Riflessioni di esterni

Enrico Giannini giannini a ALTALEX.COM
Mar 25 Set 2001 14:18:26 CEST


Vi invio le riflessioni di un giovane giurista, noto nel panorama italiano
del diritto di internet e dell'IT, esterno alla NA, in merito a come viene
inquadrata la NA dal "mondo esterno".
Spero possa contribuire a comprendere le anomalie (di comunicazione e/o
impostazione) da un punto di vista "diverso".
Le riflessioni si riferiscono ad un convegno tenuto a Padova in Giugno dove
relazionavano anche alcuni membri della NA.

Saluti,

Enrico Giannini
giannini a altalex.com



Riflessioni del dott.Valentino Spataro
(http://www.studiospataro.it/visual.asp?num=99)

Ancora una volta un successo di presenze e di affezionati colleghi che ci
seguono nei nostri incontri. Anche questa volta quasi 150 persone si sono
iscritte e hanno presenziato.
Grande attesa per gli interventi in materia di domini.

Zumerle ci ha presentato alcuni aspetti della struttura e funzionamento dei
domini.

Turini ha spiegato il funzionamento e il regolamento della NA nel concreto
con estrema onesta' intellettuale, spiegando pregi e difetti del
procedimento previsto dalle regole di Naming.

Credo pero' che la platea abbia apprezzato le differenti posizioni tenute
da noi relatori che, pur rispettandoci per l'amicizia che ci lega, non
abbiamo esitato a mettere in discussione le tesi sostenute.

In particolare modo ho avuto modo di evidenziare:

1) La naming Authority non esiste. Esiste il cnr. questo e' un fatto.
Valutazione: alcuni sostengono che si tratti di organismo di natura
privatistica, altri di ente pubblico;

2) il regolamento della naming non e' insindacabile. Credo che questo sia
il migliore risultato della giornata di ieri: il regolamento viene cambiato
ad arbitrio, e chi dovrebbe sottostarvi non si capisce se sia legato da
rapporto civilisto o amministrativo, con le conseguenze di valutare dove
impugnare il regolamento del cnr, ufficio NA, o davanti al giudice
amministrativo, o davanti a quello civile;

3) la maggiore speditezza dei procedimenti previsti dal regolamento della
NA e' vanificata dalla sospensione che il procedimento subisce, in sede di
applicazione, non appena una delle parti decida di ricorrere al giudice
ordinario entro 15 giorni dalla pronuncia del collegio dell'ente conduttore;

4) le decisioni nei collegi degli enti conduttori talvolta sono
contrastanti tra di loro;

5) in un caso, una decisione di un collegio e' stata "superata"
dall'organismo che avrebbe dovuto applicarla;

6) Il procedimento davanti ai collegi negli enti conduttori NON e' un
arbitrato;

7) i giudici dei tribunali hanno disatteso il regolamento della NA,
ritenendo di non dover accettare i limiti che essa impone;

8) la tutela dei marchi aiuta molto il titolare di un segno distintivo, ma
non e' escluso che sorgano conflitti per l'uso che nel concreto si fa di un
dominio

9) per Menchetti dominio e' un dato personale. Se questo e' vero in molti
casi, personalmente ritengo che l'unica definizione possibile che un
giurista possa dare a domino e' che e' una parola. Una parola che puo'
avere tanti significati e diversi usi. Ed e' una parola che non puo' essere
utilizzata da altri, una volta che viene assegnata a qualcuno.

10) se in materia di software il giudice di Torino ha applicato la
normativa piu' vicina, d'altro canto e' stato fortunato in quanto non vi
erano altre normative applicabili. In materia di domini vi sono piu'
normative applicabili: individuare i criteri di prevalenza di una normativa
sull'altra non puo' che essere compito del legislatore, in quanto la
magistratura e l'interprete non ha gli strumenti per individuarli
nell'ordinamento. Eccezione fatta, come sottolinea Menchetti, per la tutela
al nome che, costituzionalmente prevista, prevale sulla normativa marchi e
su ogni legge nazionale.

11) le normative applicabili ruotano attorno alla tutela del nome, tutela
del marchio, anche di fatto, tutela del diritto d'autore, tutela delle
testate giornalistiche, concorrenza sleale, arricchimento senza causa;

12) di ogni tutela va verificato sia l'uso in concreto effettuato della
parola, sia l'impossibilita' per altri di utilizzare la stessa parola,
quindi con "danno" potenziale per gli altri legittimamente portatori di
interessi o diritti.

Ovviamente questa la sintesi a beneficio di chi era presente del mio
intervento, che ho dovuto improvvisare in quanto quello da me programmato
era stato gia' trattato da altri relatori.

Chi non e' venuto si e' perso le motivazioni delle tesi sostenute. Tuttavia
richiamarle qui credo sia di interesse per tutti.

Spataro



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