sono credibili,
devono essere in qualche modo imparziali e quindi come studi legali non
sono credibili. Al momento gli Ec sono in bilico tra il trasformarsi o in
saggi o in studi legali consulenti dei ricorrenti. Al momento a me sembrano
semplicemente dei passacarte cioe' ricevono i documenti li archiviano e li
passano al saggio (forse non meritano questo ruolo).




>Non dico quale dei due sistemi sia auspicabile, anche perchŔ non lo so, dico
>solo che questi sono sistemi "coerenti" seppur estremizzati ed ogni forma
>mista intermedia alle due (che potremmo chiamare per semplicitÓ "libero
>mercato" e "welfarista") Ŕ un compromesso e come tale genera incongruenze.


il punto critico da stabilire e' che ruolo vogliono avere gli EC forse se
capiamo bene questo possiamo stabilire con calma cosa fare per il futuro.


>Cordiali saluti
>
>Lapo Sergi
>
altrettanto e buone ferie a tutti



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