Sito Internet = giornale

Alessandro Nosenzo nosenzo a IDEA.IT
Lun 17 Set 2001 11:09:44 CEST


Grazie delle tristi notizie. Che i nostri Giudici ne capissero poco di
Internet era gia' noto, che poi non ci sia giustizia era gia'
consolidato da decenni e bene lo sanno i poveracci carcerati senza
motivo.
Naturalmente poi la lunga mano della Giustizia non ha esistato a
sequestrare le macchine, come se non si potesse propagare il
contenuto del sito PRESUNTO osceno con un'altra macchina o
meglio da un altro Paese.
Sarebbe stato piacevole trovare altrettanta solerzia nel sequestare
altre macchine che facevano e fanno i raggi X ad alcuni abitanti di
Roma, ma questo avrebbe richiesto Giudici liberi che lavorano solo
per la Giustizia.
Cari Giudici imparate bene che un sito web non entra nelle case
come la televisione ma l'utente lo visita VOLONTARIAMENTE. Se
io dovessi andare in giro a frequentare riunioni di fanatici di ogni
tipo sarei ogni giorno in Procura della Repubblica. Lasciate la
gente libera di avere un'opinione e di scegliere una religione e
sarete piu' felici e farete meno ingiustizie.
La mia piena solidarieta' al Collega provider cui sono state
ingiustamente sequestrare le macchine che costano tanti soldini,
cari Giudici, e che diventano vecchie cosi' in fretta che voi non
riuscirete neppure a finire un grado di giudizio.
Per quanto riguarda il concetto di provider editore sara' bello
vedere, se ci sara' una sentenza di sta roba, le motivazioni. Viste
le motivazioni si potra' dare un commento altrimenti sembra solo
una frase che stona con la realta' in cui opera un provider.
Dite che se telefono ad un Giudice e lo mando a quel paese la
Telecom, in quanto mio "editore telefonico" si becca il sequestro
della centrale e un bel processo? :-)
Con cio' non intendo in alcun modo giudicare o comunque
approvare il contenuto del sito, che non ho mai visto, e che se ha
violato una legge del nostro grande Paese e' giusto che ne subisca
le relative conseguenze avendo pero' diritto di difendersi.
Basta andare in Tribunale in una qualsiasi grande citta' per vedere
come i nostri Giudici, specie se di sesso femminile, non abbiano
neppure il buon gusto di indossare la toga (soprattutto nei casi in
cui e' d'obbligo) o almeno abiti consoni alla circostanza (ho visto
giudici vestiti con copricostumi da spiaggia e per di piu' marroni in
camera di consiglio). Se la maggioranza di loro non conosce
neppure le regole del loro ordinamento e soprattutto non conosce
l'umilta' di ammettere la propria ignoranza ed il desiderio di
colmarla, come potete pretendere che capiscano Internet ora od in
futuro?
Saluti.

Alex Nosenzo

On 17 Sep 2001, at 10:18, Gian Carlo Ariosto wrote:
> ORDINANZA DI SEQUESTRO DI UN SITO INTERNET
> Segnaliamo che, con un'ordinanza del 7 giugno 2001, il giudice per le
> indagini preliminari del Tribunale di Latina ha disposto, in base
> all'art. 321 c.p.p., il sequestro preventivo di un sito Internet, con
> particolare riferimento ai beni hardware e software nonché al loro
> prodotto telematico relativo al dominio e al sito denominato
> WWW......COM presso la sede dell'internet provider o in qualunque
> altro luogo e presso chiunque altro necessario. Il Gip ha ritenuto il
> sito offensivo per la religione cattolica, in quanto vi ha ravvisato
> gravi indizi del reato di cui all'art. 403 del codice penale, relativo
> al reato di offesa alla religione cattolica attuato mediante
> vilipendio di persone che professano tale religione e dei ministri del
> culto cattolico. Sul sito erano state pubblicate le immagini del Sommo
> Pontefice, del beato Francesco Forgione detto "Padre Pio" nonché di
> altri ministri del culto cattolico raffigurati in disegno o in
> fotomontaggio in modo mostruoso con corpo di animale e testa di uomo
> ovvero mentre subivano sodomizzazioni e altri atti sessuali o osceni.



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