Commenti dalla RA

Franco Denoth denoth a CNR.IT
Mar 25 Set 2001 20:44:00 CEST


Ho apprezzato gli interventi apparsi in lista sul documento della RA
e ringrazio tutti per il contributo dato.
Con la presente mail vorrei dare una prima risposta ai suggerimenti,
osservazioni e critiche, disponibile a fornire ulteriori informazioni
e chiarimenti nel proseguo.

Muovo da un esame generale dei messaggi  che sono circolati
sull'argomento piuttosto che dai singoli commenti avanzati sulla
lista. In particolare gli argomenti di discussione possono essere
raggruppati in tre diverse tipologie:

1. osservazioni riguardanti la premessa del documento con riferimento
al riconoscimento di IANA/ICANN allo IAT/CNR;

2. carenza delle motivazioni secondo cui la RA si sarebbe spinta a
proporre una revisione dell'attuale organizzazione.

3. richiesta di ulteriori integrazioni informative al documento stesso.

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1. L'investitura del CNUCE-CNR e successivamente dello IAT, quale
organismo di gestione del ccTLD it, deriva storicamente dal fatto che
il CNUCE, nel lontano 1986, ha partecipato al progetto di
sperimentazione della rete ARPANET, che ha portato alla attivazione
del primo nodo Internet in Italia presso il CNR di Pisa (Luciano
Lenzini, protagonista nel settore reti di quel tempo, oggi Professore
Ordinario presso il Dipartimento di ingegneria dell'informazione
dell'Universita' di Pisa, potrebbe fornire interessanti
informazioni). Conseguentemente la struttura scientifica cosi'
individuata ha avuto la fiducia di un organismo internazionale, quale
a suo tempo IANA, in quanto possedeva le competenze tecniche per lo
svolgimento di tutte le attivita' connesse alla registrazione dei
nomi a dominio Internet, e, al tempo stesso, presentava
caratteristiche di "super partes" essendo un organo del CNR, ente
pubblico di ricerca.
Il 23 dicembre 1987 IANA registrava nel proprio data base
l'attribuzione del cc TLD.it al CNUCE/CNR ed i relativi riferimenti
amministrativi e tecnici. Il riconoscimento e' avvenuto con il
consenso di tutta la comunita' Internet Italiana, a quel tempo
rappresentata principalmente da enti accademici e di ricerca.
Che poi l'organizzazione di fatto si sia distinta in due funzioni
chiamate rispettivamente NA e RA e' un fatto che deve inquadrarsi nel
particolare periodo storico, quando, come spiegato nel documento, le
problematiche relative alla gestione dei nomi a dominio erano
prettamente tecniche.

2. L'origine della proposta dello IAT/CNR si fonda sulla necessita'
di offrire  all'utenza Internet una struttura che, nel rispetto dei
diritti di tutti gli interessati, sia in grado di funzionare
agevolmente assicurando un servizio tecnologico efficiente ed
imparziale.
Al di la' di singoli fatti che provano la difficolta' della RA nel
continuare a gestire una situazione, come quella attuale,
caratterizzata da una separazione fra chi predispone le regole e chi
e' chiamato ad applicarle e ne risponde di fronte a terzi, deve in
primo luogo considerarsi che fra queste due strutture esiste da
qualche tempo una scarsa capacita' di essere in sintonia. E'
necessario invece che gli operatori di settore (regolamentatori e
attuatori) abbiano finalita' comuni e lavorino in completa sintonia
per assicurare un sistema efficiente. Questi aspetti sono
indubbiamente facilitati quando le due funzioni sono ospitate nella
stessa struttura e possono operare con il minimo numero di passi
intermedi.
D'atro canto anche gli avvenimenti di questi ultimi mesi hanno
dimostrato he la  NA, oltre ad avere uno scollamento con il registro
per i motivi gia' esposti,  soffre anche di una mancanza di
coordinamento al suo interno, oltreche' della mancanza di obiettivi
comuni. L'insieme di tali fatti, aggiunto ai compiti che lo IAT/CNR
e' chiamato quotidianamente a svolgere  nei confronti di migliaia di
utenti, hanno imposto alla RA una riflessione che ha portato al
modello di organizzazione proposto.
Con riferimento alla critica sollevata da Chiari, il quale invita la
RA a fornire dati specifici comprovanti tale stato di disagio, direi
che, per avere un quadro completo della situazione, e' sufficiente
prendere in considerazione i verbali del CE degli ultimi due anni,
nonche' l'ultima assemblea della NA convocata in via straordinaria e
l'ultima richiesta di ulteriore convocazione, sempre in via
straordinaria, di una nuova assemblea.

3. Nel merito della parte operativa del documento:
- la LIC puo' essere ricondotta allo stato attuale alla NA ed al
Comitato dei Contributori in quanto ad oggi essi sono di fatto gli
interlocutori della RA;
- i sei 6 membri della LIC sono previsti nel comitato di
regolamentazione dovrebbero essere designati dalla NA, cui potranno
aderire, se interessati, i membri del comitato dei contributori per
poter essere eletti o fare eleggere propri rappresentanti. Nella NA
potranno comnque essere rappresentate anche ulteriori istanze ad oggi
non abbastanza valorizzate, quali, ad esempio, gli organismi
"no-profit" e gli utenti finali;
- le eventuali modifiche alle regole di naming che si rendessero
strettamente necessarie nel transitorio saranno poste in essere dalla
RA;
- ritengo che l'attivita' di registrazione, abbia carattere
privatistico e non rappresenti un atto amministrativo. Nella materia
specifica la piu' corretta definizione dell'attuale "status" dello
IAT e' di ente pubblico operante in regime privatistico.
- infine, con riferimento alla mail di Moccia, sono convinto che la
riorganizzazione delle regole di netiquette e l'individuazione di
forme di gestione che migliorino l'uso del ccTLD "it" debbano
avvenire principalmente in conseguenza di proposte operative da parte
dell'utenza.

Spero con questo di avere risposto almeno alle principali
osservazioni e invio a tutti un cordiale saluto

Franco Denoth



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