Re: conferma lettimità!! di che????

Gian Carlo Ariosto ariosto a WINCOM.IT
Mer 21 Nov 2001 21:17:45 CET


At 18.14 21/11/01 +0100, Alessandro Nosenzo wrote:

>Sono io che non ricevo la posta o mi sembra che questo sia il primo
>messaggio su questo
>argomento.
>Non capisco il riferimento a polemiche che mi devo essere perso cosi' come
>l'intervento dell'Avv.
>Fogliani citato.
>
> > L'omologa citata della conferma di legittimità se non erro, è legata
> > ad'un procedimento di arbitrariato consensuale accettato con firma al
> > momento della sotToscrizione della lettera di AR. E NON AD UN
> > PROCEDIMENTO IMPOSTO DA UNA PARTE E SUBITO DA UN TERZO.
>
>Con la firma della lettera di assunzione di responsabilita' chi registra
>un nome a dominio dichiara
>di accettare le regole di naming che, fra l'altro prevedono la procedura
>di riassegnazione.
>Naturalmente tale procedura non deroga alla competenza dell'Autorita'
>Giudiziaria e quindi Lei
>potra' sempre e comunque far valere i Suoi diritti davanti al Giudice.
>Certo il ricorso al Giudice e'
>meno rapido e piu' costoso di una procedura di riassegnazione e questo
>spiega il frequente
>ricorso a questa procedura. Non dimentichi che il precedente Ministro
>della Giustizia ha sempre
>auspicato la soluzione di dispute tramite procedure esterne ai Tribunali.
>Nel caso specifico non si
>tratta di arbitrato ma di procedura amministrativa quindi ancora piu'
>accettabile specie se "subita"
>da una parte.
>Del resto se "l'altra" parte Le avesse fatto una causa civile Lei avrebbe
>"subito" allo stesso modo
>la decisione unilaterale di agire nei Suoi confronti esattamente come la
>procedura amministrativa
>con la differenza che in ques'ultimo caso Lei non paghera' nulla di
>procedura amministrativa
>mentre in caso di vertenza civile potrebbe anche essere condannato a
>pagare le spese. (cosa che
>mi auguro non accada).

Faccio un po' di cronistoria...
La discussione (threads "procedure non ammisibili per lettere ar
antecedenti 08\2000??" e "contestazione o arbitrariato" iniziati da
info a iocisono.it rispettivamente il 2/11 e il 4/11) verteva sul fatto che,
alla data della firma della lettera di AR, le procedure di riassegnazione
tramite gli Enti Conduttori non esistevano ancora, e quindi il sig. Cicalò
sostiene che, avendo egli accettato solo le regole di naming allora
vigenti, la procedura di riassegnazione non sarebbe applicabile.
Dopo alcuni scambi di messaggi in lista, per non tediarVi tutti avevo
risposto privatamente al sig. Cicalò, sostenendo quanto segue:
"La procedura di riassegnazione, la partecipazione alla quale NON è
obbligatoria (nessuno può costringere la controparte a costituirsi, ma
chiaramente la mancata costituzione fa venir meno la possibilità di esporre
al saggio le proprie ragioni) ha l'obiettivo di ridurre tempi e costi
rispetto alle vie legali ordinarie, ma essendo una procedura amministrativa
non può sostituirle interamente: solo l'arbitrato, se sottoscritto da
entrambe le parti, sostituisce completamente (e inappellabilmente) le vie
legali.
Chi perde la procedura di riassegnazione, però, dovrebbe essere fortemente
demotivato ad affrontare una causa, visto che avrebbe ottime possibilità di
perderla e di essere condannato al pagamento delle spese legali di
controparte per lite temeraria... il mio avvocato, tuttavia, ha in studio
una targa con scritto "Gli stolti e gli ostinati fanno ricchi gli avvocati"!"
Ora, a seguito della pubblicazione da parte di Enzo Fogliani di una
sentenza riguardante un altro caso, dove il Giudice ha dichiarato
inammissibile il ricorso alla giustizia ordinaria, essendo pendente un
arbitrato, il sig. Cicalò ritorna alla carica, sostenendo che qui il
Giudice ha legittimato l'arbitrato e non la procedura di riassegnazione, e
che quindi la procedura di riassegnazione in cui è stato coinvolto era
illegittima.
Mi pare invece che il Giudice abbia detto ben altro:
"questo Giudice reputa altresì che identica sia la causa petendi dei due
"giudizi" (in caso contrario, se cioè il Collegio arbitrale dovesse
decidere sulla base di disposizioni esclusivamente contrattuali, nessun
ostacolo potrebbe sorgere sul piano della disponibilità della tutela
cautelare ordinaria a tutela dei diritti assicurati dall'ordinamento
giuridico generale: cfr. i rapporti fra il Giurì del CAP e la tutela
ordinaria davanti al Giudice, sulla base della disciplina sulla proprietà
industriale e sulla concorrenza sleale);
infatti il Collegio arbitrale decide "secondo equità", sulla base delle
regole di naming e delle norme dell’ordinamento italiano (art. 15.6);
analoga conferma nasce dall'esame della procedura "amministrativa" di cui
all'art. 16, ove la sovrapponibilità dei termini giuridici è ancora più
evidente, e si menzionano appunto alla tutela del marchio contro l’uso
confusorio del dns (art. 16.6, norma che la stessa ricorrente, nell'atto di
nomina del proprio arbitro, reputa applicabile altresì al procedimento ex
art. 15);"
E' interessante notare che il nome a dominio contestato in questa causa è
stato registrato a giugno 2000, quindi PRIMA che venissero introdotte le
procedure di riassegnazione (Regole di Naming versione 3.3 del 28 luglio
2000): ciò nonostante, il Giudice ha considerato le procedure nella sua
decisione.

Cordiali saluti.
Gian Carlo Ariosto

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