Sulla premessa del Prof. Denoth [LUNGO]

Maurizio Codogno puntomaupunto a TIN.IT
Lun 24 Set 2001 11:32:16 CEST


Cara lista,
leggendo la nota del professor Denoth mi sono chiesto se
non avesse sbagliato a spedirla, inviando la bozza preparata
per il Governo. Faccio una serie di commenti al testo, per
evitare il revisionismo strisciante.

Purtroppo, e lo dico subito anche se so che qualcuno mi
sparera` contro, e` assolutamente impraticabile l'unica
vera via possibile a mio parere, cioe` avere un qualcosa -
la PostNA, diciamo - riconosciuta dallo Stato e con
personalita` giuridica sufficiente per prendersi lei i colpi
e i simpatici suggerimenti dall'alto, si` che il Registro
faccia quello che dovrebbe fare (cioe` registrare i nomi,
senza doversi preoccupare che siano legali o no). Se non si
vuole che il tutto si blocchi, l'unica soluzione praticabile
in tempi stretti e` mettere tutto sotto il cappello di
qualcosa che esiste gia`.
Pero` resto dell'idea che la composizione proposta e`
completamente sballata: molto meglio lasciare il diritto di
veto al direttore dell'IAT e a un designato dal governo, e
lasciare tutto il resto dei posti alla votazione libera. La
possibilita` di veto sarebbe un paracadute per evitare idiozie
sempre possibili - anche se in questi anni non e` che io ne
abbia viste - e vedrei bene un comitato snello e composto da
nove persone: i due di cui sopra, e gli altri tra cui almeno
uno per le categorie dei MNT, Enti Conduttori, Tecnici (i
tech-c nei dominii), e @large (chiunque altro).

Bon, passo ai commenti sul testo.

ciao, .mau.

=-=-=-=-=-=-=-=-=-=

  IANA e successivamente ICANN, non hanno formalmente conoscenza
  dell'attuale assetto del registro del ccTLD "it", suddiviso nelle sue
  componenti: la Registration Authority (RA) e la Naming Authority (NA).
  Questo e' un fatto organizzativo interno del registro che puo' essere
  modificato dal gestore del registro stesso e cioe', nella fattispecie,
  lo IAT/CNR (come risulta dal database di IANA/ICANN alla URL
  http://www.iana.org/cctld/cctld-whois.htm). Il cambiamento dovra'
  essere effettuato senza che le istituzioni governative e la "Comunita'
  Internet Italiana" possano ravvisarne conseguenze negative.

Mentre e` indubbiamente vero che la NA "non esiste" ufficialmente
nemmeno per ICANN, e quindi formalmente la RA puo` riprendersi quando
vuole il potere normativo, avrei dei forti dubbi che fare una mossa del
genere unilateralmente non porti a qualcosa di ben piu` forte di
un'alzata di sopracciglio da parte di ICANN, soprattutto se accompagnata
ad esempio da un progetto alternativo molto forte. Non per nulla la RA
chiede in pratica alla NA che prenda la pistola e si suicidi
direttamente :-)

  Per quanto riguarda il ccTLD "it", IANA ed ICANN hanno interpretato
  le sporadiche lamentele che talvolta sono arrivate da "utenti" del
  ccTLD "it" come assimilabili a fisiologici rumori di fondo comuni
  agli altri ccTLD.

Il che mi sembra corretto... ma significa anche che non e` che poi
la situazione fosse cosi` tragica (dal punto di vista ICANN) come
viene dipinta qui nel seguito. Lo so, la situazione e` tragica dal
punto di vista del governo :-)

  La situazione del ccTLD "it" ha caratteristiche di unicita' nel
  panorama dei ccTLD a livello mondiale, in quanto le funzioni
  "gestionale" e "regolamentare" del registro sono gestite da due
  entita' distinte, senza che esista alcun documento formale esplicito
  che sancisca i rapporti tra i due organismi.

Se la NA non esiste, non e` banale avere un documento formale che
parli di lei, questo e` ben chiaro a tutti...

  In anni recenti, con l'affermarsi dell'uso commerciale di Internet in
  Italia, e dopo la "liberalizzazione delle registrazioni" avvenuta nel
  dicembre 1999, la RA ha visto aumentare in modo considerevole le diverse
  tipologie di problematiche relative alle registrazioni dei nomi a
  dominio. [...] in particolare la RA ha implementato ed adottato tutta
  una serie di strumenti che consentono oggi di gestire con efficienza la
  registrazioni dei nomi a dominio rispondendo in tempi rapidi all'esigenza
  dell'utenza.

  Nello stesso periodo le principali attivita' della NA sono state
  rivolte essenzialmente alle modalita' concernenti la risoluzione delle
  dispute sui nomi a dominio e alla manutenzione delle nuove regole di
  naming in vigore dal dicembre 1999.

Il che e` esattamente quello che ci si doveva aspettare: la RA opera il
registro, e la NA fa le regole. Non vedo nulla di strano.

  Tutto cio' e' avvenuto nel momento in cui la RA ha visto aumentare
  sempre piu' la sua esposizione verso l'utenza e verso gli enti
  governativi accollandosi le responsabilita' derivanti dall'attivita'
  di gestione della registrazione dei nomi a dominio senza che vi fosse
  un ruolo decisionale proporzionato alle conseguenti responsabilita'
  assunte.

Beh, come ha ben scritto Mario Chiari, da un certo qual punto di vista
si potrebbe arguire che di fatto la NA e` la vera depositaria della
delega di ICANN :-) La cosa e` un po' esagerata, ma si puo` sempre
tenere in conto. La cosiddetta "esposizione verso gli enti governativi"
e` un modo molto educato per dire "ci sono stati esponenti governativi
che ci hanno ingiunto di non assegnare ad altri i dominii corrispondenti
ai loro nomi (ma non agli altri nomi di persona: nessuno di loro si e`
preoccupato della Polis, se non per parlare un po'), e di fare il
tutto in maniera carbonara, visto che il governo non e` comunque
riuscito a fare una legge qualsivoglia". Da questo punto di vista,
nonostante tutto, la NA si e` ancora comportata meglio del governo, insomma.

  Per contro la NA ha, in piu' occasioni, dato prova di non poter
  adeguatamente rispondere alle esigenze connesse alle funzioni "gestionale"
  e "regolamentare" del ccTLD "it".

A me questo non pare affatto. Mi sembra che il sistema delle PDR abbia
calmato il mercato - che ce ne siano poche non significa molto, se non per
gli Enti Conduttori. In realta` basta gia` la loro esistenza per indurre i
cybersquatter a piu` miti consigli. L'appunto che posso muovere alla NA e`
che ci vuole sempre troppo tempo per scrivere una procedura fino alle
virgole, per poi scoprire che non e` comunque perfetta: a questo punto
tanto vale fare in fretta una prima norma, sapendo tutti che verra` affinata.
Per la "funzione gestionale", non vedo quale sia la parte della NA, che
deve fare le norme, e ha sempre lasciato la gestione pratica del registro
alla RA. O forse l'errore e` stato proprio questo? :-)

  In questa situazione, e' emersa progressivamente l'esigenza che
  l'attivita' regolamentare sia portata all'interno del registro stesso,
  in modo da essere strettamente legata con la funzione gestionale, in
  analogia a quanto gia' avviene per gli altri ccTLD.

Mah, piu` che altro dicono che la parte normativa dovrebbe avere una
responsabilita` vera, e non fittizia come adesso, in modo che il registro
diventi "irresponsabile" (in senso legale).

  Certi fenomeni, come quello del cybersquatting hanno poi acceso
  l'interesse della classe politica che ha elaborato proposte di legge
  che andavano nella direzione di modificare l'equilibrio a suo tempo
  stabilito, ed in particolare di non riconoscere un ruolo alla NA.

Sappiamo tutti come sono andate avanti le proposte di legge: non
esattamente nel senso di dare al Registro la funzione normativa, ma
limitandosi a sancire la parte di "incasellamento dei nomi".

Per il momento ho finito :-)

ciao, .mau.



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