I nodi verranno al pettine

Ettore Panella box a STARNET.IT
Mar 6 Ago 2002 14:17:02 CEST


Scusa Giorgio se ho cambiato il subject del tuo intervento ma ne prendo
solo spunto per allargare il campo della discussione dal caso particolare
che in fondo ci interessa poco visto che non abbiamo modo di intervenire al
caso generale dove possiamo intervemire migliorando le norme.

Temo che un atteggiamento cosi' sbilanciato  (come giorgio ha ampiamente
argomentato) sia il frutto del fatto che in realta' l'attuale sistema degli
enti conduttori e' sbilanciato. Forse dovremmo porci il problema di
apportare delle migliorie al sistema anche al fine di utilizzare gli enti
conduttori non solo per i domini ma anche su tutte le problematiche che
riguardino la NA.

In poche parole lo schema
ricorrente(che paga) sceglie l'Ente conduttore
ente conduttore sceglie il saggio

puo' creare di fatto un silloggismo potenzialmente pericoloso per la
proprieta' transitiva

ovvero   ricorrente sceglie il saggio perche':
a)in condizioni di correttezza dell'Ente conduttore comunque fa si che la
scelta sia limitata solo fra i 10 saggi dell'Ente ed in condizioni di non
correttezza pone i presupposti per una attivita' di comparaggio fra il
ricorrente e l'Ente.
b) mette il saggio in condizioni di disagio psicologico nel dover essere
imparziale come giudice ma di essere di parte perche' scelto da chi ha
ricevuto un incarico dal ricorrente
c) gli enti conduttori basano i loro entroiti solo sulle cifre che i
ricorrenti versano, quindi il loro successo dipende esclusivamente da che
appeal sapranno esercitare sui futuri clienti, e se questo finora non e'
stato un problema con l'inevitabile ingresso di molti nuovi soggetti come
enti conduttori potra' in futuro creare non pochi guai alla credibilita'
delle MAP
d) il sistema non e' credibile agli occhi dei resistenti.
Accettereste che la partita utile per l'assegnazione dello scudetto tra
juventus e Roma (facendo riferimento all'ultimo campionato) fosse arbitrata
da un arbitro pagato da una delle due squadre? E' ovvio che una persona
seria non si lascia condizionare pero' qualsiasi decisione l'arbitro
prendera' o qualsiasi errore , anche il piu' banale e irrilevante contro
l'altra squadra sara'  imputato ad una inesistente malafede. Proprio per
garantire l'onorabilita' degli arbitri sportivi giusto per restare in
esempio le  squadre versano la quota iscrizione per il campionato alla
federazione (che e' unica e non viene scelta, cioe' il Milan se vuole
partecipare al campionato paga la federazione, non puo' scegliere tra
federazione A o B) e la federazione paga gli arbitri.
Siete sicuri che il fatto che un resistente come il maglificio valda (dove
la malafede e' assolutamente indimostrabile) non abbia risposto
semplicemente perche' venendo a conoscenza del nostro sistema da profano lo
abbia considerato drogato e sbilanciato e quindi abbia ritenuto inutile
fare nulla tanto era gia' tutto deciso.
Chi di voi puo' garantirmi che nella fase di contatti tra ricorrenti e
resistenti che sempre ci sono in queste situazioni qualcuno non abbia
millantato ottime possibilita' di successo magari dicendo la fatidica
frase "Abbiamo pagato 2 milioni vuoi che non ci diano ragione?"

Non so a voi ma il fatto che il resistente (pur avendo evidentemente
ragione) non risponda per me puo' significare anche una  non credibilita'
delle MAP.

Secondo me possiamo uscire da questa situazione sgradevole solo in un modo
ed e' una proposta che chiedo al CE di prendere in considerazione.

Gli enti conduttori rappresentano il solo contatto tra il ricorrente e la
NA, per cui chi vorra' adire ad una MAP dovra' rivolgersi esclusivamente ad
un Ente conduttore accreditato. Per inciso io penso che gli enti debbano
occuparsi anche di altro (seno' con i domini muoiono di fame :-) tipo ad
esempio i ricorsi contro eventuali provvedimenti presi dalla NA per esempio
spam o black list se la NA decidera' di operare su questi settori).


L'Ente versa alla NA una tassa per iniziare la MAP

la NA o un suo organo sorteggia il saggio fra quelli accreditati presso la
NA, scelti secondo dei criteri che stabiliremo e obbligati ai corsi di
aggiornamento.

In realta' mi sono limitato a copiare quello che avviene nelle federazioni
sportive quindi non e' farina del mio sacco.




> (Inciso: Scusate se sono ancora qua, ma e' troppo grossa)

meno male che non sei scomparso :)

ciao


>
> La decisione del saggio e' priva di fondamento se si considerano i
> presupposti su cui si basano le procedure di riassegnazione, e'
> assolutamente sbilanciata per quanto riguarda l'interpretazione delle
> 'evidenze' presentate e 'non presentate'  ed e' tale da suscitarmi piu'
> di un ragionevole dubbio sulla circostanza che il saggio sia in grado
> giudicare con l'opportuno equilibrio le contestazioni derivanti da
> procedure di
> riassegnazione.
>
> Il punto cardine e' il paragrafo riportato in fondo a pagina 3:
>
> "D’altronde le procedure di riassegnazione hanno come obiettivo
> fondamentale non tanto l’accertamento del diritto del ricorrente al
> nome a dominio contestato, quanto piuttosto l’accertamento della
> buonafede dell’assegnatario nella registrazione e nel mantenimento del
> nome a dominio."
>
> Questa assunzione e' errata in quanto l'obiettivo e' quello di
> accertare se una registrazione e' in malafede e cio'  implica un
> diverso peso (rispetto all'accertare la buona fede) alle evidenze che
> devono essere valutate nel corso della procedura. Tale 'errore'
> comporta tutta una serie di successive interpretazioni che portano in
> seguito il saggio a formulare l'esito senza aver oggettivamente
> accertato la malafede che era l'obiettivo della procedura di
> riassegnazione.
>
> In particolare, aldila' delle considerazioni sul 'silenzio' del
> resistente, sono assolutamente inammissibili  'presunzioni' prive di
> verifica tipo: "...è presumibile che l’azienda resistente non sia
> conosciuta con il semplice nome 'Valda'..."
>
> oppure:
>
> "...perché il palese riferimento al noto marchio registrato rende
> evidente l’intento di violare lo stesso... "
>
> Seguito da un inconcepibile :
>
> "Di conseguenza può ragionevolmente escludersi che la Maglificio Valda
> S.p.A. abbia alcun legittimo diritto o titolo al nome a dominio
> corrispondente al marchio della ricorrente"
>
> Questo e' uno degli errori piu' madornali. Non spetta al saggio
> stabilire in via presuntiva se il resistente abbia titoli. L'unica cosa
> che puo' affermare Il saggio, in assenza di riscontri dal resistente,
> e' esattamente e solo il fatto di non aver ricevuto riscontri il che,
> di per se', diventa automaiticamente uno strumento di difesa non
> utilizzato dal resistente.Andare oltre questa interpretazione significa
> che il saggio si e' ritenuto titolare della capacita' di determinare o
> meno un diritto (con l'ulteriore aggravante di basarsi su
> considerazioni prive di riscontro oggettivo e a rischio grave di essere
> potenzialmente prive di fondamento) cosa che non e' nei suoi doveri e
> poteri.
>
> Lo stesso schema viene poi applicato sul discorso della malafede in
> maniera anche piu' evidente:
>
> " ma per la più banale e decisiva circostanza del mancato utilizzo e
> registrazione di un nome a dominio corrispondente alla completa
> denominazione sociale della società resistente (Maglificiovalda) . "
>
> Questa e' un una mera opinione del saggio, priva di riscontri effettivi
> e anche per assurdo volendola passare per buona, errata nell'esempio
> (seguendo lo schema ipotizzato avrebbe dovuto registrare
> 'MaglificioValdaSpa' perche' puo' esserci un altrettanto legittimo
> 'MaglificioValdaSrl' oltre a sorvolare in maniere ahime' sconfortante
> sul fatto se il ricorrente abbia provveduto o meno ad una altrettanto
> improbabile forma di  registrazione per esteso) Due pesi e due misure:
> mentre il il ricorrente 'puo'' il resistente invece 'deve'.
>
> "Al contrario, il fatto che la Maglificio Valda S.p.A. abbia ritenuto
> opportuno registrare un nome a dominio del tutto identico al marchio di
> un prodotto famoso e non invece alla propria denominazione sociale (il
> che sarebbe stato più logico),"
>
> La natura e le motivazioni per cui il resistente abbia ritenuto di
> voler registrare un nome piuttosto che un altro non sono di pertinenza
> del saggio che deve solo prenderne atto e non esprimere un giudizio
> personale su un atto legittimo di un terzo sopratutto perche' prosegue
> con..
>
> " lascia intendere che la stessa società voglia, in malafede, sfruttare
> la notorietà dell’altrui marchio registrato "
>
> Qui siamo alla fantascienza assoluta.
> Il saggio, senza avere riscontri specifici, ritiene che il solo fatto
> di non avere registrato un nome completo corrispondente alla societa'
> costituitisca di per se' elemento 'presuntivo' di malafede
> 'potenziale'.
>
> In pratica, in assenza di riscontri dal resistente, il saggio ha
> ritenuto di poter autonomamente individuare una 'potenziale' malafede e
> ha disposto il trasferimento del nome.
>
> (Si noti che nulla dovrebbero valere le mozioni di illegittimita'
> presentate da chicchessia delle parti se non supportate da una
> sentenza, altrimenti non ci serviremmo piu' della giustizia ordinaria
> ma faremmo decidere tutto 'en passant'  ad un saggio)
>
> Francamente trovo l'intera decisione completamente fuori dai canoni in
> cui dovrebbe attenersi una procedura di riassegnazione e in conseguenza
> la formulazione della decisione sembra prospettare una piu' che
> probabile scarsa dimestichezza del saggio sull'argomento 'nomi a
> dominio' e 'abusive registration' se si prendono a riferimento gli
> standard consolidati sia a livello nazionale che internazionale.
>
> Detto questo, non posso personalmente fare piu' di tanto per cercare di
> migliorare la situazione se non quello di invitare la Presidenza NA a
> sollecitare gli enti conduttori ad una accurata selezione dei saggi
> perche' costoro hanno una funzione molto delicata oltre ad invitare il
> CE e quant'altri ad ipotizzare forme di scelta del saggio (selezione
> casuale,etc) che possano limitare i fenomeni di 'forum shopping' che
> casi come quello accaduto possono (ed in altri ambiti e' gia' successo)
> sicuramente generare.
>
> Cordiali saluti
> Giorgio Griffini



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