Contrubuto sugli schemi Denoth e Piarulli

Control C master a CHIARI.NET
Ven 21 Set 2001 23:10:35 CEST


Sarebbe a mio avviso utile alla lista una proposta  articolata di policy
***separata***.

Ma di fatto non possiamo -e non dobbiamo- sfuggire all' analisi dei due
schemi formali effettivamente in campo: Denoth e Piarulli (dico cosi'
per comodita' e per il piacere di riferirmi alle persone e non agli
Istituti - e voglio pure marcare come  Bruno si sia esposto
PERSONALMENTE al tiro al piccione con la PRIMA proposta formalizzata
-aprendo dibattito e spazio per ogni aggiustamento successivo- e queste
son che contano, per me).

Tre brevi e immediati commenti per confronto, e in fine una specifica
richiesta di revisione.

1. Lo schema Denoth e' evidentemente meno rigido di quello Piarulli
sotto il profilo della formazione delle decisioni in quanto non prevede
complessi istituti di veto.

2. Entrambe gli schemi sanciscono programmaticamente la prevalenza dell'
Istituto ma la proposta Denoth prevede una piu' significativa
rappresentanza della LIC (6 membri in vece dei 4 proposti da Bruno)

3. E con esclusione di vincoli di ***gradimento*** (che creano tensione,
in buona sostanza)


RICHIESTA DI REVISIONE SUL VINCOLO DI MANDATO

La proposta IAT implica un meccanismo di rotazione che a mio avviso
merita attenzione critica alle conseguenze. Denoth scrive:

"I componenti del Comitato di regolamentazione rimangono in carica per
un anno e possono essere confermati nell’incarico per non piu' di
ulteriori due mandati consecutivi."

Sono sempre un po'sconcertato di fronte a consimili limitazioni per
ragioni gia' postate in lista

http://www.nic.it/cgi-bin/wa?A2=ind0103&L=ita-pe&P=58477

A tali ragioni aggiungo SPECIFICA questione di funzionalita'.

E' vero che la rotazione allarga e diffonde senz' altro la base delle
competenze e limita cristalizzazione di gruppi e di ruoli (ma questo
vale soprattutto in sede politica o di potere!).
Ma qui si rischia di disperdere know how in un cruciale e per nulla
effimero ufficio tecnico - dovra' permanere negli anni - la cui opera ha
rilevante implicazione socioculturale!
Mi sentirei -sul punto- di chiedere a tutti e in particolare a IAT in
quanto estensore, un supplemento di riflessione.

Grazie
Giorgio Giunchi



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