R: Supervisione dei giudici ?

Lapo Sergi lapo.sergi a QUIXE.IT
Mer 14 Ago 2002 13:07:51 CEST


Perchè c'è troppa confusione ed uso di termini impropri, Giudici ...
Arbitri ... chiamiamo con il loro nome chi è coinvolto, ossia in questo caso
i saggi e gli enti conduttori e stop.

Ti ricapitolo cone si è arrivati a parlare di queste cose:

Il problema, dopo valda.it, sembra essere : e se un saggio sbaglia, ossia
non applica affatto le Regole di Naming?

Allora qualcuno (Panella) ha proposto: nominiamo un supervisore delle
procedure. Credo però che intendesse: diamo a qualcuno (un membro NA)
l'incarico di leggere le procedure e riferire in lista se c'è qualcosa di
strano.

A questo punto Roversi ha esteso il concetto, ossia se per supervisore si
intende un controllore diretto dell'operato dei saggi, questa è un'idea
abominevole. Altri si sono aggregati nel biasimare questo modo di fare,
ribadendo il concetto astratto di "giudice di giudice" ma intendendo
"qualcuno che controlla i saggi".

Approfittto per dire la mia: innanzitutto il controllo sugli Enti Conduttori
(e dunque indirettamente dei Saggi, in quanto sotto la responsabilità degli
Enti) è già previsto dalle Regole di Naming ed è affidato alla Presidenza.
Se lo faccia o meno o se abbia la preparazione giuridica idonea a valutare
la giustezza una decisione è un'altro paio di maniche.
Credo però che le Regole di Naming siano chiare, si tratta semplicemente di
applicarle.

In seconda istanza, sono sempre stato favorevole e mi sono sempre battuto
innanzitutto per la chiusura del numero degli Enti Conduttori e poi per la
creazione di un "Albo dei Saggi"  - o qualcosa del genere - nel quale
inserire immediatamente chi ha già dimostrato la competenza in materia e
successivamente chi ne fa richiesta (valutati titoli e preparazione e
soprattutto dando precisi riferimenti normativi), espellendo -
eventualmente - in seguito chi desse prova d'incapacità come la "saggia" che
ha scritto valda.it.

Poi togliamo dalle Regole di Naming (proposta formale al CE) quell'obbligo
di mantenere un panel di 15 saggi che alla luce dei fatti è ridicolo.... se
i saggi sono scelti a discrezione dell'Ente teniamo il limite minimo a 5 per
ente (poi chi ha tante procedure, ne metterà di più), altrimenti si rischia
che siano indicati un tot di saggi a "fare numero" ma in realtà non vedono e
non vedranno mai una procedura, se l'ente di cui fanno parte non ne gestisce
o ne gestice solo un paio all'anno.

Oppure, se si considera quanto sopra, assegnamo i saggi a rotazione da un
elenco centrale.

Anzi, personalmente assegnerei anche le procedure a rotazione, per eliminare
l'effetto "scelta di mercato da parte del ricorrente", il che potrebbe far
preferire (per assurdo) non l'Ente serio che annovera Saggi preparati che
applicano validamente le regole ma quello che ti fa vincere, anche contro le
evidenze!
Comunque, già l'assegnazione dei saggi a rotazione darebbe maggiori garanzie
a ricorrente e resistente.

ciao

Lapo Sergi



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