Preparazione dei saggi e www

Daniele Cicalò info a IOCISONO.IT
Gio 8 Ago 2002 00:33:33 CEST


Ho letto il solito ginepraio che ho innescato, mi duole leggere sempre le
solite cose, tutti hanno detto, tutti vorrebbero e come sempre a rimetterci è
chi capita in una procedura.
Credo che concettualmente vada benissio l'apertura delle porte di saggio per
chiunque, alcuni avvocati hanno dimostrato, non solo di non conoscere le regole
di naming ma la totale ignoranza della legge marchi.
Con questo voglio dire che sarà inutile mettere il requisito di una laurea,
condivido l'introduzione  dei test secchi come a scuola guida.
I temi dovranno essere di cultura generale sulle leggi marchi e del diritto
d'autore ma anche tutte le sentenze e altri giudizi degni di nota avvenuti a
livello mondiale.
Il concetto da casalinghe "l'ho sentito è un marchio" non è applicabile alle
procedure, cosa che in tribunale ha il suo peso e mai ha dato una vittoria a
qualcuno.
Nella procedura che ho subito al tempo "gente.it" nei pochi giorni concessi mi
sono letto tutte le sentenze italiane dei vari tribunali, tutte le leggi in
materia di marchi e d'autore e tutti i precedenti legali di parole comuni usate
come marchio che hanno subito un giudizio.
L'inteligenza non si compra a mazzetti dal fruttivendolo, un titolo lo può
ambire chiunque personalmente ho un cugino che a 22\23 anni era gia laureato in
legge oggi ha 37 anni e è Vicequestore, ci sono altri soggetti che per la
solita laurea ci impiegano 8 anni.
Vi confesso che per gravi problemi familiari a livello di studi ho fatto bene
più o meno la 4 e 5 elementare, ma le 120 pagine di difesa che ho mandato alla
crdd, me le sono scritte una per una e dalla sentenza si estrapola che i temi
legali per difendermi li ho toccati tutti.
La causa legale che è in corso, è si portata avanti da uno studio legale, ma lo
ho personalmente affiancato per lo sviluppo dei temi, non per una loro mancanza
di competenze, ma per una tale mole di concetti di cui bisogna avere conoscenza
che nessuno studio legale grande o piccolo, se non del settore può avere; vista
la vastità.
Il problema più grande del www, non è l'aspetto legale, ma la totale
incompetenza a tutti i livelli.
Il web italiano è molto economico e chiunque con due soldi può fare il mnt, per
recuperare 4 soldi basta uscire e fermare il primo barbone per vendergli un
dominio piu lo spazio, tale è la richiesta si parla di quanti enti ci sono, ma
quanti mnt ci sono??
Molti mnt che conosco non sanno nemmeno cosa è un top level o che esista questa
lista e molti provengono da settori distanti anni luce con zero competenze di
marketing e di www.
Questa ignoranza ha fatto colare a picco tutti i grandi progetti italiani di
portali   http://www.clarence.com/contents/tecnologia/noiaportale/np006/   sarà
presunzione o forse i 20 anni di vendita come agente in aziende  ai massimi
livelli in vari settori, che mi hanno reso intuitivo del mercato, nei primi
mesi del 2000 ero alla guida di una rete vendita di un importante gruppo
editoriale, a  coordinare lo sbarco nel Web della rete vendita, dopo poche
settimane detti una relazione di 40 pagine all'amministratore prevedento il
fiasco a cui andava incontro, lui mi disse che aveva una laurea in informatica
e che se non sapeva lui cosa era il www con somma presunzione data dalla
carica. Io fui cacciato per insubordinazione alle bufale,ma la borsa mi ha dato
ragione nel settebre 2001 avevano - 42% al mibtel.
Per chiunque ha a che fare nel Web ci vorrebbero dei corsi, dai mnt, hai loro
agenti et. et.
Spesso m'intrufolo in meeting e in giornate dedicate al Web, dove partecipano
le istituzioni e le associazioni che orbitano nel WWW, ma purtroppo si respira
solo aria di clientalismo, un mangia mangia totale, niente di costruttivo e ciò
è veramente deprimente.
Basta, mi soo dilungato anche troppo buon lavoro




Daniele Cicalò
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