R: Potere, essere e sembrare... (long)

Pierfranco Bini bini a FASHIONWEB.NET
Lun 3 Set 2001 14:45:23 CEST


> la mia uscita, secondo te, è "ridicola", ma come definisci il fatto che -
> soltanto dopo la mia uscita (e qualche altro messaggio, cui tu fai
> riferimento, ma che in realtà mi pare soltanto il messaggio di
> Bertola) - ti
> sei dato la briga di comunicare alla lista lo stato delle
> valutazioni che il
> CE sta conducendo.
Solo per essere precisi, non penso che la tua uscita sia stata ridicola tout
court, ma certamente la storiella degli accordi te la potevi risparmiare.
So bene che hai voluto provocare una reazione: per questo ho fatto fatica a
rispondere, ma stai pur certo che se non ci fosse stato quel mail precedente
di Vittorio che trattava il merito della questione, mi sarei ben guardato
dal darti questa soddisfazione... comunque sono certo che anche per te le
dietrologie sono ridicolaggini.


> Proprio il tuo messaggio, peraltro, conferma alcune delle mie perplessità:
> forse non sono in corso contatti con l'attuale governo per negoziare una
> soluzione legislativa / regolamentare di soddisfazione, ma certo
> è che state
> discutendo questioni che - a mio parere - non possono essere discusse e,
> successivamente, decise senza passare per una ampia ed approfondita
> valutazione del'intera lista.
Su questo sono d'accordo, ma i miei dubbi personali non sono il centro del
dibattito del CE e, come si e' visto dopo il messaggio di Vittorio, non
sembra che la lista in realta' sia molto reattiva su questi aspetti.


> In questo momento la natura giuridica di NA non è chiarissima.
> Ipotizziamo
> che si tratti di una associazione non riconosciuta, i cui componenti
> eleggono un comitato esecutivo, cui sono delegati alcuni poteri.  Ebbene,
> nel momento in cui si discute della modifica della natura giuridica
> dell'associazione, della eventuale istituzione di nuovi organi, della
> sottoscrizione di accordi estremamente rilevanti per la vita
> dell'associazione (o del nuovo ente che risulterà dalla
> trasformazione), in
> quel momento - dicevo - il comitato esecutivo ha il dovere (giuridico,
> probabilmente, morale, di sicuro) di consultare tutti gli iscritti,
> consentendo loro la massima partecipazione al processo decisionale.
Infatti come ho scritto alla fine del mio messaggio, quale che sia la mia
(personale) visione delle cose, il nostro mandato ci impone di restare, per
cosi' dire, nel seminato.


> Inoltre nel tuo messaggio, e questo acuisce le mie perplessità, tu fai
> riferimento ad un modello che avresti in mente.  Ma nel messaggio
> immediatamente successivo Vittorio Bertola sembra descrivere una
> situazione
> ancora da precisare e fa espresso riferimento (molto correttamente, a mio
> parere) alla necessità di ascoltare tutti gli "input".
Capisci perche' intervengo di rado? Se dico che ho in mente un modello, non
significa *assolutamente* che questo sia cio' che il CE sta cercando di
realizzare. Spero di aver specificato con chiarezza che parlavo a titolo
personale.
Naturalmente concordo con Vittorio sulla necessita' di ascoltare tutti gli
input, ci mancherebbe.


> 1. in primo luogo, occorre che ci chiariamo una volta per tutte quale è
> l'assetto che intendiamo (tentare di ) dare ai rapporti tra NA e RA: se NA
> deve scrivere le regole e RA deve applicarle allora è evidente che RA
> manterrà un certo grado di discrezionalità nella applicazione (si
> tratta pur
> sempre di norme da interpretare), ma è anche vero che non può chiedere di
> introdurre nelle regole medesime dei veri e propri "gradi di giudizio" per
> bloccare l'operatività di regole scritte ed approvate.  Se decidiamo di
> muoverci su questa base, allora sarebbe opportuna la stipula di un accordo
> tra NA e RA, che potrebbe disciplinare anche l'allocazione della
> responsabilità derivante dall'applicazione delle regole (che mi pare un
> argomento divenuto improvvisamente molto caldo): non possiamo impedire che
> qualcuno faccia causa a RA, ma NA potrebbe obbligarsi a tenere indenne RA
> dalle conseguenze economiche di queste cause (credo che le conseguenze
> economiche siano le uniche che ci possiamo attendere, dato che non mi pare
> ci sia la possibilità di procedimenti penali), NA - poi - potrebbe
> assicurare il rischio in questione ed il cerchio si chiuderebbe.
Mi fa piacere vedere che condividi la necessita' di dare alla NA la
responsabilita' che deriva dall'applicazione delle regole di Naming, ora
vorrei sapere in  pratica secondo te come si potrebbe realizzare la cosa.
Che tipo di accordo potrebbe "tenere indenne la RA"? Qui siete voi giuristi
che potete esprimere un parere qualificato.
Io proponevo semplicemente che policy board e registro fossero emanazione di
un unico ente, in modo che questo problema non si ponesse proprio, ma se
esistono altre strade praticabili, esploriamole.

>
> 2. risolta la prima questione, occorre stabilire quale debba essere la
> natura giuridica di NA: associazione, società, ONLUS, consorzio ?
> personalmente credo che NA sia una associazione
Intendi a tutt'oggi o dopo la revisione dello statuto?

> Da quello che ho letto oggi, non mi pare che il CE abbia già
> compiuto tutti
> i passi di cui sopra e auspico che la lista sia effettivamente coinvolta
Ed io pure.



Saluti a tutti,

Pierfranco Bini



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