Diritto anglosassone e diritto romano

Ettore Panella box a STARNET.IT
Dom 14 Apr 2002 21:37:59 CEST


E' sempre un piacere per me affrontare anche argomenti con una valenza
filosofica e/o culturale quindi:


>
> At 22:22 12/04/2002 +0200, ettore Panella wrote:
>>comunque internet e' diventata una aggregazione composita e quindi
>>bisogna mediare tra le varie sensibilita' presenti. Anche se e' contro
>>le nostre piu' intime convinzioni di internet-dipendenti della prima
>>ora dobbiamo prendere atto che per la  cultura sviluppata nel mondo
>>reale chi non si difende ha torto e poiche' i saggi sono emanazione del
>>mondo giuridico si comportano di conseguenza basandosi anche su delle
>>regole di naming che danno loro ragione. Per cui la sentenza e'
>>ineccepibile e le motivazioni del saggio anche (ovviamente non e' detto
>>che la cosa mi faccia piacere :-)
>
> Qualcuno tempo fa mi fece notare che e' tipico del diritto romano (vedi
>  nello specifico il caso hotelmerano) il fatto che ci si debba
> difendere se  accusati, e se non ti difendi hai torto. Mi pare di
> ricordare che ai tempo  degli antichi romani ci fosse ci fossero dei
> luridi individui che  sfruttavano questa situazione ricattavano le
> persone oneste denunciandole  per fatti inesistenti e ritrattando poi
> le accuse in cambio in lauto compenso.

Il periodo degli antichi romani compre un millennio con sfaccettature
diverse in ogni periodo. Il codice romano si studia ancora oggi perche'
comunque fu qualcosa di innovativo ed ha anche oggi dei risvolti attuali.
E' altresi' vero che la sua applicazione nei diversi periodi storici e'
stata diversa. L'esempio piu' classico e' quello dell'imperatore che per
rinpinguare le casse dello stato accusava dei ricchi possidenti di
tradimento per confiscarne i beni.
Senza pero' addentrarmi in una analisi storica accurata io penso che se
esistesse un sistema perfetto questo sarebbe gia' stato inventato. Un
sistema sociale rodato e' secondo me paragonabile ad una sbarra dove per
correggere una piegatura la si e' piegata nel verso opposto. alla fine non
si avra' mai una sbarra perfettamente dritta ma una sbarra tuttosommato
dritta. Cioe' ogni sistema ha delle storture a cui si pone rimedio in
diversi modi con la cultura, con la consuetudine, con ulteriori norme. Per
fare un esempio proprio per porre rimedio ai luridi individui che citavi si
e' introdotto il reato di falsa testimonianza o (mi sembra si chiami cosi')
lite temeraria o comunque si puo' essere chiamati a pagare le spese
processuali.
In realta' il problema non e' tra diritto romano o diritto anglosassone che
tralaltro presenta   le sue problematiche. Ad esempio mi diceva un avvocato
(ma potrei aver capito male visto che non e' la mia materia) che loro si
rifanno alle sentenze precedenti e che un contratto diventa un papiello
incredibile in quanto non ci si rifa' alle leggi ma bisogna citare anche
tutta una serie di sentenze passate, comunque un avvocato potra' essere
piu' preciso.
Il problema vero e' che se prendi in maniera meccanica un sistema
funzionante in un qualsiasi paese e lo importi in un'altro avrai
sicuramente molti problemi imprevisti in quanto mancheranno quegli
anticorpi creati in anni di utilizzo nel paese di origine. Giusto per fare
un ulteriore esempio e' come importare i conigli europei (dove avevano
degli antagonisti che ne limitavano il numero) in australia o come
importare il vaiolo (malattia europea) in america il cui impatto su una
popolazione senza anticorpi ha prodotto una mortalita' del 90% facendo
cadere imperi fortissimi.

Ovviamente il mio discorso non significa che non si possa creare nuovi
sistemi con nuovi principi e nuove norme, significa soltanto che questa non
e' un'operazione meccanica, che presenta le sue incognite, che deve avere
delle fasi abbastanza lunghe di transizione e preparazione.




> Sempre quel qualcuno che non ricordo mi spiego' che e' tipico invece
> del  diritto anglosassone il fatto che l'accusatore deve dimostrare in
> primis la  sussistenza delle accuse, e non necessariamente l'accusato
> deve dimostare  di essere innocente.

non credo sia un problema di diritto ma di metodo, inquisitorio o
accusatorio, entrambi hanno i loro pregi ed i loro difetti

>
> Probabilmente e' una estrema semplificazione, ma forse gli illustri
> avvocati possono elaborare ulteriormente ;-) Di fatto per "mentalita'"
> Internet e' nata ed e' cresciuta sotto il diritto anglosassone e molte
> storture delle nuove regole imposte dai normatori in altri paesi al di
> fuori degli USA e UK potrebbero essere spiegate in base al fatto che
> alcuni  vogliono applicare principi tipici del diritto romano.

In realta' secondo me il problema e' inverso, si e' preso dei metodi
elaborati nei paesi anglosassoni dove sono stati anche elaborati degli
anticorpi e li si e' importati in altri paesi dove questi anticorpi non
esistono. La cosa crea e creera' diversi problemi. Lo scollamento tra la
visione originaria di internet a cui mi riferivo nella precedente mail e la
direzione attuale e' che prepotentemente su internet stanno irrompendo
diverse categorie (non solo gli avvocati che sicuramente sono i meno
presenti e i piu' riottosi) che portano la loro cultura e soprattutto i
loro interessi e vogliono applicare le loro regole contestando talvolta
anche in modo rozzo e brutale lo spirito dei pionieri.


> Nel nostro caso il "saggio" non ha indagato a fondo, supponendo appunto
>  secondo le ns norme e senza effettuare quindi indagini, che in
> mancanza di  replica l'accusato ha torto. Cosa cui, personalmente,
> vista l'evidenza dopo  poche e semplici indagini, non credo affatto.
> Alla fine il "saggio" ha  ragione per aver applicato le regole, ma il
> colpevole, che non ha  fondamentalmente torto, ne subisce il danno.
>
> :-)))



>
>
> Saluti.
>
> Alfredo


saluti



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