Posizione della RA sul futuro assetto del registro del ccTLD "it"

chiari mario chiari.hm a FLASHNET.IT
Mar 25 Set 2001 12:53:40 CEST


At 13.26 24/09/01 +0200, Riccardo Roversi wrote:
>Complimenti a Mario CHiari
:-)

qualche commento, da incopetente:

>Personalmente non credo che la registrazione sia un atto amministrativo,
>anche se posta in essere da un ente pubblico (il CNR).

la ragione, per me, sarebbe semmai che o spazio dei nomi è una risorsa
pubblica.

>Credo, anzi, che il
>CNR svolga, quale gestore del registro .it, una funzione di diritto privato
>e concluda con i titolari delle registrazioni un contratto soggetto alle
>norme del diritto privato.

Si? Attualmente è così? Non ne sono sicuro. Dovrebbe essere così? Noto che
qualcosa del genere sostien Mike Roberts, ex ceo ICANN, per chiarire la
legittimità di ICANN stessa, ma questa è materia molto controversa.


>
>Una dimostrazione della mia tesi potrebbe essere la seguente: se l'attività
>di gestione del registro fosse trasferita (a seguito di un processo di
>redelegation) ad un soggetto privato, allora non ci sarebbe alcun dubbio che
>la registrazione assumerebbe natura di atto privato.

No, perchè? potrebbe essere appalto di servizio pubblico.


>
>La sentenza del TAR Lazio (mi pare) che è mi stata segnalata qualche giorno
>fa,

non l'ho vista. Link? grazie


>Non si tratta, almeno a mio parere, di un sofisma giuridico, ma di una
>questione di un certo rilievo.  Se la registrazione è un atto
>amministrativo, infatti, le tesi di RA contro NA ne uscirebbero rafforzate.

Perchè? La NA (oppure anche la RA+NA) potrebbe dirsi svolgere funzioni di
Authority regolamentare, la RA di organo tecnico di esecuzione aministrativa.



>
>Penso, quindi, che valga la pena spendere qualche risorsa sull'argomento.

SI!
>
>Riccardo Roversi
>
mario



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