Tentativo di spiegazione per R.Roversi

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Mer 7 Nov 2001 03:01:32 CET


Commento il msg di R.Roversi a E.Fogliani:

> non si capisce cosa vuoi dire
>

Se non ho capito male, il succo e' che siccome e' ormai data per assodata
ed inevitabile l'imminente esautorazione dei compiti normativi della attuale
NA e' sostanzialmente inutile esibire la motivazione che il CE e' impegnato
nel compito di predisporre un nuovo statuto per giustificare la non presa in
esame delle proposte formali pervenute al CE.  In sostanza, E. Fogliani
sembra dire che ,  visto che di un nuovo statuto ce ne facciamo ben poco se
poi non esisteremo piu' non conviene forse risolvere quelle piccole questioni
rimaste ancora aperte e ai tempi rimandate ?

Sulla risposta di P.Bini (tutto ok stiamo lavorando regolarmente) ho qualche
perplessita' perche' tre componenti del CE se ne sono andati e di qui a poco
piu' di un mese le 'decisioni' del CE diventeranno solamente delle normali
'opinioni' . Vabbe'...

Ne approfitto per aggiungere una breve nota relativa alla 'azione di
responsabilita' a cui R.Roversi accenna...

Temo che non ci siano i presupposti per intraprendere una azione di
responsabilita' semplicemente perche' la assemblea , da statuto, non ha
poteri decisionali diretti. Qualsivoglia decisione presa in assemblea diventa
efficace se e solo se il CE ne emette opportuna norma e tale norma non
viene respinta entro i 10 giorni con il veto del presidente . L'unica cosa che
puo' fare l'assemblea per tutelarsi da un CE che non segue la volonta'
propositiva assembleare e' quella di indire una assemblea straordinaria (con
il quorum di un quinto dei presenti alla precedente etc...) e procedere alla
elezione di un nuovo CE.
La assemblea non decide MAI qualcosa direttamente.
L'unica fase decisionale diretta e' la elezione delle cariche che per giunta
sebbene lo statuto specifichi debba essere a voto pubblico si e' ultimamente
tenuta a voto segreto (e non si sa bene perche', forse).
Non sono un avvocato ma credo che intentare una azione di responsabilita'
(che credo presupponga un preciso rapporto di 'mandato') in questo scenario
mi sembra sia una strada poco percorribile...
Che poi la situazione di fatto possa anche suscitare tale desiderio e' tutt'altra
cosa...

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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