Confermata legittimità di NA, MAP e arbitrato NA

Enzo Fogliani fog a FOG.IT
Gio 15 Nov 2001 10:20:47 CET


Salve a tutti.

        Ritengo cosa utile segnalare una ordinanza della magistratura ordinaria
che ha sancito la legittimità dell'arbitrato previsto dalle regole di
naming e della MAP (e quindi della NA che ha posto tali regole)
respingendo un ricorso ex art. 700 in quanto era già in corso un
arbitrato.

        Il tribunale di Monza (ord. 26.5.2001) ha infatti cosi' ritenuto:

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Sulla natura arbitrale del procedimento di cui aIl'art.15 delle Regole
di  Naming. - appare  fondata invece l'eccezione di parte resistente
relativa alla pendenza di giudizio arbitrale irrituale relativo alla
stessa controversia qui azionata in sede cautelare; la  resistente
infatti  ha dimostrato  l'avvio  del procedimento  arbitrale  previsto
dall'art.  15  delle regole di Naming (prodotte in parte dalla
ricorrente, ma agevolmente reperibili all'interno del sito www.nic.it,
sì da considerarsi rientranti addirittura nella sfera del "notorio"), da
parte della stessa ricorrente, ove le argomentazioni esposte sono
sovrapponibili in buona sostanza a quelle redatte a corredo del ricorso;
il procedimento  in questione  appare  qualificabile effettivamente
come arbitrato  irrituale,  in  sintonia con la  definizione in tal
senso contenuta nelle stesse regole del Naming,  atteso che,
nonostante  l'utilizzo diffuso    di    espressioni   linguistiche
tipiche dell'attività  giurisdizionale,  dirimente risulta  la
previsione di poteri'" cautelari" in capo al collegio arbitrale  in
pendenza della  procedura  (art. 15.5); infatti, com'è noto, tale
potestà è preclusa nell'arbitrato rituale  dall'art.  818  c.p.c.,
sicché l'interpretazione  della  clausola,  nel  senso  che  la stessa
possa avere un'efficacia giuridica (arg. ex art. 1367  c.c.),  deve
condurre  alla  qualificazione  in termini di irritualità; in sostanza
la clausola
  compromissoria  in questione risolve  il  problema,  caratteristico
dell'arbitrato irrituale, della compatibilità del modulo di soluzione
pattizio della  controversia  eletto  dalle  parti  con l'eventuale
insorgere   di   esigenze   di   urgenza, abilitando  il  collegio
decidente a porre  in essere decisioni interinali e provvisorie,  sempre
basate sul consenso preventivo delle parti,  ed aventi natura ed
efficacia contrattuali;  la inesecutività con i mezzi giurisdizionali
dei  provvedimenti  in  questione  nel frangente è supplita dalla
competenza ad attuarli in capo ad un soggetto terzo inter partes  (la
RA),  che garantisce l'ottemperanza spontanea; questo Giudice reputa
altresì che identica sia la causa petendi dei due "giudizi" (in caso
contrario, se cioè il Collegio arbitrale dovesse decidere sulla base di
disposizioni   esclusivamente   contrattuali, nessun ostacolo potrebbe
sorgere sul piano della disponibilità della tutela  cautelare ordinaria
a tutela dei diritti assicurati dall'ordinamento giuridico generale:
cfr. i rapporti fra il Giurì del CAP e la tutela ordinaria davanti al
Giudice, sulla base della disciplina sulla proprietà industriale e sulla
concorrenza sleale); infatti il Collegio arbitrale decide "secondo
equità", sulla  base  delle  regole  di  naming  e delle norme
dell’ordinamento italiano (art. 15.6);   analoga conferma nasce
dall'esame della procedura "amministrativa" di cui all'art.  16,  ove la
sovrapponibilità dei termini giuridici  è  ancora più  evidente,  e  si
menzionano appunto alla tutela del marchio contro l’uso confusorio del
dns (art.  16.6,  norma che la stessa ricorrente, nell'atto  di  nomina
del  proprio  arbitro,  reputa applicabile altresì al procedimento ex
art. 15); al riguardo non è decisivo che la ricorrente agisca qui per
chiedere la inibitoria all'uso del segno, laddove nel  procedimento
arbitrale  il petitum è  ovviamente soltanto la riassegnazione del nome
di dominio fatto costitutivo  di   entrambe   le  pretese   è   infatti,
chiaramente ed  inequivocamente, la tutela del marchio Cybersearch
contro  la  contrattazione  a  mezzo  di gestione di sito web,  sicché
alcuna causa di merito potrebbe   essere   instaurata   davanti
all'Autorità Giudiziaria all'esito della concessione della cautela
invocata;  addirittura,   l'oggetto  dei  procedimento  arbitrale appare
più ampio, siccome esteso, in ipotesi, altresì alle situazioni ove il
domain name è   stato registrato, eppure non viene di fatto utilizzato,
restando il sito inattivo;  in queste ipotesi problematica sarebbe  la
tutela del segno distintivo,  laddove la procedura di cui  all'art.  15
assicura  all'instante  una  tutela "anticipata" rispetto all'uso
effettivo confusorio  ogni  perplessità  sul  fatto  che,
evidentemente,  la tutela cautelare giurisdizionale offerta dal settore
normativo specifico dei marchi registrati (artt. 61 ss. l. mar.) offre
strumenti più efficaci e di più ampia portata, non può essere nemmeno
prospettata, atteso che l'inconveniente discende   dalla   scelta  di
parte ricorrente di sottomettersi alla procedura arbitrale, così
"rinunziando"   pro   tempore   alla   tutela   giurisdizionale;
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Il testo completo della decisione si trova su:
http://www.fog.it/giurisprud-inf/or-01-0526-t.htm


    Enzo Fogliani.

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