Posizione della RA sul futuro assetto del registro del ccTLD "it"

Riccardo Roversi rroversi a SLA.IT
Lun 24 Set 2001 13:26:39 CEST


Complimenti a Mario CHiari per quella che mi pare - ad oggi - la miglior
replica al documento del Prof. Denoth.

Sottoscrivo completamento il documento, fatta eccezione per la disamina
svolta al termine in relazione alla natura dell'atto di registrazione del
dominio.

Personalmente non credo che la registrazione sia un atto amministrativo,
anche se posta in essere da un ente pubblico (il CNR).  Credo, anzi, che il
CNR svolga, quale gestore del registro .it, una funzione di diritto privato
e concluda con i titolari delle registrazioni un contratto soggetto alle
norme del diritto privato.

Una dimostrazione della mia tesi potrebbe essere la seguente: se l'attività
di gestione del registro fosse trasferita (a seguito di un processo di
redelegation) ad un soggetto privato, allora non ci sarebbe alcun dubbio che
la registrazione assumerebbe natura di atto privato.  Ma se è così e se,
come credo, non dovrebbe esistere atti che cambiano natura al variare del
soggetto che li pone in essere, allora la registrazione è atto di diritto
privato.

La sentenza del TAR Lazio (mi pare) che è mi stata segnalata qualche giorno
fa, non affermava che la registrazione è atto amministrativo, ma
(correttamente) affermava l'applicabilità al CNR della L. 241/90 in tema di
accesso agli atti, sul presupposto di fatto dell'avvenuta trasmissione degli
atti dallo IAT al CNR.

Non si tratta, almeno a mio parere, di un sofisma giuridico, ma di una
questione di un certo rilievo.  Se la registrazione è un atto
amministrativo, infatti, le tesi di RA contro NA ne uscirebbero rafforzate.

Penso, quindi, che valga la pena spendere qualche risorsa sull'argomento.

Riccardo Roversi



----- Original Message -----
From: "chiari mario" <chiari.hm a flashnet.it>
To: "Franco Denoth" <denoth a cnr.it>
Cc: <ita-pe a NIC.IT>
Sent: Sunday, September 23, 2001 7:31 PM
Subject: Re: Posizione della RA sul futuro assetto del registro del ccTLD
"it"


Egregio Franco Denoth,

ho ricevuto, quale membro della NA, e attentamente letto la sua e-mail alla
lista ITA-PE del 21 Settembre 2001 'Posizione della RA sul futuro assetto
del registro del ccTLD"it' e allegato documento (da ora in poi, Documento).

Sono felice che la RA abbia reso note le proprie ipotesi e considerazioni
su un possibile futuro assetto degli enti e delle persone coinvolti nella
gestione del ccTLD .it, e in particolare personalmente grato perchè il
Documento offre alcuni dei chiarimenti da me desiderati e richiesti con la
mia e-mail del 20 Settembre 2001 'Richiesta alla RA', inviata a questa
stessa lista

Rispondendo al suo invito a formulare "contributi che [vi] permettano di
migliorarne l'attuale stesura", le invio una serie di osservazioni. Le sono
grato per ulteriori chiarimenti su affermazioni o argomentazioni che non mi
risultano chiare o convincenti, in particolare sulle considerazioni
preliminari e storiche. Mi riservo di contribuire alla proposta specifica
di riorganizzazione della gestione di .it in un secondo tempo.

Le scrivo quale membro della NA e considererò la sua risposta solo come una
opinione esperta espressa a titolo personale, e non come presa di posizione
ufficiale quale direttore dello IAT-CNR. Spero che le sia possibile
rispondere liberamente in lista.

Questi i punti su cui sarei felice di ricevere ulteriori chiarimenti, e/o
la sua opinione.

A. Sulla sezione 'Premessa'.

I seguenti passi del Documento credo meritino particolare attenzione:

" i) [IAT-CNR], in virtù del ruolo riconosciutogli da ICANN, [...], quale
autorità delegata alla registrazione dei nomi a dominio nel ccTLD '.it"

"ii) IANA e successivamente ICANN, non hanno formalmente conoscenza
dell'attuale assetto del registro del ccTLD "it", suddiviso nelle
sue componenti: la Registration Authority (RA) e la Naming Authority (NA).
iii) Questo [= la suddivione] è un fatto organizzativo interno del registro
che iv) può essere modificato dal gestore del registro stesso e cioè [...]
lo IAT/CNR [...]."


1. La formulazione in  i) secondo cui IAT-CNR ha 'autorità delegata' in
'virtù del ruolo riconosciutogli da ICANN' sembra suggerire che ICANN
abbia, o IANA precedentemente avesse, la potestà di decidere quale entità
in Italia possa svolgere la funzione di Registry per .it. Questo però non
sembra corrispondere - nè potrebbe per ovvie ragioni di difetto di
giurisdizione - con le attuali funzioni di ICANN. Una riformulazione più
corretta sembra essere che ICANN, o IANA precedentemente, in quanto
organismo con funzioni (di fatto) di coordinamento internazionale del DNS,
abbia riconosciuto che l'entità indicata dall'Italia  per le attività di
registrazione sotto .it aveva ed ha le caratteristiche per svolgere le
attività in questione in modo conforme alla stabilità globale del DNS.

Qui 'indicata dall'Italia', mancando a tuttora una indicazione normativa o
regolamentare pubblica sulla materia, potrebbe, e a mio parere dovrebbe,
intendersi col significato di 'indicata dal consenso della comunità delle
persone e degli enti coivolte di fatto e a ragione nella diffusione di
Internet in Italia'

In conclusione, su questo primo punto sembra da preferire  una formulazione
secondo cui lo IAT-CNR ha l'autorità (forse solo di fatto, in assenza di un
atto pubblico specifico) di gestire il registro per .it per comune e
storico riconoscimento delle diverse entità e persone coinvolte nella
diffusione di Internet in Italia, e che sulla base di tale autorità e delle
proprie competenze ha chiesto e ottenuto di essere internazionalmente
riconosciuta, in particolare da IANA e ereditariamente da ICANN,  come
avente tale autorità.

1 bis. La proposta di riformulazione appena indicata mi sembra in sintonia,
benchè non coincida, con la definizione 3.5 del documento del GAC (ICANN)
citato dal Documento e reperibile a
http://www.icann.org/committees/gac/gac-cctldprinciples-23feb00.htm:

" 'Delegee' means the organisation ... DESIGNATED by the relevant
government or public authority to exercise the PUBLIC TRUST FUNCTION of a
ccTLD and CONSEQUENTLY RECOGNIZED through a communication between ICANN and
that desiganted entity" (mia ENFASI)

Lo stesso punto 3.5. precisa poi che il 'delegee' può identificarsi, ma non
deve, con la 'public authority', e anche che "the administrative and
management functions for a ccTLD may be contracted out by the delegee to
another party and hence not performed by the delegee itself'.

I punti meritevoli di ulteriore analisi suggeriti dalle definizioni
proposte dal GAC sono su chi in  Italia sia, o potrebbe essere, il
'delegee', chi la 'public authority' che 'designes', chi svolge le
'administrative and management functions'.

Una possibilità interpretativa, non solo in prospettiva futura ma anche a
uso di ricostruzione storica fedele alla realtà dei ruoli giocati se non
alle denominazioni usate, è che, in assenza di atti pubblici chiari, la
comunità di entità e persone coinvolte nella diffusione di Internet in
Italia, e in gran parte da identificare con i partecipi alla NA, abbia
agito e sia da considerare come tacito e informale 'delegee' per il governo
italiano, che quest'ultimo abbia provvisoriamente 'designed' quella
comunità  con il suo  silenzio assenso, e che questa comunità abbia
affidato, ovvero informalmente 'contracted out', le 'administrative and
management functions' allo IAT-CNR.

Questa ricostruzione sembra confortata dal linguaggio del documento storico
reperibile a http://www.nic.it/NA (file nastory.html), la dove si afferma
che "il gruppo di lavoro UNINFO [intorno a cui è cresciuta l'attuale NA] ha
[...] richiesto la creazione del gruppo per la NA italiana (gruppo ITA-PE),
affidandogli ad-interim il ruolo di NA, in attesa delle decisioni finali in
materia da parte della commissione TLC del ministero di PPTT, ed ha
AFFIDATO [al]la struttura operativa che già si occupava delle registrazioni
dei nomi a dominio sia per il top level '.it' che per il cc 'C=it' il ruolo
di RA ad-interim" (mia ENFASI).

Questa ricostruzione non è invece confortata dal fatto che la
'communication between ICANN and that designated entity' è avvenuta
storicamente tra IANA e IAT-CNR, ma questo fatto non sembra sufficiente per
concludere che lo IAT-CNR ha allora assunto il ruolo, secondo lo schema
proposto dal GAC, di 'delegee'.

2. La considerazine ii) è ovvia, ma anche del tutto irrilevante nel
proseguo dell'argomentazione. Che ICANN, o IANA precedentemente, non abbia
imposto particolari modalità organizzative del Registry, non significa
ovviamente che queste siano allora a totale discrezione del gestore
risconosciuto (nel senso di cui sopra) da ICANN.

3. Riguardo alla tesi iii) e alla centrale tesi iv), il documento della RA
manca di sviluppare purtroppo una qualsiasi analitica argomentazione a
sostegno.

Infatti quando anche si volesse considerare la NA come 'componente' del
Registry, tesi dubbia,  non sembra che se ne possa poi dedurre che il
gestore del Registry abbia poteri tali da modificare con atto unilaterale
l'organizzazione storicamente e consensualmente avutasi nell'organizzazione
del Registry e delle sue 'componenti'. A sostegno di questo passaggio
fondamentale, il documento della RA difetta di un argomentazione
convincente.

Al contrario si potrebbe infatti affermare che il rispetto di tale
organizzazione, ovvero di consensuali modalità di evoluzione di essa, sia
un elemento essenziale per mantenere il la fiducia che lo IAT-CNR ha
ricevuto da tutta la comunità Internet.

L'impressione è che vi sia nel documento della RA una confusione tra i
poteri interni allo IAT-CNR di organizzare se stesso, e quelli di
organizzare le modalità di funzionamento del Registry di .it ad esso
affidato.

In breve, la tesi iv) non sembra valida. (Su questo vedi anche  4. sotto)

B. Sulla sezione 'Storia e stato dell'arte'.

4. Le brevi notizie storiche di questa sezione del Documento non citano i
dati storici presenti nella ricostruzione storica reperibile  alle già
citate pagina di http://www.nic.it/NA.

Ivi si legge che:
"la NA è l'organismo che stabilisce le procedure operative ed il
regolamento in base al quale opera la RA nazionale [e che quindi, a]  causa
di questa precisa distinzione dei ruoli, la NA deve essere un organismo
SEPARATO ed INDIPENDENTE rispetto alla RA stessa" (mia ENFASI) - una
ricostruzione storica presente allo stesso sito del nic.it e che
contraddice chiaramente la tesi del Documento già discussa al punto 3.
sopra.

Nel complesso la ricostruzione storica delineata del Documento appare
parziale e da completare.

(Non affermo qui che la ricostruzione reperibile a http://www.nic.it/NA sia
del tutto convincente, in particolare non mi è chiara la rilevanza del
richiamo al documento ISO 6523, ma la sua lettura rende evidente come non
sia affatto scontata la questione se la NA sia o no una 'componente' del
Registry/RA.)

Nell'occasione sarebbe anche utile che la RA rendesse pubblici e/o
reperibili al proprio sito WWW i documenti storicamente rilevanti per la
ricostruzione dei propri rapporti con IANA e ICANN.

5. Il Documento, nell'esporre gli elementi di crisi che motiverebbero una
riorganizzazione complessiva delle modalità di gestione di .it, indica che
"in anni recenti [...] la RA ha visto aumentare in modo considerevole le
diverse tipologie di problematiche relative alle registrazioni dei nomi a
dominio."

In particolare i problemi sono imputati all'essere la RA "sempre più
[esposta] verso l'utenza e verso gli enti governativi accollandosi {??} le
responsabilità derivanti dall'attività di gestione della registrazione dei
nomi a dominio senza che vi fosse un ruolo decisionale proporzionato alle
conseguenti responsabilità assunte."

Essendo questo, come noto, il punto nevralgico delle lamentele della RA,
sarebbe utile offrire una disamina più attenta delle problematiche qui
menzionate. Cosa significano 'esposta verso l'utenza' e 'esposta verso gli
enti governativi', quali responsabilità sono state 'assunte' e quali sono i
criteri per valutare come 'proporzionato' il 'ruolo decisionale' ricercato?

Una casistica precisa di situazioni di esposizione, vissute o previste,
sarebbe utile.

6. Il documento, sempre nell'indicare gli elementi di crisi che
motiverebbero una riorganizzazione complessiva delle modalità di gestione
di .it, afferma inoltre che "la NA ha, in più occasioni, dato prova di non
poter adeguatamente rispondere alle esigenze connesse alle funzioni
'gestionale' e 'regolamentare' del ccTLD .it."

Come già notato da altri, qui si tratta di una critica generica, senza
esplicite giustificazioni o evidenze, mancante di una analisi di casi
circostanziati e pertinenti. Francamente una modalità  di esposizione di
critiche non accettabile in una comunità di professionisti. Comunque
plausibili siano le  cause di stanchezza nel relazionarsi con questo o quel
membro della NA, accuse generiche e generalizzate non possono essere
sinceramente tollerate. L'invito è qui di dettagliare i casi e le
circostanza di una tale valutazione negativa.

C. .it e il diritto amministrativo.

7. Infine, credo utile se il Documento comprende una disamina sulla
possibile qualificazione giuridico-amministrativa dell'operazione di
registrazione di un nome di dominio. Credo infatti che una precisazione di
tale qualificazione possa suggerire anche opportune configurazioni
istituzionali e gestionali.

Pur non  avendo competenze giuridiche specifiche, credo di poter  delinare
alcune opzioni di massima.

Assumo che ogni singola registrazione sia, per lo IAT-CNR e nella realtà
delle cose,  un atto amministrativo.

La dottrina credo distingua tra provvedimenti e accertamenti costitutivi. I
primi, tra cui le autorizzazioni e le concessioni, rimandano a una
componente discrezionale. I secondi, tra cui le iscrizioni (per es. a
scuola) e le registrazioni, sono detti (- dal manuale che sto consulatando
:-) - 'atti vincolati, nel senso che l'amministrazione è tenuta ad
emanarli, qualora risulti accertata la sussistenza formale dei presupposti
a cui la legge subordina la loro emanazione'.


La mia intuizione è che la natura delle cose, se così posso dire, delle
attività di registrazione (nel senso del gergo di Internet) sia tale che
esse siano, ovvero debbano essere riconosciute anche da un eventuale
intervento legislativo, come  registrazioni (nel senso giuridico di cui
sopra), ovvero atti vincolati, previo solo accertamenti di carattere
formale.
Se così non fosse, ovvero se per esempio si volessero considerare come
concessioni, sarebbe allora da discutere come un struttura del CNR possa
svolgere funzioni amministrative discrezionali in ambito di gestione di una
infrastruttura di comunicazione non più limitata ad usi strumentali alle
funzioni  proprie del CNR, ovvero la ricerca scientifica e tecnologica. La
questione degli ambiti di discrezionalità sembra rilevante anche  per la
precisazione giuridico delle situazioni di esposizione lamentate dalla RA
(vedi sopra .5). La mia intuizione, detto in modo brutale, è che un atto
vincolato sia meno soggetto a richieste di danni.

Una delucidazione dell'attuale comprensione di questi questioni da parte
dello IAT-CNR, ovvero dai suoi studi o consulenti legali, sarebbe un
arricchimento estremamente utile al Documento.

---

Ringraziando per l'attenzione
Cordiali Saluti
mario chiari





At 17.08 21/09/01 +0200, you wrote:
>
>
>Pisa, 21 settembre 2001
>
>
>
>A tutti gli interessati
>
>In allegato alla presente trasmetto il documento della RA sul futuro
>assetto del registro del ccTLD"it". La posizione e' stata a lungo
>meditata ed intende perseguire i reali interessi della comunita'
>Internet italiana in generale.
>
>Confidiamo che tale documento possa incontrare il vostro favore ed
>apprezzeremo utili contributi che ci permettano di migliorarne
>l'attuale stesura, al fine di offrire buoni livelli di garanzia ed
>efficienza.
>
>Cordiali saluti.
>Franco Denoth
>
>PS Scusate gli inconvenienti di trasmissione dell'attachment
>
>Attachment Converted: "c:\eudora\attach\DocumentoRA_21_sett.rtf"
>



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