Decisione Valda

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Mar 6 Ago 2002 02:43:01 CEST


(Inciso: Scusate se sono ancora qua, ma e' troppo grossa)

La decisione del saggio e' priva di fondamento se si considerano i
presupposti su cui si basano le procedure di riassegnazione, e'
assolutamente sbilanciata per quanto riguarda l'interpretazione delle
'evidenze' presentate e 'non presentate'  ed e' tale da suscitarmi piu' di un
ragionevole dubbio sulla circostanza che il saggio sia in grado giudicare con
l'opportuno equilibrio le contestazioni derivanti da procedure di
riassegnazione.

Il punto cardine e' il paragrafo riportato in fondo a pagina 3:

"D’altronde le procedure di riassegnazione hanno come obiettivo
fondamentale non tanto l’accertamento del diritto del ricorrente al nome a
dominio contestato, quanto piuttosto l’accertamento della buonafede
dell’assegnatario nella registrazione e nel mantenimento del nome a
dominio."

Questa assunzione e' errata in quanto l'obiettivo e' quello di accertare se una
registrazione e' in malafede e cio'  implica un diverso peso (rispetto
all'accertare la buona fede) alle evidenze che devono essere valutate nel
corso della procedura. Tale 'errore' comporta tutta una serie di successive
interpretazioni che portano in seguito il saggio a formulare l'esito senza aver
oggettivamente accertato la malafede che era l'obiettivo della procedura di
riassegnazione.

In particolare, aldila' delle considerazioni sul 'silenzio' del resistente, sono
assolutamente inammissibili  'presunzioni' prive di verifica tipo:
"...è presumibile che l’azienda resistente non sia conosciuta con il semplice
nome 'Valda'..."

oppure:

"...perché il palese riferimento al noto marchio registrato rende evidente
l’intento di violare lo stesso... "

Seguito da un inconcepibile :

"Di conseguenza può ragionevolmente escludersi che la Maglificio Valda
S.p.A. abbia alcun legittimo diritto o titolo al nome a dominio corrispondente
al marchio della ricorrente"

Questo e' uno degli errori piu' madornali. Non spetta al saggio stabilire in via
presuntiva se il resistente abbia titoli. L'unica cosa che puo' affermare Il
saggio, in assenza di riscontri dal resistente, e' esattamente e solo il fatto di
non aver ricevuto riscontri il che, di per se', diventa automaiticamente uno
strumento di difesa non utilizzato dal resistente.Andare oltre questa
interpretazione significa che il saggio si e' ritenuto titolare della capacita' di
determinare o meno un diritto (con l'ulteriore aggravante di basarsi su
considerazioni prive di riscontro oggettivo e a rischio grave di essere
potenzialmente prive di fondamento) cosa che non e' nei suoi doveri e poteri.

Lo stesso schema viene poi applicato sul discorso della malafede in maniera
anche piu' evidente:

" ma per la più banale e decisiva circostanza del mancato utilizzo e
registrazione di un nome a dominio corrispondente alla completa
denominazione sociale della società resistente (Maglificiovalda) . "

Questa e' un una mera opinione del saggio, priva di riscontri effettivi e anche
per assurdo volendola passare per buona, errata nell'esempio (seguendo lo
schema ipotizzato avrebbe dovuto registrare 'MaglificioValdaSpa' perche' puo'
esserci un altrettanto legittimo 'MaglificioValdaSrl' oltre a sorvolare in
maniere ahime' sconfortante sul fatto se il ricorrente abbia provveduto o meno
ad una altrettanto improbabile forma di  registrazione per esteso)
Due pesi e due misure: mentre il il ricorrente 'puo'' il resistente invece 'deve'.

"Al contrario, il fatto che la Maglificio Valda S.p.A. abbia ritenuto opportuno
registrare un nome a dominio del tutto identico al marchio di un prodotto
famoso e non invece alla propria denominazione sociale (il che sarebbe stato
più logico),"

La natura e le motivazioni per cui il resistente abbia ritenuto di voler
registrare un nome piuttosto che un altro non sono di pertinenza del saggio
che deve solo prenderne atto e non esprimere un giudizio personale su un
atto legittimo di un terzo sopratutto perche' prosegue con..

" lascia intendere che la stessa società voglia, in malafede, sfruttare la
notorietà dell’altrui marchio registrato "

Qui siamo alla fantascienza assoluta.
Il saggio, senza avere riscontri specifici, ritiene che il solo fatto di non avere
registrato un nome completo corrispondente alla societa' costituitisca di per
se' elemento 'presuntivo' di malafede 'potenziale'.

In pratica, in assenza di riscontri dal resistente, il saggio ha ritenuto di poter
autonomamente individuare una 'potenziale' malafede e ha disposto il
trasferimento del nome.

(Si noti che nulla dovrebbero valere le mozioni di illegittimita' presentate da
chicchessia delle parti se non supportate da una sentenza, altrimenti non ci
serviremmo piu' della giustizia ordinaria ma faremmo decidere tutto 'en
passant'  ad un saggio)

Francamente trovo l'intera decisione completamente fuori dai canoni in cui
dovrebbe attenersi una procedura di riassegnazione e in conseguenza la
formulazione della decisione sembra prospettare una piu' che probabile
scarsa dimestichezza del saggio sull'argomento 'nomi a dominio' e 'abusive
registration' se si prendono a riferimento gli standard consolidati sia a livello
nazionale che internazionale.

Detto questo, non posso personalmente fare piu' di tanto per cercare di
migliorare la situazione se non quello di invitare la Presidenza NA a
sollecitare gli enti conduttori ad una accurata selezione dei saggi perche'
costoro hanno una funzione molto delicata oltre ad invitare il CE e quant'altri
ad ipotizzare forme di scelta del saggio (selezione casuale,etc) che possano
limitare i fenomeni di 'forum shopping' che casi come quello accaduto
possono (ed in altri ambiti e' gia' successo) sicuramente generare.

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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