Potere, essere e sembrare... (long)

Vittorio Bertola vb a VITAMINIC.NET
Mar 4 Set 2001 11:26:09 CEST


On Mon, 3 Sep 2001 16:35:34 +0200, you wrote:

>Buongiorno a tutti
>in risposta alla mail di Vittorio del 03/09/01 ore 12.49, e alla diatriba
>apertasi da un mese a questa parte, di cui sono stato attento e silente
>spettatore, invio le mie considerazioni prettamente personali.
>Mi pare di capire che il dilemma di fondo relativo al nuovo statuto  sia il
>rapporto mai chiarito NA-RA .
>Occorre ricordare che la delega alla gestione del registro ".IT", che si
>traduce nella registrazione nel database della radice dello IAT-CNR-RA quale
>soggetto delegato,  stata conferita da Iana alla sola RA e non anche alla
>NA.

Io ho riflettuto su questo problema anche perche' mi sono interessato
della situazione del .eu, che, a differenza del .it, nasce "vergine" e
quindi puo' essere organizzato nel modo migliore senza problemi di
transizione.

(Per chi non lo sapesse, nel caso del .eu l'Unione Europea affidera'
la gestione del registro, probabilmente con una gara, e ci sono vari
tentativi di costituire un policy board, con un ruolo simil-NA, che
pero' sono principalmente tentativi di influenzare l'assegnazione del
registro ad un determinato consorzio.)

Secondo me, la teoria (e sottolineo, la teoria) direbbe che la
soluzione piu' logica e' quella di scegliere un policy board no-profit
con determinati criteri di rappresentativita', e affidare ad esso la
delega; esso poi provvede ad effettuare una gara pubblica per affidare
la gestione operativa del registro, secondo le regole da esso
stabilite, ad una qualsiasi azienda for-profit, con un contratto a
termine che permette di sostituirla se essa non fornisce un buon
servizio alla collettivita'. In questo modo il fatto di accettare le
regole decise dalla "comunita'" non e' una "concessione" del registro,
ma e' un obbligo noto a priori che chiunque vuol partecipare alla gara
deve accettare: viene quindi a cadere il problema legato al "subire"
le regole, in quanto questo requisito viene messo alla base del gioco.
E nel caso il registro non funzioni e' possibile cambiarlo in modo
relativamente semplice, mentre il policy board dovrebbe essere
costituito in modo "istituzionale" in modo da non essere contestabile.

Comunque sia, in Italia partiamo da una situazione ben diversa, e una
ridelegazione non e' facilmente pensabile (secondo me puo'
realisticamente avvenire solo in due casi: a) la comunita' intera,
incluso il registro, decide d'amore e d'accordo che e' meglio
costituire una entita' ad hoc che gestisca sia la policy che
l'operativita', come e' successo in Canada; b) si muove pesantemente
il governo nazionale). Quindi lo IAT-CNR mantiene la propria delega, e
il rapporto con la NA, come giustamente dici tu, resta stabilito su
una base principalmente volontaria (per quanto uno dei requisiti di
ICANN sia la rappresentativita' della comunita' locale, e la
legittimita' di un organismo che gestisca il TLD nazionale senza
rappresentativita' sarebbe questionabile).

Cio' non toglie che sia molto meglio se questo rapporto viene
volontariamente formalizzato da entrambe le parti. Mi sembra che la
posta in gioco sia decisamente troppo grossa per continuare a basare
le relazioni solo su volonta' reciproche, strette di mano e gruppi
informali; siamo al punto in cui formalizzare le cose e' necessario a
garanzia di tutti (e con tutti intendo non solo NA e RA, ma
soprattutto tutto il Paese, il cui sviluppo dipende in parte
significativa dal buon funzionamento di Internet).

Il fatto che la delega sia in mano alla RA, comunque, fa pensare che
alla fin fine anche il ruolo di fare le regole resti a lei (che puo'
poi ovviamente delegarlo, come peraltro fa ora). In uno scenario di
questo tipo, il ruolo concettuale dell'"altro" (cioe' la NA) non e'
quello di fare il policy board tout court, ma di rappresentare per la
RA un interlocutore in un certo senso istituzionale, cosi' come lo
puo' essere per altri versi il governo: la NA e' l'entita' che
raccoglie ed esplicita il consenso di tutte le anime della comunita'.

Da questo scenario discende quindi che la RA e' l'entita' che gestisce
la registrazione di domini operativamente ma anche normativamente, che
la NA e' l'entita' che rappresenta la comunita' locale, e che la RA si
accorda con la NA per dare ad essa un adeguato peso nella formazione
delle regole e nelle altre decisioni, in modo da guadagnarne in cambio
quella legittimazione che le serve per "meritare" la delega. In altre
parole, le regole di naming vengono emesse dalla RA, ma attraverso un
meccanismo che garantisce che esse siano espressione della volonta'
della comunita' locale.

(Grazie invece per le info, a te, a Mario e a Riccardo.)



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