R: Il Policy Advisory Board

Bruno Piarulli piarulli a REGISTER.IT
Gio 20 Set 2001 19:46:42 CEST


Approfitto ancora di Enzo e Vittorio :-) per aggiungere uno spunto di
discussione.


> -----Messaggio originale-----
> Da: Enzo Fogliani
    [...]
> Vedrei molto meglio, se si vuole
> mantenere il modello proposto da Bruno, avere almeno 7 membri designati
> dall'esterno e due membri della RA, muniti del diritto di veto.
> E' molto piu' serio, e impedisce che la partecipazione dei membri
> "eletti" sia in pratica una mera copertura per dare una verniciatina di
> democraticità ad un ente che, cosi' come proposto, non ne avrebbe per
> niente.

> -----Messaggio originale-----
> Da: Vittorio Bertola
    [...]
> La controproposta che io ho fatto a fine luglio e' stata quella di un
> policy board completamente elettivo (salvo 1-2 rappresentanti della
> RA), introducendo pero' un potere di veto per il direttore del CNR (o
> il rappresentante della RA); in questo modo il CNR potrebbe rimandare
> le norme al policy board nel caso le ritenga inapplicabili o dannose,
> ma sarebbe mantenuto il fatto che per i casi ordinari e' la comunita'
> intera a decidere. Mi sembra preferibile al caso in cui comunque il
> registro controlla la maggioranza del policy board (non parliamo poi
> della proposta di Bruno).


I due suggerimenti sono molto simili, ma con tutto il rispetto credo che non
farebbero altro che congelare de-facto la situazione attuale. Certo, il
diritto di veto alla RA "dovrebbe" permettere una gestione piu' snella del
Policy Board (passano le decisioni approvate a maggioranza salvo un
eventuale veto della RA), ma restano a mio avviso alcuni problemi [in piu']
rispetto la mia proposta.

- perche' con la mia proposta mi si obietta che la RA potrebbe andare avanti
all'infinito con il giochino del veto, mentre con queste ipotesi cio' non
avverrebbe? Io credo che, anzi, la RA potrebbe farlo ancora di piu', tanto i
membri eletti "dall'esterno" (Vittorio) rappresentanti "della comunita'
intera" (Enzo) non hanno alcun "potere" di fare pressioni concrete sulla RA.
I maintainer, si, poco :-), ma ce l'hanno.

- le soluzioni proposte mi sembrano ottengano (with all the due respect)
proprio lo scopo opposto a quello che si prefiggono. Nella mia proposta e'
chiaro in tutte le forme e possibilita' che chi decide quello che le pare e'
la RA, ma Maintainer e Assegnatari possono "partecipare" al gioco con un
meccanismo che ne permette una partecipazione attiva. Con l'ipotesi di
Vittorio, Enzo (e anche diversi altri, per quanto leggo :-) si immagina una
soluzione che, per giunta senza il veto di RA, ha gia' dimostrato di **non**
funzionare, cioe' quella dell'elezione tra tutte le persone interessate. Se
no, non saremmo a questo punto, no?

- le ultime 3 righe riguardo la rappresentativita'. Io non credo che gli "n"
rappresentanti eletti da una libera assemblea composta da 300 e rotti membri
(la NA) possano essere piu' rappresentativi dei 3 rappresentanti eletti dai
circa (1.500?) maintainer che gestiscono qualche centinaio di migliaio di
domini. Perche', non dimentichiamo, che e' di domini che stiamo parlando, ed
e' di questo che si occupa il Policy Board, di domini. Non di spamming, non
di diritti di accesso alla rete, non delle tariffe di accesso, non della
liberta' di espressione in rete, non della pedofilia, non della
registrazione delle testate, non della responsabilita' dei provider, non
.... solo di domini.
E il rappresentante degli Assegnatari (Isoc?) potrebbe portare ufficialmente
il punto di vista e il voto degli interessi degli assegnatari o potenziali
assegnatari riguardo le regole dei nomi a dominio.


Bruno Piarulli
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