Potere, essere e sembrare... (long)

Alessandro Biasiolo wonx a KATAMAIL.COM
Lun 3 Set 2001 16:35:34 CEST


Buongiorno a tutti
in risposta alla mail di Vittorio del 03/09/01 ore 12.49, e alla diatriba
apertasi da un mese a questa parte, di cui sono stato attento e silente
spettatore, invio le mie considerazioni prettamente personali.
Mi pare di capire che il dilemma di fondo relativo al nuovo statuto  sia il
rapporto mai chiarito NA-RA .
Occorre ricordare che la delega alla gestione del registro ".IT", che si
traduce nella registrazione nel database della radice dello IAT-CNR-RA quale
soggetto delegato, è stata conferita da Iana alla sola RA e non anche alla
NA.
La RA a sua volta esercitando i propri poteri di gestione del registro, ha
stabilito che le regole non vengano elaborate da un organo interno, policy
board o altro, bensi' da un organo esterno ed autonomo, e forse
indipendente, la NA.
Ne consegue che se la RA decide di esercitare il potere di gestione del
registro in modo diverso, è lo può sicuramente fare, la NA viene privata
della legittimazione ad elaborare le regole di Naming, anche se
contrattualmente la RA si è impegnata, si vedano i relativi contratti tipo,
verso i manteiner e i registranti manteiner di se' stessi ad osservare tali
regole (ma e' altro discorso).
Quindi o la RA formalizza la decisione di affidare le redazione delle regole
di naming alla NA, o la NA sarà sempre e comunque sotto la spada di damocle
di tale revoca, il che non mi pare la situazione ottimale e determina seri
dubbi sulla reale indipendenza della NA.
E' allora tale situazione che costituisce il nodo da sciogliere, o si
formalizza tale incarico o continueremo a girarci intorno all'infinito,
Passigli e C. permettendo.
Che la RA non voglia pagare per l'applicazione di norme da altri create può
essere forse condivisibile, ma e' sufficiente che ritiri la delega
riappropriandosi della funzione di elaborazione delle regole di naming, non
mi pare coerente continuare su questo equivoco di fondo, la NA è libera,
indipendente, però fino ad un certo punto le regole devono avere, come mi
pare avvenga, il gradimento della RA.
Inoltre la RA ha già gli strumenti per evitare responsabilità in materia di
nomi a dominio derivanti da lesione di diritti al nome e/o a segni
distintivi (marchi e così via), essi sono l'uso del potere discrezionale di
verificare, tramite la richiesta di ulteriore documentazione, se quanto
dichiarato dal registrante circa il titolo all'uso e/o la disponibilità
giuridica del nome a dominio sia se non vero, quantomeno verosimile.
Circa i quesiti di Vittorio
zip
>dirmi cosa succede: se la NA non e' in grado di rispondere del danno?
essendo la NA un'associazione non riconosciuta rispondono solidalmente , ex
articolo 38 C.C.., le persone che hanno agito in nome e per conto
dell'associazione, è da vedersi se tutti i componenti del CE e/o il solo
Presidente.


>personalmente credo che NA sia una associazione
Non mi pare sia qualificabile in maniera di versa, la NA è un'associazione
non riconosciuta.

>non credo di cogliere bene tutte
>le differenze tra "associazione" e "ONLUS"
Ai fini della responsabilità (chi paga) non vi è differenza infatti le ONLUS
costituiscono un'autonoma e distinta categoria di enti rilevante solo ai
fini fiscali, quindi o la NA si costituisce come associazione, fondazione,
comitato per atto pubblico ed ottiene il relativo riconoscimento che le
attribuisce personalità giuridica, divenendo un soggetto totalmente autonomo
dai propri componenti con la conseguenza che delle obbligazioni risponde
sempre e comunque il patrimonio dell'ente, o la situazione, circa la
responsabilità per le obbligazioni,  è uguale all'attuale anche se la NA
modifica lo statuto divenendo una ONLUS, ammesso che esistano i presupposti
.
Ciao e buon lavoro
Alessandro Biasiolo


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