Abc...legitti mità procedur e riassegnazione????

Daniele Cicalò info a IOCISONO.IT
Ven 23 Nov 2001 12:18:34 CET


cybersearch.it


Immaginavo che cybersearch.it fosse stato soggetto alla procedura consensuale
prevista alla sottoscrizione della lettera AR.
Chiunque sottoscrive un contratto deve rispettarne i termini, e in quel caso
entrambi hanno sottoscrito la lettera di delega all'arbitrariato.


http://www.nic.it/NA/arbitri link del sito contenete la procedura arbitrale.

/24-Apr-2001: dominio cybersearch.it
La procedura arbitrale è terminata il giorno 03.08.2001 con la emissione della
relativa Decisione Arbitrale.


Quindi come ben ricordavo niente a che vedere con le procedure di
riassegnazione.
In molti che ringrazio scrivono approvando ciò che dico, e qulcuno invece mi
dice che grazie alla procedura non ho speso una lira ( ricordo crdd, x rusconi,
domain name gente.it ).
Probabilmente chi mi scrive questo ha una segretaria a cui demanda di demandare
a terzi, io no.
Io non avevo nemmeno i soldi per nominare un tirocinante di studio legale che
rispondesse alla replica, quindi oltre a essere a corto di soldi ho passato
decine di giorni interi a costruire la replica, giorni che nessuno ha PAGATO.

La decisione del saggio "non ha alcun valore" al contrario ( credo di quelle
emesse dalla WIPO )
Per dovere di cronaca Vi comunico quindi che il giorno 20\11\01 c’ è stata la
prima udienza del caso rusconi <>> gente.it  presso il  tribunale di Pisa,
aggiornata al 15 febbraio 2002. a mio totale discapito economico.
Ricordando l’articolo 100 della legge sul diritto d’autore si cita: . “Il
titolo dell'opera, quando individui l'opera stessa, non può essere riprodotto
sopra altra opera senza il consenso dell'autore.
Il divieto non si estende ad opere che siano di specie o carattere così diverso
da risultare esclusa  ogni possibilità di confusione”

Se il giudizio del saggio non ha alcun valore gli arbitri sentenziando
condizionano le parti a muoversi per forza per vie legali.
Ho notato che le regole prevedevano tre punti sinergici come cardine del torto
e della ragione cosa che ultimamente mi sembra un pò deviata, un arbitro non
deve essere un legale e quindi può non avere chiaro ciò che è una legge e avere
una libera interpretazione di quanto ha sottomano.
Il caso ARMANI.COM dovrebbe essere la “regola” delle procedure, ho visto che la
crdd sta per giudicare un altro dominio legato ad una parola comune ( sul
vocabolario d’inglese) TENDERLY.IT ( teneramente ) quale metro verrà usato
mondoconvenienza.it o donna.it ???

“ Presupposto della procedura di riassegnazione dei nomi a dominio di cui
all’art. 16.6 delle regole di naming è la contemporanea sussistenza di tre
elementi diversi:
·            a) il nome a dominio contestato è identico o tale da indurre
confusione rispetto ad un marchio su cui il ricorrente vanta diritti, o al suo
nome e cognome;
·            b) l'attuale assegnatario non ha alcun diritto o titolo in
relazione al nome a dominio contestato;
·            c) il nome a dominio è  stato registrato e viene usato in mala
fede.

Se il ricorrente prova che sussistono assieme le condizioni A e C di cui sopra
ed il resistente non prova a sua volta di avere diritto o titolo in relazione
al nome a dominio contestato, quest'ultimo viene trasferito al ricorrente.  “

Nel caso mondoconvenienza davanti ad un marchio si è secondo le coordinate
previste dalle regole valutato tutta la sinergia di intenti senza la replica
del resistente.
Nel caso vetrauto invece si è addirittura dichiarato L’USO CHE SE NE SAREBBE
FATO IN FUTURO” stupendo se qualcuno sa che numeri escono al prossimo super
enalotto me li mandi.
Questo comportamento è notabile in altre decisioni non le ricordo a memoria ma
vi garantisco che le leggo tutte e in tutti gli enti.
MI sembra che in BLUOFFICINA.IT sempre trattato da  CRDD ci sia questo passo:



Con riguardo alla dimostrazione peraltro di un eventuale uso del dominio, si
aggiunga che la stessa avrebbe potuto essere fornita dalla resistente con un
elenco di persone titolari di un indirizzo e-mail presso il dominio
bluofficina.it, visto che l’unico servizio che almeno apparentemente appare
erogato dal sito raggiungibile tramite il dominio bluofficina.it è quello per
la creazione di un indirizzo e-mail. Questo uso avrebbe, se dimostrato, potuto
eventualmente essere considerato degno di tutela, dal momento che ci sarebbero
potuti essere utenti per i quali il recapito @bluofficina.it avrebbe potuto
costituire l’indirizzo elettronico di riferimento, magari già speso nei
rapporti con i terzi. La mancata allegazione di tale circostanza non può che
deporre, a contrario, per la probabile mancata attivazione o comunque
diffusione del servizio.

IL SAGGIO è L’UNICO CHE PUO’ CHIEDERE PROVE AGGIUNTIVE, per cui se ciò era
determinate avrebbe dovuto chiederle e non avvallarle ma non ottenerle cosa che
ha pregiudicato il risultato del giudizio a favore della ricorrente.

Questo mi risulta successo anche in donna.it nel quale si cita: “mentre sul
punto il resistente si limita ad una mera affermazione non suffragata da alcun
elemento probatorio, laddove sostiene che le persone che hanno contattato il
sito ‘donna.it’ non avrebbero avuto l’intento di trovare la rivista ‘Donna’
della Rusconi Editore. In mancanza di alcuna dimostrazione di tale affermazione”

Io credo che gli enti conduttori stiano fallendo il loro compito complicando
solo la vita a chi gli capita sotto.
Molti dicono che la legge di Internet è selvaggia, non è vero.
Quando io ho registrato i domini avevo poche nozioni di leggi ed altro, ho solo
valutato dei nomi se erano idonei ad essere utilizzati per fare dei portali in
cui acquisire la pubblicità, il vocabolario italiano ha poche parole che si
prestano per progetti verticali e di conseguenza l’omonimia con le testate è
ampia.
Al momento di registrarli mi sono letto le regole decine di volte fino a capire
che avrei potuto registrare qualsiasi nome nel rispetto delle leggi italiane,
cosa che ho fatto.
La ricerca sui depositi di marchi non ha dato riscontri oggettivi, e quindi con
mio ampio consenso il mio investimento è andato avanti, alcuni in seguito li ho
ceduti anche a titolo gratuito fra cui  nomi stupendi, o da grandi business
come HARD.IT e ho tenuto solo nomi legati a contenuti generici e ampliamente
commerciabili.
Tutt’oggi se trovo un nome che mi piace lo compro e lo utilizzerò in seguito
come chi edifica che compra oggi un terreno e quando ha i soldi edifica.
Internet è per i poveri non per i baroni, io sono un povero che ha davanti un
progetto ben chiaro, alcune situazioni di prepotenza non mi fermeranno
sicuramente.
L’anno scorso ho partecipato alla riunione della Naming a Pisa e su un mio
intervento chiaro sulla liberalizzazione della vendita dei nomi a dominio
registrati nel rispetto delle leggi italiane mi fu detto dal rappresentante
legale “ sono già vendibili con l’agosto è stata prevista la cessione
consensuale “ questo è l’errore più grande di definizione che esista.
Le procedure però prevedono per un importo “equo”  oltre diventa speculazione e
quindi se io volessi vendere cinofilia.it a qualcuno e chiedessi 10.000.000
perché sono 2 anni che lo inserisco nei motori di ricerca “un” arbitro
interpellato potrebbe darlo a qualsiasi negozio per cani che fornisse i
documentazione della trattativa.

SI STA’ SCHERZANDO VERO!!!!!!!!!!

Credo che Internet sia come la pubblicità di blu “ il futuro che non c’era ”
ok! chi dorme non prende pesci.
Se armani.com è stato registrato nel 95 da un americano la colpa è di colui che
occupandosi del marketing a livello mondiale a sottovalutato il Web.
In dvditalia.it sempre crdd si cita:
Si ritiene quindi che il ricorso sia stato proposto in malafede.
In america è punito alla pari.
IL leggere tutte le sentenze è noioso comeun secondo lavoro, però è utile a
capire la mancanza di equità e di una linea chiara sia per chi resiste sia per
chi legge.
La wipo.org è un ente omologato e riconosciuto per il valore delle sue sentenze
per l’equità.

Ricordo a chi vuol registrare un bel dominio che nemmeno la naming a pensato di
tutelare wipo.it quindi chiunque può aprire un domnio “  Web    Italiano
Progettiamo  Organiziamo” chi può definirla irregolare come registrazione???

Per favore valutate cosa ho detto e se gli enti di arbitrariato sono
necessari,  se qualcuno valuta di aver subito un torto ci sono i giudici di
pace e gli art. 700 che sono veloci e costosi al pari di una procedura ma gli
enti sono solo l’anticamera del tribunale.
ps. donna.it ricorso accolto cita il sito crdd, perchè non è stato
trasferito??' ipotesi ricorso alla magistratura o che??????
perche non vi è traccia su crdd, per dare speranze a qulche altro audace??????
CHIAREZZAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ACCETTO QUALSIASI COMMENTO.

Cordiali saluti
Daniele Cicalò
338 43 55 672



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