La NA e' morta, viva la NA!

Bruno Piarulli piarulli a REGISTER.IT
Mer 19 Set 2001 17:14:30 CEST


D'accordo, il subject e' un po' provocatorio :-), ma almeno e' chiaro subito
lo spirito del messaggio.

La Naming Auhtority italiana e' stato un momento storico bello, importante,
e probabilmente unico nel panorama delle Registration Authorities europee, e
forse mondiali. E' anche grazie all'attivita' della NA che internet ha avuto
in Italia lo sviluppo che tutti conosciamo, almeno per l'attivita' di
"liberalizzazione" del ccTLD .IT e per la sua diffusione in Italia e in
Europa.

Ma le cose cambiano, si evolvono, e l'esperienza del "Policy Board" separato
ed indipendente dalla Authority vera e propria, quella con la delega di
Icann, non ha avuto seguaci in nessuna delle altre RA, ed anche per il .EU
il parlamento europeo prevede **prima** la creazione del Registro per poi
lasciare a questi la definizione delle regole di naming.

Noi tutti siamo cambiati, io in primis, e abbiamo a volte cambiato idea e
opinioni riguardo la funzione e la funzionalita' di una NA esterna. Ho
partecipato fin [quasi] dall'inizio alle sue attivita', convinto che fosse
la cosa giusta da fare allora. Nello stesso modo sono convinto che, ora,
quel meccanismo non sia piu' il piu' adeguato.

Alla scorsa assemblea della NA ho ammesso che la RA aveva migliorato la sua
attivita', mentre la NA non era riuscita nello stesso intento. Sempre piu'
abbiamo assistito ad uno spontaneo ma inesorabile allontanamento dalla NA da
parte di chi vive di domini, e anche la voce dei grossi ISP e ASP si e'
sempre piu' affievolita. La NA si e' invece arricchita di rappresentanti
ufficiali di associazioni, di persone competenti piu' di aspetti legali che
di aspetti tecnici, di persone o enti interessati (per la loro attivita')
alle dispute e alla loro risoluzione. Non c'e' niente di male in questo,
intendiamoci, ma e' il chiaro segnale che la NA e' cambiata.

Quella che era nata per essere un ente normatore tecnico (per usare
espressioni care a Claudio :-) ha spostato la sua attenzione verso altre
funzioni, non squisitamente o necessariamente tecniche. Le regole di naming
funzionano evidentemente meglio (nel loro complesso) rispetto al 1999, e di
NA c'e' "meno bisogno".

E tra gli ISP o i grossi maintainer si sente l'esigenza di una controparte
(passatemi il termine) reale e a cui poter chiedere rispetto di contratti e
a cui poter far fronte in caso di contenziosi o contestazioni. Penso di non
scandalizzare nessuno nel sottolineare che il "potere contrattuale" di un
ISP in caso di errori o problemi ha una qualche possibilita' di essere usato
nei confronti della RA, ma e' praticamente **zero** nei confronti della NA.

Credo sia il momento che il Policy Board torni all'interno del Registro, e
che il Registro se ne assuma la piena reponsabilita' (nel bene e nel male),
senza piu' poter utilizzare la esistenza stessa della NA come
giustificazione per azioni (o spesso .. non-azioni :-) davanti ai
clienti-maintainer e/o davanti ai politici di turno.

Attenzione, non c'e' nessuna intenzione di soffiare sul fuoco ne' astio da
parte mia, ma solo una semplice constatazione della situazione reale e di
come poterne uscire [possibilmente] in modo utile e proficuo per tutti e per
la NA stessa, intesa almeno come gruppo di persone se non come gestore delle
regole di naming.

Con un'altra email faro' una proposta concreta, per punti, su come mi
piacerebbe vedere realizzato un "Policy Board" interno alla RA.
Per ora .. buona giornata!

Bruno Piarulli
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