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LEGISNET - Luca Giacopuzzi - luca a LEGISNET.IT
Mar 6 Nov 2001 02:03:24 CET


Pippoonline wrote:

"Sono l' amministratore della PIPPOONLINE srl (...),
 che ha un grosso problema:  vorrebbe avere un dominio PIPPOONLINE.IT che
attualmente è in uso da altra persona pertanto volevamo chiedervi se cè la
possibbilità di poter fare la richiesta di tale dominio.
Ramires Pantaleo"

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Rispondo evidenziando sinteticamente la tutela giuridica che può invocare
chi abbia subito "attacchi" da un domain grabber (che poi, l'assegnatario
del dominio pippoonline.it sia realmente un cybersquatter ciò è tutto da
verificare, nè mi è dato saperlo, dal momento che non conosco la vicenda
concreta in cui è coinvolto il Sig.Pantaleo) :-))

Schematizzando:

1. GIUSTIZIA ORDINARIA (con ricorsi ex art. 700 c.p.c.):
A mio parere, da una lettura complessiva delle decisioni si ha la sensazione
di trovarsi di fronte ad una giurisprudenza "ondivaga" (anche se - e ciò mi
conforta - le ultimissime pronunce, dopo l'aberrante "giurisprudenza
toscana", sono tornate a riproporre l'orientamento tradizionale, e cioè non
dubitano dell'appartenenza del DN, da un punto di vista giuridico, alla
categoria dei segni distintivi).

Emerge, insomma, un dato allarmante: mancando una disciplina legale tipica
per i nomi dominio, ogni Tribunale ha seguito un ragionamento logico
individuale, in modo tale che ogni decisione, valutata in sé, appare
perfettamente corretta e coerente, ma applicando i principi dell'una alle
soluzioni dell'altra, possono in certi casi ottenersi giudizi discordanti.

Ed allora un soggetto che desideri promuovere una vertenza su un nome a
dominio può "guardarsi attorno", ossia può non rivolgere lo sguardo
unicamente verso il Tribunale, perché ci sono dei metodi di risoluzione
delle controversie alternativi rispetto alla composizione giudiziale delle
liti.  Essi sono essenzialmente due: il giudizio arbitrale e la procedura di
rassegnazione.

2. GIUDIZIO ARBITRALE:
tralascio di spiegare come tecnicamente avvenga la procedura (in sé molto
semplice), anche perché tutte le informazioni a tal riguardo necessarie si
possono reperire sul sito della NA, e vado invece ad evidenziare i vantaggi
di questa procedura che sono:
1. competenza dell'arbitro (spesso, infatti, in questo settore altamente
specialistico, l'arbitro ha una preparazione specifica superiore a quella
del Giudice);
2. celerità della procedura (la decisione deve essere emessa entro 90 giorni
dalla costituzione del collegio

Gli svantaggi sono essenzialmente quelli di ogni arbitrato irrituale, e
quindi la relativa difficoltà di dare esecuzione alla decisione, nel caso in
cui una parte non rispetti la decisione dell'arbitro.
(Ma, va notato, questo è un arbitrato irrituale sui generis, perché le
decisioni sono immediatamente esecutive nei confronti della RA ed inoltre
gli arbitri possono emettere misure cautelari).
Il vero limite, invece, che è facile profetizzare ne pregiudicherà il
successo pratico, è dato dai costi elevati (nell'unica procedura giunta a
compimento il costo è stato di L.23.200.000, oltre IVA ed accessori di
legge).

3. PROCEDURA DI RIASSEGNAZIONE:
La procedura ha come scopo esclusivo la verifica del titolo all'uso od alla
disponibilità del DN e l'indagine sulla malafede del registrante: ogni altro
tipo di accertamento dovrà essere devoluto ad un giudice o ad un arbitro.

Che sia uno strumento efficace è ormai assodato e ciò è testimoniato anche
dal crescente successo che la procedura sta incontrando presso il pubblico
(ad oggi si contano oltre 80 decisioni).

Ovviamente presenta lati negativi (tra cui la possibilità che l'attuazione
della decisione sia vanificata dall'instaurazione - entro 15 giorni dalla
pronuncia del saggio - di una causa ordinaria dinanzi all'Autorità
Giudiziaria), ma senz'altro superiori sono i "punti di forza": la competenza
del saggio, i costi contenuti e la celerità della procedura, abissale se
paragonata ai tempi della giustizia ordinaria.

Quindi -  e per concludere -  invito a considerare che, nell'ambito di una
contesa su un dominio, oltre alla composizione giudiziale delle liti, ci
sono strumenti di risoluzione alternativi: il giudizio arbitrale e la
procedura di rassegnazione, che presenta senza dubbio profili di assoluto
interesse.

Luca Giacopuzzi, VR



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