Potere, essere e sembrare... (long)

Vittorio Bertola vb a VITAMINIC.NET
Lun 3 Set 2001 12:50:17 CEST


On Fri, 31 Aug 2001 22:50:34 +0200, you wrote:

>Proprio il tuo messaggio, peraltro, conferma alcune delle mie perplessità:
>forse non sono in corso contatti con l'attuale governo per negoziare una
>soluzione legislativa / regolamentare di soddisfazione, ma certo è che state
>discutendo questioni che - a mio parere - non possono essere discusse e,
>successivamente, decise senza passare per una ampia ed approfondita
>valutazione del'intera lista.

Questo mi sembra sottinteso, pero' e' necessario che prima ci sia
qualcosa da discutere. A me e' sembrato piu' produttivo che prima ci
sia l'accordo su una proposta all'interno del CE, almeno come punti di
partenza, e poi la lista ne discuta - fatto il salvo che nessuno vieta
ad alcun membro di iniziare la discussione: io l'ho fatto in un paio
di occasioni, qualcun altro anche, ma purtroppo non ho visto in lista
tutta questa voglia di discutere. Questo per dire che puoi anche
pensare che i membri del CE abbiano dedicato una percentuale troppo
ridotta del proprio tempo alla NA (ma ti garantisco che non e' vero, e
che l'impegno c'e' stato), ma non mi sembra che nessuno abbia mai
impedito a chi volesse di partecipare al lavoro o perlomeno di
pungolare il CE.

>Ed ora, se me lo consentite (mi scuso della lunghezza del messaggio), vorrei
>individuare alcuni punti per una futura, auspicabile discussione sulla lista
>di quello che il CE pretende invece di decidere autonomamente:

Questo e' quello che mi interessa (beh, mi interessa anche capire
perche', se volessimo "decidere autonomamente", anche ammesso che sia
fattibile, mi sarei preso la briga di aprire questa discussione... ma
lasciamo perdere):

>1. in primo luogo, occorre che ci chiariamo una volta per tutte quale è
>l'assetto che intendiamo (tentare di ) dare ai rapporti tra NA e RA: se NA
>deve scrivere le regole e RA deve applicarle allora è evidente che RA
>manterrà un certo grado di discrezionalità nella applicazione (si tratta pur
>sempre di norme da interpretare), ma è anche vero che non può chiedere di
>introdurre nelle regole medesime dei veri e propri "gradi di giudizio" per
>bloccare l'operatività di regole scritte ed approvate.  Se decidiamo di
>muoverci su questa base, allora sarebbe opportuna la stipula di un accordo
>tra NA e RA, che potrebbe disciplinare anche l'allocazione della
>responsabilità derivante dall'applicazione delle regole (che mi pare un
>argomento divenuto improvvisamente molto caldo): non possiamo impedire che
>qualcuno faccia causa a RA, ma NA potrebbe obbligarsi a tenere indenne RA
>dalle conseguenze economiche di queste cause (credo che le conseguenze
>economiche siano le uniche che ci possiamo attendere, dato che non mi pare
>ci sia la possibilità di procedimenti penali), NA - poi - potrebbe
>assicurare il rischio in questione ed il cerchio si chiuderebbe.

L'idea e' interessante, ma ne vanno capiti i limiti. Visto che i soldi
derivanti dal business li incassa la RA, anche il relativo rischio e'
tendenzialmente suo, o meglio: mi piace l'idea di sollevare la RA
dalle responsabilita', pero' la NA puo' rispondere al massimo con il
proprio patrimonio, che sarebbe sostanzialmente il finanziamento
ricevuto dalla RA. A questo punto, immagino che un legale saprebbe
dirmi cosa succede: se la NA non e' in grado di rispondere del danno?
E' fattibile, in pratica, una assicurazione di questo rischio a cifre
ragionevoli?

>2. risolta la prima questione, occorre stabilire quale debba essere la
>natura giuridica di NA: associazione, società, ONLUS, consorzio ?
>personalmente credo che NA sia una associazione

Onestamente, non essendo un legale, non credo di cogliere bene tutte
le differenze tra "associazione" e "ONLUS", anzi se qualche legale
potesse evidenziarle gliene sarei molto grato.



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe